Diritto Penale

Patrocinio infedele dell'avvocato: denuncia penale e risarcimento danni

Utente_ostuni_6572 · 1 visualizzazioni

La moglie del Cliente era proprietaria di una parte di un immobile sito nel centro storico di Ostuni. Questo è stato oggetto di un giudizio innanzi al Tribunale di Brindisi e poi innanzi alla Corte di Appello, nel quale la Cliente è stata difesa dal suo precedente legale. Questo pare che nella difesa non abbia evidenziato degli errori grossolani da parte della CTU rispetto all'identificazione delle particelle catastali di proprietà della Cliente. Ne è conseguita la soccombenza in giudizio e la Cliente ritiene che il suo difensore abbia posto in essere un infedele patrocinio. Tanto premesso, alla Cliente occorre un legale su Brindisi che lo assista nella menzionata vicenda. COD (f)

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Risposta diretta

Se l'avvocato ha deliberatamente o gravemente trascurato di rilevare errori determinanti nella CTU, causando la soccombenza in giudizio, la Cliente può procedere su tre fronti distinti: penale (art. 380 c.p.), civile (responsabilità professionale) e disciplinare davanti all'Ordine degli Avvocati.

Quadro normativo

L'art. 380 del Codice Penale disciplina il patrocinio infedele: punisce con la reclusione da uno a tre anni il patrocinatore che, rendendosi infedele ai propri doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte assistita davanti all'autorità giudiziaria. Parallelamente, l'art. 2236 c.c. regola la responsabilità civile del professionista: risponde dei danni causati da imperizia o negligenza grave. Infine, il Codice Deontologico Forense (d.lgs. 31/2012) prevede sanzioni disciplinari per violazioni dei doveri di fedeltà e diligenza.

Come funziona in pratica

  • Fronte penale: si presenta querela (entro 3 mesi dalla scoperta del fatto o dalla sentenza) alla Procura della Repubblica competente — nel caso in esame, Brindisi — descrivendo il comportamento omissivo del difensore e il danno subito
  • Fronte civile: si promuove un giudizio risarcitorio contro l'ex avvocato per ottenere il ristoro del danno patrimoniale e non patrimoniale derivante dalla soccombenza; sarà necessario dimostrare il nesso causale tra la condotta omissiva e la perdita della causa
  • Fronte disciplinare: si presenta esposto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Brindisi, che può avviare un procedimento disciplinare indipendente dal processo penale
  • Per la responsabilità civile è fondamentale raccogliere: atti del giudizio, la CTU con gli errori sulle particelle catastali, le comparse difensive dell'avvocato e la sentenza sfavorevole

Cosa conviene fare

  • Rivolgersi immediatamente a un nuovo avvocato a Brindisi specializzato in responsabilità professionale forense: i termini per la querela e per alcune azioni civili sono brevi
  • Non prescindere dalla prova del danno: la soccombenza da sola non basta — occorre dimostrare che, senza l'omissione, l'esito del giudizio sarebbe stato diverso
  • Valutare se impugnare la sentenza: se i termini lo consentono ancora, un ricorso per revocazione (art. 395 c.p.c.) potrebbe essere percorribile qualora gli errori della CTU costituiscano un vizio rilevante
  • Depositare l'esposto all'Ordine in parallelo: è gratuito, non richiede patrocinio e può rafforzare la posizione complessiva della Cliente
  • Verificare la polizza RC professionale dell'ex avvocato: spesso è la via più rapida per ottenere un risarcimento concreto

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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