Prestito di soldi non restituito con scuse: è truffa e come denunciare?
Utente_Scandiano_7868 · 2 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato per denunciare una persona che dice di essere un artista sotto una etichetta discografica e chi mi ha ingaggiato come bodyguard per i suoi eventi in discoteca. Mi ha chiesto di prestarli soldi e anticipare dei costi per le sue attività dal mese di aprile fino ai primi di giugno. Il suo presunto manager mi ha promesso di pagarmi ma ogni volta escono delle scuse e modi di chiedermi altri soldi. Ho solo prove via whatsapp
Risposta diretta
La situazione che descrivi presenta tutti gli elementi tipici del reato di truffa (art. 640 c.p.): qualcuno ti ha convinto con false rappresentazioni (artista, etichetta, manager) a consegnare denaro, con la promessa di restituirlo, e continua a trovare scuse per non farlo. Puoi e dovresti sporgere querela presso le autorità.
Quadro normativo
Il riferimento principale è l'art. 640 del Codice Penale, che punisce chiunque, con artifizi o raggiri, induce qualcuno in errore procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno. La pena va da 6 mesi a 3 anni di reclusione. Se il raggiro è stato perpetrato da più persone (l'artista e il presunto manager), si può configurare anche il concorso nel reato (art. 110 c.p.), con possibile aggravante. In parallelo, hai diritto alla restituzione civile delle somme prestate, anche tramite decreto ingiuntivo se hai prove documentali.
Come funziona in pratica
- Raccogli tutte le chat WhatsApp: screenshot datati con nome, numero di telefono e contenuto delle conversazioni (promesse di pagamento, richieste di denaro, scuse)
- Annota tutte le somme versate: importo, data, modalità (contanti, bonifico, ricarica) e a chi
- Conserva eventuali bonifici, ricevute o screenshot di pagamenti digitali (PayPal, Satispay, ecc.)
- Vai ai Carabinieri o alla Polizia di Stato a Scandiano o nel comune dove sono avvenuti i fatti e sporgi querela di parte: hai 3 mesi dall'ultimo fatto per farlo (termine che si rinnova a ogni nuova richiesta di denaro)
- Le prove WhatsApp sono ammissibili in sede penale, specialmente se accompagnate da riscontri sui pagamenti
Cosa conviene fare
- Smetti subito di versare altri soldi: ogni nuova somma è persa e alimenta il meccanismo truffaldino
- Non cancellare nulla dal telefono: backup immediato delle chat su cloud o tramite export
- Consulta un avvocato penalista prima di sporgere querela per strutturare correttamente l'esposto e valutare se chiedere anche il sequestro conservativo dei beni del truffatore
- Valuta di agire in sede civile in parallelo per il recupero delle somme tramite decreto ingiuntivo, più rapido rispetto al processo penale
- Se l'importo totale è rilevante, chiedi all'avvocato di verificare se sussistono gli estremi per la truffa aggravata (art. 640, comma 2), che non è più perseguibile a querela ma d'ufficio
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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