Cognato che minaccia con coltello e rifiuta di lasciare casa: cosa fare?
Utente_coccaglio_7479 · 1 visualizzazioni
La sto contattando per un problema abbastanza grave si tratta del mio cognato da febbraio del 2020 a la residenza con noi e si e rivelato un psicopatico almeno al mio parere minaccia di morte sia me che mio marito che anomesso a dura prova la nostra relazione di coppia visto che ci siamo chiariti e non diamo più peso a quello che dice a cominciato a minacciare e arrivato al punto di minacciare mi figlia di 6 ani con un coltello in gola secondo lui giustamente per che la bambina si era rifiutata di servirlo oh unaltra bambino di 3 mesi oh veramente paura che possa fare del male a loro ma non oh denunciato ale autorità li oh semplicemente deto che li abbiamo fato la residenza perché li serviva un posto dove stare noi stessi siamo in affitto e che non è più il benvenuto ma si rifiuta di andare dicendo che noi dobbiamo prima darli dei soldi secondo lui 10.000 euro soldi mai presi tutto questo tempo mai fato ne anche la spesa oh un contributo minimo non so come fare se non passare a risolvere la cosa legalmente ma non vorrei né anche dangiarlo .se mi pu dare un consiglio legale e farmi un preventivo dele spese grazie
Risposta diretta
La situazione descritta è gravissima e richiede un intervento immediato: un coltello alla gola di una bambina di 6 anni configura reati penali molto seri. È necessario sporgere denuncia-querela senza ulteriori indugi, perché la legge offre strumenti rapidi ed efficaci per tutelare voi e le vostre figlie.
Quadro normativo
I reati potenzialmente contestabili al cognato sono molteplici
- Art. 612 c.p. — Minacce aggravate: le minacce di morte, in particolare quelle con un'arma (il coltello), sono punite con la reclusione fino a 4 anni
- Art. 612-bis c.p. — Atti persecutori (stalking): la condotta reiterata che mette in stato di paura e altera le abitudini di vita è reato procedibile d'ufficio
- Art. 572 c.p. — Maltrattamenti contro familiari o conviventi: si applica anche ai conviventi e prevede pene da 3 a 7 anni, aggravate se le vittime sono minorenni
- Art. 282-bis c.p.p. — Allontanamento dalla casa familiare: misura cautelare che il giudice può emettere in tempi rapidi su richiesta del PM, obbligando il soggetto a lasciare l'abitazione
Come funziona in pratica
- Chiamare il 112 o il 113 immediatamente in caso di pericolo: i carabinieri possono intervenire sul posto e raccogliere la denuncia direttamente
- Recarsi in Procura o dai Carabinieri per sporgere querela-denuncia con tutti i dettagli: date, episodi, testimoni, foto o messaggi eventuali
- Il PM valuterà la richiesta di misura cautelare di allontanamento (art. 282-bis), che può essere emessa in pochi giorni e impone al cognato di lasciare l'abitazione con divieto di avvicinarsi
- Parallelamente, si può chiedere al Tribunale civile un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. per l'allontanamento immediato
- La richiesta dei 10.000 euro è priva di qualsiasi fondamento legale: non avete nessun obbligo di pagargli nulla
Cosa conviene fare
- Non aspettare: ogni episodio non denunciato indebolisce la vostra posizione e aumenta il rischio per le bambine
- Documentare tutto: annotate date e orari di ogni minaccia, conservate messaggi o audio se disponibili
- Contattare subito un avvocato penalista che presenti la querela in modo corretto e richieda contestualmente le misure cautelari urgenti
- Non cedere alla richiesta di denaro: sarebbe un precedente pericoloso e non estingue alcun diritto che lui non ha
- Se temete per l'incolumità vostra o delle bambine in modo immediato, uscite di casa e chiamate il 112: la vostra sicurezza viene prima di tutto
- Informate la scuola della bambina di 6 anni della situazione, così da attivare anche eventuali tutele dal lato dei servizi sociali
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Hai un'altra domanda?
Hai bisogno di un avvocato?
Invia il tuo caso — ti assegniamo un avvocato specializzato nella tua zona.