Diffamazione e minacce su Instagram: come fermare le segnalazioni coordinate?
Utente_romentino_7068 · 1 visualizzazioni
Settimana scorsa ho sporto denuncia per diffamazione e minacce. Una ragazza ha pubblicato sulla sua storia di Instagram una minaccia di morte più un insulto verso di me. E ho anche dei messaggi dove lei mi minaccia e mi insulta. Poi alcune ragazze si sono messe contro di me segnalandomi in continuazione il profilo Instagram e facendomelo chiudere per ben 6 volte! Io l'ho sempre rifatto ma loro hanno continuato. Siccome mi serve per lavoro ho bisogno che il profilo sia stabile e che queste persone la smettano. La postale dice che non può fare nulla. Ora io credo che questo limiti la mia libertà di avere un profilo social! Ed è un mio diritto. Quindi volevo sapere se qualche organo di polizia può scrivere ad Instagram e aiutarmi? Perché ho bisogno che finisca tutto questo. Ci sto male e ho paura che risucceda! Ho già perso 3 contratti di lavoro per questo!
Risposta diretta
La situazione che descrivi configura potenzialmente più reati perseguibili: oltre alla diffamazione aggravata (art. 595 c.p.) e alle minacce (art. 612 c.p.), le segnalazioni coordinate e ripetute per farti chiudere l'account potrebbero integrare il reato di atti persecutori (stalking, art. 612-bis c.p.), soprattutto avendo causato danni economici documentabili.
Quadro normativo
I riferimenti normativi rilevanti sono
- Art. 595 c.p. — Diffamazione aggravata (commessa tramite mezzo di pubblicità come i social)
- Art. 612 c.p. — Minacce, anche a mezzo messaggio privato
- Art. 612-bis c.p. — Atti persecutori (stalking): si applica quando la condotta reiterata causa stato d'ansia, paura o costringe a cambiare abitudini di vita o lavoro
- Art. 635-bis c.p. — Danneggiamento di sistemi informatici, potenzialmente applicabile alla chiusura sistematica dell'account
- GDPR e Codice Privacy — Tutela contro il trattamento illecito di dati personali
Come funziona in pratica
- La Polizia Postale può e deve indagare su reati informatici: se ha risposto che non può fare nulla, vale la pena presentare denuncia formale anche al Pubblico Ministero tramite la Procura competente
- La denuncia già sporta va integrata con il reato di atti persecutori (art. 612-bis), specificando la natura reiterata e coordinata delle segnalazioni e i danni economici subiti
- Conserva tutti gli screenshot delle storie, dei messaggi privati, delle notifiche di chiusura account e dei contratti persi: sono prove fondamentali
- Puoi presentare un esposto al Garante per la Privacy se le ragazze hanno diffuso dati personali o immagini senza consenso
- Instagram/Meta risponde a richieste ufficiali delle autorità giudiziarie italiane tramite il portale MLAT (Mutual Legal Assistance): è il magistrato, non la polizia direttamente, a poter ottenere dati e richiedere azioni all'azienda
Cosa conviene fare
- Integra la denuncia già presentata aggiungendo esplicitamente il reato di atti persecutori ex art. 612-bis e i danni economici (allegando prove dei contratti persi)
- Rivolgiti a un avvocato penalista per depositare istanza al PM affinché venga richiesto a Instagram il blocco dei profili coinvolti tramite canali ufficiali
- Attiva il processo legale con Meta: un avvocato può inviare a Meta/Instagram una diffida formale documentando le violazioni, spesso più efficace delle segnalazioni utente
- Valuta anche un'azione civile per risarcimento danni contro le persone identificate: la perdita di 3 contratti di lavoro è un danno patrimoniale concreto e quantificabile
- Nel frattempo, cambia le impostazioni di privacy dell'account (solo follower approvati) per ridurre la possibilità di nuove segnalazioni abusive
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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