Denuncia per violenza sessuale: cosa succede dopo la querela ai Carabinieri?
Utente_Monza_4343 · 2 visualizzazioni
Buongiorno, mi chiamo [Omissis] e volevo sottoporre alla vostra attenzione quanto segue. Il giorno 14 agosto u.s alle due di notte un ragazzo si è avvicinato a mia figlia sulla spiaggia ( preciso che mia figlia stava facendo un falò con amici) e prima ha fatto apprezzamenti sul suo corpo e poi l'ha toccata contro la sua volontà alle parti intime. Abbiamo contattato i carabinieri e abbiamo esposto denuncia per violenza sessuale. Oggi ci
Risposta diretta
Avete fatto la cosa giusta presentando denuncia ai Carabinieri. La violenza sessuale è un reato grave punito dall'art. 609-bis del Codice Penale con la reclusione da 6 a 12 anni, e la vostra denuncia mette in moto il procedimento penale.
Quadro normativo
Il reato contestato rientra nell'art. 609-bis c.p. (violenza sessuale), che punisce chiunque costringa o induca una persona a compiere o subire atti sessuali mediante violenza, minaccia o abuso. Il toccamento non consensuale alle parti intime rientra pienamente in questa fattispecie. La querela presentata entro 12 mesi dal fatto è condizione necessaria per procedere (salvo che la vittima sia minorenne, nel qual caso si procede d'ufficio).
Come funziona in pratica
- La denuncia viene trasmessa alla Procura della Repubblica, che aprirà un fascicolo e assegnerà un Pubblico Ministero
- Il PM può disporre l'iscrizione dell'indagato nel registro degli indagati e ordinare accertamenti (es. acquisizione di filmati, testimonianze)
- In questa fase è fondamentale raccogliere e conservare prove: nomi e contatti dei testimoni presenti al falò, eventuali video o foto da cellulari, messaggi ricevuti dall'aggressore se identificato
- Se l'aggressore è identificato, il PM può richiedere al GIP misure cautelari (es. divieto di avvicinamento)
- Vostra figlia potrà essere sentita come persona offesa: ha diritto a essere accompagnata da un avvocato di fiducia durante l'audizione
- Il procedimento può concludersi con rinvio a giudizio o archiviazione
Cosa conviene fare
- Nominare subito un avvocato penalista: la persona offesa ha diritto ad essere assistita da un difensore di fiducia durante tutto il procedimento, comprese le indagini preliminari
- Non contattare l'aggressore né rispondere a eventuali messaggi: ogni comunicazione potrebbe essere usata
- Raccogliere le testimonianze degli amici presenti quella notte, preferibilmente per iscritto
- Valutare con l'avvocato la costituzione di parte civile nel processo penale, per ottenere anche un risarcimento del danno
- Se vostra figlia accusa un trauma psicologico, documentarlo con visite specialistiche: il danno psicologico è risarcibile
- Chiedere all'avvocato se esistono i presupposti per richiedere al GIP un incidente probatorio, strumento che permette di raccogliere la testimonianza della vittima in sede protetta, evitando che debba ripetere più volte il racconto
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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