Diffamazione via WhatsApp e a terze persone: diffida e querela, come procedere?
Utente_cosenza_7194 · 1 visualizzazioni
Ho ricevuto nel telefonate (attualmente) da una persona che conosco dal vivo e in seguito attraverso la piattaforma online Whatsapp (via messaggio) ho ricevuto dalla stessa persona, parole diffamatorie e calunnie sulla mia persona, stesse parole sono state ripetute ad altre terze persone per scritto e per voce. Avendo varie prove dell'accaduto vorrei procedere ad una diffida per diffamazione allo scopo di ricevere delle scuse formali per iscritto ed ovviamente se tali scuse non avverranno vorrei procedere successivamente ad una querela/denuncia per diffamazione. Vorrei avere un preventivo su quanto mi costerebbe la preparazione di una lettera da poter inviare successivamente io stesso al diretto interessato, grazie
Risposta diretta
Hai diritto di procedere sia con una lettera di diffida che con una querela per diffamazione ai sensi dell'art. 595 del Codice Penale. Le prove che hai raccolto (messaggi WhatsApp, testimonianze di terzi) sono elementi fondamentali per sostenere entrambe le azioni.
Quadro normativo
La fattispecie che descrivi riguarda principalmente due norme
- Art. 595 c.p. — Diffamazione: si configura quando qualcuno, comunicando con più persone, offende la reputazione di un soggetto assente. Le dichiarazioni fatte a terze persone (per voce o per scritto) rientrano perfettamente in questa ipotesi. La pena va da 6 mesi a 3 anni, aggravata se avviene tramite mezzi di comunicazione (WhatsApp incluso).
- D.Lgs. 7/2016: le offese rivolte direttamente a te (telefonate, messaggi privati) sono state depenalizzate come ingiuria e costituiscono oggi un illecito civile, non più penale. Restano però utilizzabili come prova del comportamento complessivo.
Come funziona in pratica
- Le dichiarazioni fatte a terze persone (il cuore del reato) configurano diffamazione penale perseguibile a querela
- I messaggi WhatsApp ricevuti da te direttamente sono illecito civile (danno alla dignità personale, risarcibile)
- La querela per diffamazione deve essere presentata entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto
- La lettera di diffida non è un atto giudiziario obbligatorio, ma è uno strumento utile per ottenere le scuse formali prima di procedere penalmente
- Le prove digitali (screenshot WhatsApp con data, ora e numero) vanno conservate e, idealmente, autenticate tramite una perizia informatica o almeno con un atto notarile di constatazione
Cosa conviene fare
- Raccogli e conserva tutte le prove ora: screenshot, registrazioni, nominativi dei testimoni
- Fai preparare la lettera di diffida da un avvocato: il costo indicativo per la redazione è tra €100 e €250 per una lettera stragiudiziale, a seconda della complessità e del professionista. Alcune piattaforme come AvvocatoFlash offrono preventivi chiari e fissi
- La diffida deve indicare i fatti contestati, le prove in tuo possesso e il termine entro cui attendi le scuse formali scritte
- Se le scuse non arrivano entro il termine fissato, presenta querela presso la Procura della Repubblica o una stazione dei Carabinieri/Polizia più vicina a Cosenza
- Valuta anche un'azione civile per risarcimento danni (art. 2043 c.c.) in parallelo alla querela penale, per ottenere un indennizzo economico oltre alle scuse
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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