Diritto Penale

Anfora romana sequestrata: ricettazione e beni culturali, cosa rischio?

Utente_vibonati_1213 · 1 visualizzazioni

Sono un docente di scuola media e non ho mai avuto alcun problema con la giustizia. Dal 1988 al 2010 ho svolto la libera professione di geologo presso il mio studio di Agropoli (Sa). Due giorni da ( 23 febbraio 2022) presso la mia attuale residenza in Vibonati (Sa) sono venuti i carabinieri di Perugia notificando a me ed al mio compagno un DECRETO DI PERQUISIZIONE LOCALE, PERSONALE E SEQUESTRO E INFORMAZIONE DI GARANZIA in ordine ai reati di cui all'art. 648 c.p., art 175 dlg 2004/42 art. 176 dlg 2004/42, in quanto a seguito di attività del COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE nucleo di Perugia "permetteva individuare da un annuncio di vendita di un appartamento, visionando le fotografie un manufatto di natura archeologica e precisamemente "ANFORA ROMANA DEL TIPO DRESSEL 2/4 DATABILE AL I-II SEC. D.C. CON PRESENZA DI INCROSTAZIONI MARINE". Tre pattuglie dei carabinieri si sono recati alle 6.30 del mattino presso la nostra residenza di Vibonati (Sa) notificandoci l'atto e provvedendo alla perquisizione dei locali ritenendo che nei locali di nostra residenza poteva trocarsi l' anfora romana ed altri reperti archeologici. Dalla perquisizione dei locali non è emerso nulla ed io ho detto ai Carabinieri che tale Anfora si trovava ad Agropoli (Sa) in un mio garage insieme a tutte le scatole del trasloco che avevo fatto da Perugia a Vibonati. I carabinieri mi hanno chiesto di andare ad Agropoli presso il mio garage per sequestrare l'ancofora e procedere ad un'altra perquisizione. Naturalmente io ho consegnato loro l'anfora e null'altro è stato rinvenuto. Io possiedo questa anfora da circa 25 anni e mi è stata regalata da un pescatore, mio conoscente, di Castellabate (Sa): un paese vicino ad Agropoli dove io ho vissuto la maggior parte della mia vita ed ho esercitato la libera professione di geologo. Avevo fatto una semplice prestazione professionale per la casa intestata alla moglie del pescatore che noi geologi all'epoca prendevamo 200/250 mila lire. Io non mi sono pagato, essendo gente semplice come molte volte per cose semplici anche da altre persone conoscenti non mi pagavo. Il pescatore è rimasto contentissimo per l'attenzione e comprensione dimostrata e tutto è finili li. Dopo qualche tempo, forse 1-2 mesi, questo pescatore si è presentato presso il mio studio con fra le braccia un' Anfora con incrostazioni marine che a prima vista sembrava un reperto archeologico. Io ho chiesto di che cosa si trattasse ed ho palesato il mio stupore e perplessità per quell'oggetto dicendo che non lo volevo, ma lui mi ha detto che si trattava di un'anfora antichizzzata che lui buttava in mare per un paio di anni affinchè facesse un po' di incostazioni e poi le vendeva ai turisti. A questo punto ho accettato l'oggetto ed in tutti questi anni l'ho sempre tenuto in qualche angolo della mia casa senza dargli alcuna importanza. Tale anfora è presente quale sfondo in moltissime fotografie del passato fatte nelle mie case di Agropoli, Palermo, Perugia dove io sono stato residente. E' stata vista da amici e parenti che sono stati a casa mia ed a tutti ho sempre detto la provenienza. Non l'ho mai occultata e durante i miei trasferimenti l'ho sempre trasportata assieme al mobilio con camion e furgoni non dando alcuna importanza storico/culturale all'oggetto. Quando ho messo in vendita la mia casa di Palermo 3 anni l'anfora era presente nell'arredo di casa delle fotografie che ho pubblicizzato, e la stessa cosa è avvenuta per la vendita della caa di Perugia, solo che in questo caso I Carabinieri si sono accorti dell'oggetto. HO VARI TESTIMONI E FOTOGRAFIE che io detengo questo oggetto da almeno 25 anni. Il pescatore che mi ha regalato l'anfora è morto una decina di anni fa. I Carabinieri venuti a fare la perquisizione a casa mia hanno verbalizzato che sono stato io a dirgli che l'anfora stava nel garage ad Agropoli. Da tre notti che non dormo per l'accaduto, sono un tipo ansioso, sto trascorrendo il mio tempo a fare ricerche su queste anfore antiche e su internet ci sono pubblicizzati vari siti che antichizzano queste anfore sotto il mare, come ci sono varie fotografie di anfore in vendita simili alla mia che sono delle riproduzioni fedelissime e che realmente sembrano vere. Fra queste ricerche per informarmi se anche dove risiedeva il pescatore ci fosse notizia di questo procedimento di antichizzazione delle anfore non ho trovato nulla. Ho invece letto che tutta l'area marina è piena di barche romane e greche affondate e che ci sono moltissimi reperti archeologici sui fondali marini quali anfore, ancore, ecc.. A questo punto mi è sorto il dubbio e la paura se questo pescatore che era una persona molto alla buona e semplice nella sua "ignoranza" mi abbia potuto portare un'anfora autentica che naturalmente io non ho mai fatto verificare in tutti questi anni. Pertanto mi preoccupano varie cose. Innanzitutto il luogo dove si stanno svolgendo le indagini che è Perugia, lontanissimo da dove io risiedo e da dove risiedono gli eventuali testimoni, mi costerebbe una fortuna spostarmi se io e qualche altro dovremo essere ascoltati e/o interrogati e tutte le spese accessorie per un processo, nel caso l'anfora dalla perizia che faranno fare si dimostrerà autentica. C'è possibilità nel caso di spostare il processo a Salerno che è il luogo dove io sono venuto in possesso dell'anfora che oltretutto è stata anche sia vera o falsa prelevata dal mare del salernitano. E nel salernitano risiedono gli eventuali testimoni. Essendo un fatto consumatosi un 25 anni fa c'è una sorta di prescrizione a cui si puo' fare riferimento per questo tipo di reato? E' normale che il mio compagno, solo perchè ovviamente risiede con me da meno di due anni venga coinvolto in tutto ciò e come puo' essere messo fuori? Ringrazio per eventuali consigli e naturalmente per eventuale assistenza. Grazie

