Diffamazione sul lavoro: email falsa al medico e messaggi alla moglie, si può denunciare?
Utente_cervia_4833 · 1 visualizzazioni
Giorno, scusatemi se mi dilungo troppo ma così credo di fornire un quadro abbastanza completo, a seguito dell'inizio di un corso professionale IFTS riconosciuto e finanziato dalla regione per la manutenzione e programmazione dei PLC sono iniziati molti problemi sul lavoro, in particolare con l'impiegata delle risorse umane ed il mio responsabile di reparto, in breve tempo per mobbing e altre pressioni sono andato in depressione e non riuscendo più a dormire e con una perenne emicrania il medico di base mi ha inizialmente dato una settimana di malattia, poi altri 15gg, e infine su consiglio dello psichiatra AUSL che mi ha visitato altri 30gg, in tutto sono stati 3 certificati medici, ad ogni certificato di malattia il lavoro mi mandava la visita fiscale a casa, e ogni volta mi veniva confermata la malattia, quindi la responsabile delle risorse umane non contenta ha mandato una mail sia al mio medico di base e sia alla AUSL in cui scriveva che io stavo solo facendo finta di stare male e lo facevo solo per poter fare il corso, in realtà dovendo rispettare gli orari per le visite fiscali di controllo il corso non potevo frequentarlo durante la malattia, mentre invece lo avrei frequentato regolarmente come avevo già fatto nei due mesi precedenti frequentando il ore più 3/4 ore di lavoro nel turno del pomeriggio. Alla fine su consiglio dell'avvocato della camera del lavoro che mi stava seguendo ho firmato un'accordo in cui l'azienda mi licenziava per riorganizzazione interna facendomi accedere alla naspi, ed io in cambio non chiedevo ne le ore di permesso studio che l'azienda non mi ha pagato ne le ore di straordinario del sabato che l'azienda non mi ha mai pagato per 10 anni. Se continuavo a lavorare e a fare il € al mese, ora invece con la naspi dovrei prendere solo 1360€ i primi 4 mesi e poi a calare del 3% per i restanti 20 mesi. E' possibile fare una denuncia per diffamazione con richiesta danni per la mail che la responsabile delle risorse umane ha mandato al mio medico di base e alla AUSL aggravando la mia depressione che mi ha portato a firmare un'accordo di licenziamento che altrimenti non avrei mai firmato? Ci sarebbe anche un messaggio che il mio responsabile di reparto ha mandato a mia moglie chiudevo nello spogliatoio per ore con una mia collega, cosa assolutamente non vera.
Risposta diretta
Sì, esistono elementi concreti per procedere per diffamazione sia per l'email inviata al medico di base e all'AUSL, sia per il messaggio inviato a sua moglie: entrambe le condotte integrano potenzialmente il reato previsto dall'art. 595 del Codice Penale, con possibilità di chiedere anche il risarcimento del danno in sede civile.
Quadro normativo
L'art. 595 c.p. punisce chiunque, comunicando con più persone (o anche con una sola, se il destinatario è diverso dall'offeso), attribuisce a qualcuno un fatto determinato lesivo della sua reputazione. Nel suo caso si configura la forma aggravata (comma 3), perché le affermazioni riguardano un fatto specifico e preciso: l'accusa di simulare la malattia e quella di una relazione con una collega. L'aggravante comporta pene più severe e rafforza la posizione in sede civile. Il danno non patrimoniale (morale e alla salute) è risarcibile ai sensi dell'art. 2059 c.c. in combinato disposto con l'art. 185 c.p.
Come funziona in pratica
- Email al medico e all'AUSL: la responsabile HR ha comunicato a terzi un fatto falso e preciso (fingere la malattia per frequentare il corso), ledendo la sua reputazione professionale e personale. Il fatto che le visite fiscali abbiano ogni volta confermato la malattia rende la falsità dimostrabile.
- Messaggio alla moglie: attribuire a lei una relazione clandestina con una collega è un fatto determinato e gravemente lesivo della reputazione, inviato a un terzo (la moglie). Configura diffamazione aggravata in modo autonomo rispetto all'altra condotta.
- Nesso causale con la depressione e l'accordo: il peggioramento della sua condizione psichica documentato dai certificati medici e dalla visita psichiatrica AUSL può essere collegato alle condotte diffamatorie, rafforzando la richiesta di danno biologico e morale.
- L'accordo firmato: la firma in sede protetta (Camera del Lavoro) è generalmente difficile da impugnare sul piano lavoristico, ma non preclude in nessun modo la querela per diffamazione, che è un procedimento penale separato e indipendente.
Cosa conviene fare
- Raccogliere subito le prove: copia dell'email inviata al medico e all'AUSL, copia del messaggio inviato a sua moglie, tutti i certificati medici, i verbali delle visite fiscali, la documentazione dello psichiatra AUSL.
- Presentare querela entro 3 mesi dalla data in cui ha avuto conoscenza degli atti diffamatori: il termine è perentorio e la sua scadenza preclude l'azione penale.
- Affidarsi a un avvocato penalista per redigere la querela in modo da evidenziare entrambe le condotte, il dolo specifico e il nesso con il danno subito — questo massimizza anche la richiesta risarcitoria in sede civile.
- Valutare la costituzione di parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento del danno direttamente in quella sede, evitando un secondo giudizio civile.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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