Maltrattamenti in famiglia: separazione e affidamento del figlio minore
Utente_milano_1279 · 1 visualizzazioni
ASSISTENZA LEGALE PER CAUSA DI SEPARAZIONE E AFFIDAMENTO DI MINORE PER VIOLENZE DOMESTICHE Il Cliente riferisce che dal 2010, anno del suo matrimonio, è vittima di continue violenze psicologiche da parte del marito. Il Cliente ha avuto un figlio da questo matrimonio che è attualmente minorenne, peraltro costantemente presente durante le violenze di cui è vittima il Cliente. Il Cliente inoltre riferisce di essere unico genitore di un secondo figlio, attualmente maggiorenne, nato da una relazione precedente avuta dal Cliente:e che questa sua figlia è vittima delle violenze psicologiche suddette. Il Cliente richiede quindi assistenza legale per una causa di separazione che le permetterebbe di ottenere la custodia del minore dal momento che la donna è una lavoratrice dipendente e quindi gode di una retribuzione mensile.
Risposta diretta
In caso di violenze psicologiche domestiche è possibile agire su due fronti paralleli: sporgere denuncia penale per maltrattamenti ex art. 572 c.p. e avviare un procedimento di separazione giudiziale con addebito, richiedendo contestualmente l'affidamento esclusivo del figlio minore.
Quadro normativo
I riferimenti normativi principali sono
- Art. 572 c.p. (Maltrattamenti contro familiari e conviventi) — punisce le violenze fisiche e psicologiche reiterate; è procedibile d'ufficio, quindi la Procura agisce anche senza querela della vittima
- Legge 69/2019 (Codice Rosso) — ha rafforzato le tutele per le vittime di violenza domestica, imponendo alla polizia giudiziaria di riferire entro 12 ore e al PM di sentire la vittima entro 3 giorni
- Art. 337-quater c.c. — consente al giudice di disporre l'affidamento esclusivo al genitore più idoneo quando l'altro rappresenta un rischio per il minore
- Art. 709-bis c.p.c. — permette al giudice di adottare provvedimenti urgenti anche in corso di separazione per tutelare il minore
Come funziona in pratica
- Presentare denuncia-querela presso Polizia o Carabinieri per maltrattamenti: il PM può chiedere al GIP misure cautelari come l'allontanamento coattivo del marito dalla casa familiare
- Avviare il procedimento di separazione giudiziale con richiesta di addebito al marito, documentando le violenze psicologiche subite
- Chiedere in via urgente l'affidamento esclusivo del figlio minore, evidenziando la sua costante esposizione alle violenze — circostanza che il giudice considera elemento determinante
- La condizione di lavoratrice dipendente con reddito mensile stabile rafforza la valutazione di idoneità genitoriale
- La figlia maggiorenne può rendere testimonianza nel procedimento penale e in quello civile
Cosa conviene fare
- Rivolgersi subito a un Centro Antiviolenza (CAV) presente sul territorio di Milano per supporto psicologico, legale e documentazione delle violenze
- Raccogliere e conservare prove: messaggi, email, testimonianze di familiari o vicini, eventuali referti medici o psicologici
- Affidarsi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia e violenza di genere per coordinare l'azione penale e quella civile
- Valutare la richiesta di allontanamento urgente del marito dalla casa coniugale già nella fase presidenziale della separazione
- In presenza di violenza accertata, il giudice può disporre la decadenza dalla responsabilità genitoriale ex art. 330 c.c. nei confronti del marito
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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