Cartella esattoriale per pena pecuniaria già convertita: cosa fare?
Utente_mira_9400 · 1 visualizzazioni
Mi chiamo [utente],sono residente in provincia di Venezia, ho bisogno di un sostegno professionale davanti alla legge, La mia storia è lunga,ma vi riferisco solo dell'essenziale,ho compiuto un reato perché in 2011 ero come passeggero a bordo di una macchina con delle sigarette ,a me e mio amico ci hanno preso a Santa Maria di Capua(Na), Dove il giorno dopo si è svolta la prima udienza, dopodiché ho continuato a vivere la mia vita abituale 5-a superiore,il lavoro part-time, contattando nel frattempo un avvocato M.Penna(Sa) che di seguito dopo un anno l'avvocato mi ha riferito che l'esito di patteggiamento che ha fatto è qualche multa e la pena di sospensione di 1 anno. Io volendo dimenticare tutto ciò ,pensavo che qui finisce tutto.Per la mia ignoranza a 20 anni. Dal 2011 fino al 2019 ho vissuto la mia vita normale, ho avuto il mio figlio,anche da madre singola,il lavoro ,cercando di tirare su tutti i giorni,finché il 01/06/2019 a casa mi arriva la notifica di pena pecuniaria di €5005.000,00 e di 1 anno di reclusione per il reato svolto nel 2011 contrabbando delle sigarette.Da qui la mia vita crollo, scusate che mi permetto ma sono davvero disperata per questa punizione a vita,ho contattato il mio avvocato M.Penna quale mi ha detto che non mi conosce e non si ricorda del mio caso.Qua a Venezia ho trovato un altro avvocato quale mi ha bloccato la pena detentiva con la conversione in lavori sociali,ancora oggi attendo la risposta dal tribunale.Per quanto riguarda i €5005.000,00 mi è stato detto che non si può fare niente,però nel 2021 dal magistrato di sorveglianza di Venezia ho ricevuto l'ordinanza di conversione parziale della pena pecuniaria in libertà controllata di 18 mesi pari a €136.000,00,quale ho accettato perché sono disperata e non riesco mai a pagare tutti quei soldi, oggi sono sottoposta ancora a libertà controllata fino a settembre/2022,potendo solo lavorare e minimamente da casa a badare il mio figlio. Ieri il 18/05/2022 ho ricevuto di nuovo la stessa cartella dall'agenzia di riscossione di Venezia per la stessa cifra di €5005.000,00 , adesso non capisco più cosa devo fare, perché nessuno può aiutarmi,cerco aiuto professionale come uscire da questo incubo che terrorizza la mia vita e la vita di mio figlio,sono una ragazza qualsiasi, che lavora sempre a tempo indeterminato, senza precedenti ne successivi,ho sbagliato solo una volta e sono stata punita per tutta la mia vita. Grazie tantissimo per l'attenzione E più distinti saluti
Risposta diretta
Ricevere una cartella esattoriale per l'intero importo di una pena pecuniaria già parzialmente convertita dal magistrato di sorveglianza è quasi certamente un errore amministrativo: l'Agenzia delle Entrate-Riscossione non è stata aggiornata sull'ordinanza di conversione. Devi agire entro i termini previsti per opporti alla cartella, documentando quanto già disposto dal tribunale.
Quadro normativo
La tua situazione tocca più norme
- Art. 102 della L. 689/1981 — disciplina la conversione della pena pecuniaria in libertà controllata quando il condannato non è in grado di pagare
- Art. 660 c.p.p. — regola l'esecuzione delle pene pecuniarie e il ruolo del magistrato di sorveglianza
- D.P.R. 602/1973 — disciplina la riscossione coattiva; prevede la possibilità di opposizione alla cartella entro 60 giorni dalla notifica per vizi procedurali (es. importo non aggiornato)
- La legge sul contrabbando di tabacchi (D.L. 43/1948) prevede pene pecuniarie molto elevate, spesso calcolate in multipli del valore delle accise evase, il che spiega l'importo ricevuto
Come funziona in pratica
- L'Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) riscuote le pene pecuniarie penali per conto dello Stato, ma spesso non riceve in tempo reale gli aggiornamenti dai tribunali
- Se il magistrato di sorveglianza di Venezia ha già emesso l'ordinanza di conversione parziale (€136.000 convertiti in 18 mesi di libertà controllata), quella parte della pena è tecnicamente estinta o sospesa
- La cartella per l'importo pieno potrebbe essere stata emessa prima che l'ordinanza venisse comunicata all'agenzia, oppure la comunicazione non è mai avvenuta
- Esiste la possibilità di richiedere ulteriori conversioni per la parte restante, se persistono le condizioni di insolvenza
- Il giudice competente per le opposizioni è il Tribunale di Venezia (sede del magistrato di sorveglianza che ha già seguito il tuo caso)
Cosa conviene fare
- Contatta subito il tuo avvocato attuale mostrando la nuova cartella: deve verificare se l'ordinanza di conversione è stata correttamente comunicata all'Agenzia delle Entrate-Riscossione
- Raccogli tutta la documentazione: copia dell'ordinanza del magistrato di sorveglianza, i verbali delle udienze precedenti, la cartella appena ricevuta
- Presenta opposizione alla cartella entro 60 giorni dalla notifica, allegando l'ordinanza di conversione come prova che l'importo non è corretto
- Valuta con il tuo avvocato la possibilità di chiedere una nuova istanza di conversione per la parte residua, dimostrando l'impossibilità economica di pagare
- Non ignorare la cartella: anche se ingiusta, il silenzio può portare a fermi amministrativi o pignoramenti
- Se il tuo attuale avvocato non è specializzato in diritto penale dell'esecuzione, considera di rivolgerti a un penalista esperto in esecuzione pena nel Tribunale di Venezia
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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