Coltivazione marijuana per uso personale: cosa rischio con l'art. 73 DPR 309/90?
Utente_roma_6176 · 2 visualizzazioni
Gentile Studio legale, sono [Omissis] ho 54 anni vivo a Roma, per la prima volta a gennaio ho deciso di fare una coltivazione di marjuana in casa per uso esclusivamente personale. Pur sapendo che non è consentito dalla legge italiana sono stato ingenuo e non ho preso precauzioni efficaci per eliminare il forte odore con il risultato che il 4 maggio la Polizia ha fatto un blitz a casa mia e requisito 4 piante raccolte da pochi giorni in fase di essiccazione e tutto il materiale utilizzato per la coltivazione. Sono stato condotto in questura e mi è stato rilasciato un verbale con ipotesi di reato ex art.75 DPR c. 1 e 5 e mi è stato assegnato un avvocato d’ufficio. Sono una persona tranquilla incensurata e questa situazione mi preoccupa molto . Chiedo chiarimenti su cosa può accadere quello che va fatto e se posso avere un preventivo sui costi da sostenere.
Risposta diretta
La coltivazione di marijuana in casa, anche per uso esclusivamente personale, configura il reato previsto dall'art. 73 DPR 309/90. Tuttavia, essere incensurato con un quantitativo modesto di piante destinate all'uso personale apre a difese concrete e a pene significativamente ridotte, soprattutto grazie al comma 5 (fatto di lieve entità).
Quadro normativo
L'art. 73 DPR 309/90 punisce la produzione, il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il comma 1 prevede pene da 6 a 20 anni di reclusione, ma il comma 5 — applicabile quando il fatto è di lieve entità per mezzi, modalità e quantità — riduce la pena a 6 mesi - 4 anni di reclusione. Da distinguere è l'art. 75, che invece riguarda la mera detenzione per uso personale ed è una sanzione amministrativa (non penale): se il verbale cita proprio quell'articolo, la situazione è meno grave. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 12348/2020) hanno stabilito che la coltivazione domestica di modiche quantità destinata esclusivamente all'autoconsumo può essere esclusa dall'area penalmente rilevante, se non crea un apprezzabile aumento della sostanza circolante.
Come funziona in pratica
- La Procura della Repubblica riceverà gli atti dalla Polizia e valuterà se procedere con l'imputazione
- Il fascicolo verrà analizzato considerando: quantità di sostanza (grammi di THC), numero di piante, materiale sequestrato e assenza di elementi indicativi di spaccio
- Con 4 piante, nessun precedente e destinazione a uso personale, il PM potrebbe contestare il solo comma 5 (lieve entità) anziché il comma 1
- È possibile richiedere il rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) o l'applicazione della pena su richiesta (patteggiamento)
- Per un incensurato la pena detentiva è quasi sempre sospesa condizionalmente (fino a 2 anni di reclusione)
- È valutabile anche l'affidamento in prova ai servizi sociali o la messa alla prova, che estingue il reato
Cosa conviene fare
- Verifica l'articolo esatto sul verbale: art. 73 (reato penale) e art. 75 (illecito amministrativo) hanno conseguenze molto diverse
- Non rilasciare dichiarazioni spontanee alla Polizia o al PM senza il tuo avvocato presente
- Puoi nominare un avvocato di fiducia in sostituzione o in affiancamento all'avvocato d'ufficio — per reati di questo tipo è fortemente consigliato
- Raccogli documentazione sulla tua situazione personale: lavoro stabile, famiglia, assenza di precedenti — elementi utili per la sospensione condizionale
- Chiedi all'avvocato di valutare la strategia difensiva basata sull'uso personale e la giurisprudenza delle Sezioni Unite 2020
- Considera che i costi di un avvocato penalista per questo tipo di procedimento variano indicativamente tra 1.500 e 4.000 euro a seconda del rito scelto e della complessità
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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