Diritto Penale

Minacce di morte e violenza dal ex compagno: cosa fare per proteggere sé e il figlio?

Utente_marino_2913 · 1 visualizzazioni

Mi sono separata dal mio compagno da 3 mesi abbiamo avuto da poco un bambino di 9 mesi…lui vive ad Arezzo con il padre e io vivo a casa con mia madre con me 24 ore su 24 tutti i giorni tranne quando nel weekend il padre nn scende per vederlo e fino a qualche mese fa uscivano tutto insieme per nn rompere la routine del bambino e per nn fargli vivere traumi …ma da un due settimane lui è cambiato mi porta via il bambino all’improvviso mentre sto per strada con lui e in più di in occasione lo porta a casa della sua ex dicendogli che è La zia ( premetto che è una persona cattiva che parla sempre male di me e in più di in occasione mi ha fermato per strada per litigare stillando e urlando) il bambino ha solo 9 mesi ed ancora prende il latte da me in più h una certa routine e già nn lo vede mai in più lo porta a casa di persone che nn ha mai visto che in mia presenza nn mi rivolgono neanche la parola….il bambino torna da queste uscire molto nervoso nn fa che piangere in più quando sta con lui salta molte delle sue abitudini e per questo molte volte nn ha neanche voluto mangiare….ho cercato di spiegarglielo ma nn fa che minacciarmi di morte e fa segno di volermi mettere le mani adosso cosa che in presenza del bambino ha già fatto mo ha dato un pugno in testa e sempre davanti al bambino si rivolge a me con nomi orribili dicendomi le peggio cose

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La situazione che descrivi configura reati gravi — maltrattamenti in famiglia e minacce di morte — per i quali devi sporgere querela immediatamente. Parallelamente, puoi chiedere al Tribunale provvedimenti urgenti per regolamentare le visite del padre e proteggere il bambino.

Quadro normativo

I comportamenti descritti rilevano su due fronti

  • Art. 572 c.p. — Maltrattamenti contro familiari e conviventi: si applica anche tra ex conviventi con figli in comune. Comprende violenza fisica (il pugno alla testa), minacce di morte e umiliazioni sistematiche, anche in presenza di minori. La Legge 69/2019 (Codice Rosso) impone alle forze dell'ordine di trattare queste denunce con priorità assoluta.
  • Art. 612 c.p. — Minacce: le minacce di morte sono procedibili d'ufficio se gravi e reiterate.
  • Art. 337-ter e 337-quater c.c.: regolano l'affidamento e il diritto di visita nel superiore interesse del minore. Il giudice può limitare o sospendere le visite se pregiudizievoli.
  • Art. 342-bis c.c. — Ordine di protezione: il Tribunale può vietare all'autore di avvicinarsi a te e al bambino.

Come funziona in pratica

  • Sporgi querela subito presso i Carabinieri o la Polizia di Marino per minacce di morte e violenza fisica. Porta con te qualsiasi prova: messaggi, audio, screenshot, testimonianze.
  • Documenta tutto: tieni un diario con date, orari, episodi. Fotografa eventuali lesioni fisiche e vai al pronto soccorso per il referto medico — è una prova fondamentale.
  • Segnala la violenza assistita: il bambino che assiste a violenze è considerato egli stesso vittima. Il Tribunale per i Minorenni di Roma può intervenire d'ufficio.
  • Contatta un centro antiviolenza: in provincia di Roma puoi rivolgerti al CAV di Albano Laziale o al Telefono Rosa (800 290 290, gratuito). Ti assistono gratuitamente e ti affiancano nelle procedure.
  • Rivolgiti a un avvocato di famiglia per un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c. o un provvedimento presidenziale che regolamenti le visite in modo sicuro (luogo neutro, orari definiti) e impedisca al padre di portare il bambino da sconosciuti senza il tuo consenso.

Cosa conviene fare

  • Non aspettare: le minacce di morte e il pugno alla testa sono reati per cui il Codice Rosso prevede tempi rapidissimi — la polizia deve sentirti entro 3 giorni dalla denuncia.
  • Chiedi l'ordine di protezione tramite il tuo avvocato: può essere emesso in pochi giorni e vietargli di avvicinarsi a te.
  • Per il bambino, fai presente al giudice che ha 9 mesi, è allattato al seno e ha una routine precisa: questi elementi pesano enormemente nella valutazione del suo interesse superiore.
  • Non cedere alle uscite improvvisate: hai il diritto di pretendere un accordo scritto o un provvedimento del giudice sulle modalità di visita.
  • Salva tutti i messaggi in cui ti minaccia: sono prove decisive per ottenere la limitazione della responsabilità genitoriale.

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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