Video ripresi senza consenso e diffusi su WhatsApp: cosa fare subito?
Utente_roma_4082 · 2 visualizzazioni
Sono stata ripresa senza il mio consenso all’interno di un’abitazione privata (era una festa) mentre compivo un atto che di sicuro non avrei voluto fosse reso pubblico. Questa persona è stata beccata ed invitata a cancellare i video che però sono comparsi in varie chat di gruppo whatsapp il giorno successivo. Il “caso” ha voluto che dopo aver scoperto chi fosse questa persona ha pubblicato sempre il giorno successivo una storia Facebook in cui si mostra con un giornalista delle Iene ad un pranzo insieme e vestito in abito da servizio. Il sospetto è che questi video oltre ormai a girare per i gruppi è che finiscano in televisione senza essere oscurati. Possono farlo? Si può comunque sporgere denuncia per divulgazione di video diffamatori? Come posso comportarmi? Sono disperata. Grazie in anticipo
Risposta diretta
Quanto subito configura reati gravi perseguibili penalmente: la persona che ha ripreso e diffuso i video ha violato almeno due norme del Codice Penale. Devi sporgere denuncia immediatamente e, se temi la messa in onda televisiva, puoi chiedere un provvedimento d'urgenza al tribunale per bloccarla.
Quadro normativo
Sono applicabili più disposizioni
- Art. 615-bis c.p. — interferenze illecite nella vita privata: punisce chi riprende persone in luoghi privati senza consenso, con pena da 1 a 4 anni
- Art. 612-ter c.p. — introdotto dal Codice Rosso (Legge 69/2019): punisce la diffusione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito senza consenso con la reclusione da 1 a 6 anni e multa fino a €15.000; la pena aumenta se i materiali vengono diffusi attraverso strumenti informatici o telematici (WhatsApp inclusa)
- Art. 595 c.p. — diffamazione aggravata, se i video ledono la tua reputazione
- D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) e GDPR — trattamento illecito di dati personali, con possibile segnalazione al Garante della Privacy
Come funziona in pratica
- La ripresa in un luogo privato senza consenso è già reato, indipendentemente dalla diffusione
- La diffusione via WhatsApp aggrava la posizione del responsabile e potenzialmente coinvolge anche chi ha condiviso i video a terzi
- La messa in onda televisiva senza oscuramento del volto costituisce un'ulteriore violazione gravissima; le redazioni televisive hanno l'obbligo di verificare i diritti sui materiali e il consenso degli interessati
- Il tribunale può emettere un provvedimento cautelare d'urgenza (ex art. 700 c.p.c.) per inibire la trasmissione del video prima ancora che avvenga, se c'è un pericolo imminente
Cosa conviene fare
- Sporgi denuncia-querela immediatamente presso la Polizia Postale o i Carabinieri: indica nome e profilo social del responsabile, i gruppi WhatsApp in cui circolano i video e qualsiasi elemento identificativo
- Conserva le prove: screenshot con data e ora dei messaggi, link ai gruppi, nome degli account — senza però redistribuire il materiale
- Contatta un avvocato penalista oggi stesso per valutare il ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. contro la redazione televisiva: è lo strumento più rapido per bloccare la messa in onda
- Segnala i contenuti su WhatsApp e Facebook tramite i meccanismi di report interni per violazione della privacy
- Invia una diffida scritta (tramite avvocato) alla redazione de Le Iene diffidandoli dalla trasmissione di qualsiasi materiale che ti riguardi
- Valuta una segnalazione al Garante Privacy per il trattamento illecito dei tuoi dati personali
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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