Profili falsi su Facebook con il mio nome: come agire per diffamazione online?
Utente_altopascio_1174 · 2 visualizzazioni
Il problema che ho è inerente ad una o due persone residenti a Viareggio e Montecatini Terme che mi stanno facendo diffamazione su Facebook creando per motivi illogici di gelosia profili Facebook con mio nome i quali avendo già contattato la privacy di FB per la rimozione di essi non possono essere tolti da Facebook in quanto non pubblicano mie foto e per la privacy di Facebook la diffamazione e il fatto che il mio cognome non sia comune in Italia per loro non ha influenza. Preciso che i profili in questione mi stanno creando parecchi disagi sia sul lavoro che nella vita sociale. Questi profili in particolare uno di essi fanno riferimento ad un brutto fatto che mi è successo in passato sulla "sfera sessuale". Il profilo è questo: Mi dica lei se l'account Stefano Raspi e relativo amico Marco Ripoli non le sembrano uno scherzo di pessimo gusto. Gli altri 3 profili Facebook sono: Gli stessi operatori della privacy Di Facebook mi consigliarono di denunciare tutto alla polizia postale della mia città. Io infatti ho presentato una querela alla polizia postale di Firenze a Gennaio 2020 che però purtroppo è stata archivata dalla procura della repubblica, forse anche per il motivo che querela è stata articolata male dal sottoscritto. Sto pensando di presentare un'altra querela alla procura della repubblica di Lucca sperando che possa avere degli esiti. Vorrei sapere gentilmente se lei è in contatto con qualche operatore della polizia che a sua volta è in contatto diretto con la sede europea di Facebook che è a Dublino in modo da eliminare tutti i profili sopracitati. Sostanzialmente per Facebook la diffamazione non è reato, però come di dissero alla polizia postale di Firenze "se ci mettiamo però altri reati...". Putroppo la procura della repubblica di Firenze ha archiviato il caso pertanto sono al punto da capo. So anche tramite la polizia postale di Firenze che loro hanno messo il numero di cellulare sotto controllo a una delle persone che stanno creando questi profili ma putroppo dal loro smartphone non è risultato niente. La mia idea che è i profili sono stati aperti da un laptop e non da uno smartphone. Vorrei sapere un preventivo di quanto mi verrebbe a costare l'eventuale lavoro che lei avvocato potrebbe svolgere. Io posso anche farle pervenire la querela che presenterò alla procura della repubblica di Lucca, sono circa 6/7 pagine in formato Word.
Risposta diretta
La creazione di profili Facebook falsi con il tuo nome, utilizzati per diffamare e arrecare danni alla tua reputazione, configura almeno due reati distinti: la diffamazione aggravata (art. 595 c.p.) e la sostituzione di persona (art. 494 c.p.). Hai strumenti legali concreti per agire, sia in sede penale che civile.
Quadro normativo
I reati applicabili al tuo caso sono
- Art. 595 c.p. — Diffamazione aggravata: la diffusione di contenuti lesivi dell'onore tramite internet è aggravata perché il mezzo è potenzialmente accessibile a un numero indeterminato di persone. La pena può arrivare fino a 3 anni di reclusione.
- Art. 494 c.p. — Sostituzione di persona: creare un profilo con il nome altrui per ingannare terzi è reato autonomo, indipendentemente dal contenuto pubblicato.
- Art. 167 D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy): il trattamento illecito di dati personali (incluso il tuo nome) è perseguibile anche davanti al Garante per la Privacy.
Come funziona in pratica
- La querela archiviata a Firenze non preclude una nuova denuncia, ma occorre presentarla alla Procura territorialmente competente: quella del luogo in cui il reato è stato percepito (il tuo domicilio) o dove risiedono i presunti autori (Lucca, Pistoia).
- La Procura di Lucca è un'opzione percorribile, ma è essenziale che la querela sia ben articolata con prove documentali: screenshot con data e URL dei profili, eventuali messaggi ricevuti, dichiarazioni di terzi che attestano i danni subiti.
- Facebook è tenuta a rispondere alle richieste di autorità giudiziarie tramite il portale MLAT (Mutual Legal Assistance Treaty) o attraverso il proprio ufficio legale irlandese. Solo una rogatoria o una richiesta formale della Procura può sbloccare dati e portare alla rimozione forzata.
- Il Garante della Privacy italiano può essere interpellato in parallelo: ha poteri coercitivi nei confronti di piattaforme che operano in Europa e può ordinare la rimozione di dati personali trattati illecitamente.
Cosa conviene fare
- Rivolgiti a un avvocato penalista per redigere una querela completa e dettagliata: la querela fai-da-te rischia l'archiviazione per vizi formali, come già accaduto.
- Documenta tutto ora: salva screenshot dei profili con URL visibile, data e ora, prima che vengano rimossi o modificati.
- Presenta un reclamo al Garante della Privacy (garante.gov.it): è gratuito e può portare a un ordine di rimozione indipendente dal percorso penale.
- Valuta l'azione civile per risarcimento danni: in parallelo alla querela penale, puoi agire in sede civile per i danni subiti alla reputazione, al lavoro e alla vita sociale.
- Non presentare una seconda querela alla Polizia Postale senza supporto legale: il rischio di una seconda archiviazione consolidherebbe la posizione sfavorevole.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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