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La situazione è seria ma presenta elementi difensivi molto solidi: la buona fede nell'acquisizione (il pescatore ti disse che era una riproduzione artificialmente invecchiata), la detenzione assolutamente pubblica e non occultata per 25 anni, e la concreta possibilità che il reato sia già PRESCRITTO. È indispensabile nominare immediatamente un avvocato penalista specializzato in diritto dei beni culturali.

Quadro normativo

I reati contestati sono tre. Il primo è l'art. 648 c.p., la RICETTAZIONE, ovvero l'acquisto o la ricezione di cose provenienti da delitto, punita con la reclusione da 2 a 8 anni. Il secondo e il terzo riguardano gli artt. 175 e 176 del D.Lgs. 42/2004, il cosiddetto CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, che sanziona la detenzione illecita e il commercio di beni culturali di interesse archeologico.

Sul tema della PRESCRIZIONE: la ricettazione è pacificamente considerata dalla giurisprudenza un REATO ISTANTANEO, cioè si perfeziona nel momento in cui avviene la ricezione del bene, non è un reato che dura nel tempo. Il termine prescrizionale per la ricettazione semplice è pari al massimo della pena, quindi 8 anni, prorogabile fino a 12 in presenza di atti interruttivi. Se l'anfora ti fu donata circa 25 anni fa, il termine di prescrizione appare abbondantemente decorso — salvo verificare l'esistenza di atti interruttivi precedenti a questo procedimento.

Come funziona in pratica

  • PERIZIA SULL'ANFORA: Il passaggio decisivo sarà la perizia tecnica disposta dalla Procura per stabilire se l'anfora è autentica o una riproduzione commerciale. Se risultasse una riproduzione, tutti i reati contestati cadrebbero automaticamente.
  • BUONA FEDE: Anche qualora l'anfora fosse autentica, la difesa si fonda sull'assenza di dolo: hai ricevuto l'oggetto da un pescatore che ti dichiarò espressamente trattarsi di una riproduzione invecchiata artificialmente in mare. La buona fede esclude l'elemento soggettivo della ricettazione.
  • COMPETENZA TERRITORIALE: La competenza si determina in base al luogo in cui il reato fu commesso. Per la ricettazione, il luogo rilevante è dove avvenne la ricezione del bene, cioè Agropoli (Salerno). Il fatto che l'indagine sia partita da Perugia — dove fu pubblicato l'annuncio — non determina automaticamente la competenza del Tribunale di Perugia. Un avvocato può sollevare l'ECCEZIONE DI INCOMPETENZA TERRITORIALE.
  • IL COMPAGNO: L'avviso di garanzia notificato al tuo compagno dipende probabilmente dalla sua presenza nell'abitazione perquisita. Se non vi è alcuna prova di un suo coinvolgimento o conoscenza della vicenda, la sua posizione è più debole e può portare all'archiviazione separata della sua posizione.
  • Cosa conviene fare

    a. Nomina subito un avvocato penalista con esperienza in reati sui beni culturali — non attendere che l'indagine avanzi ulteriormente. b. Raccogli tutte le fotografie storiche che documentano la detenzione dell'anfora nelle varie abitazioni (Agropoli, Palermo, Perugia) e consegnale al tuo legale. c. Identifica i testimoni che nel corso degli anni hanno visto l'anfora in casa tua e comunica i loro nominativi all'avvocato. d. Non rilasciare ulteriori dichiarazioni spontanee a Carabinieri o PM senza assistenza legale. Hai già dimostrato buona fede collaborando, ma d'ora in avanti ogni dichiarazione va filtrata dal tuo difensore. e. Valuta con il legale la possibilità di depositare una MEMORIA DIFENSIVA presso la Procura di Perugia che illustri la provenienza dell'oggetto, allegando le fotografie storiche come prova della detenzione pluridecennale e della buona fede.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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