Diffamazione in famiglia: è reato chiamare qualcuno 'assassino' o 'incapace'?
Utente_napoli_3432 · 0 visualizzazioni
il sottoscritto [Omissis] nato a Napoli e ivi residente in , divorziato che versa ancora una discreta somma ai figli , Convivente nella stessa casa (abitazione del mio defunto padre, quindi erede con le mie sorelle) contribuendo anche economicamente al ménage familiare benché mia madre pensione di reversibilità e accompagnamento un cospicuo reddito derivante da titoli bancari obbligazionari ed altri cospicui introiti derivanti dal fitto ad un prezzo ridicolo rispetto a quello di mercato di N° 2 abitazioni giacenti sullo stesso pianerottolo che per pura discriminazione su gli altri 4 figli restanti, da 25 e oltre anni orsono ha destinato per proprio tornaconto a 2 delle mie sorelle come è ed è sempre stato nella sua natura discriminatoria che tutt’oggi esercita avendo una figlia preferita con la quale da 25 anni ha condiviso e tuttora condivide conti correnti bancari e postali e chissà quali segreti che altri 5 ignari figli non conosceranno mai e qui vango alla frase detta da un essere spregevole come il marito di questa figlia che avrebbe detto davanti a testimoni “se volessi fregarvi tutti quanti andrei in banca e mi prenderei tutto” e questi sono i frutti nella sua natura discriminatoria che tutt’oggi applica. Mia madre enfisema polmonare e sarcoma di Kaposi , artrosi grave soprattutto agli arti superiori e alla colonna vertebrale ed ultimamente per la sbadataggine di badanti incapaci ha seguito di una caduta si è ulteriormente peggiorata. Adesso cominciamo con il giro delle vessazioni, delle mie 5 sorelle escluso 1 che da 30 anni vive in Sicilia le altre 4 si erano accordate per ripartirsi le domeniche ovvero i giorni in cui nessuna badante sarebbe venuta, per fare il pranzo a mia madre e accudirla un po' fino a quando la superfavorita accompagnata dal marito che la santificava gettando merda su tutti gli altri per quello che aveva fatto la moglie, decideva di escludersi dal giro mettendo in difficoltà soprattutto quelle che abitano lontano e dando vita ad un acceso dibattito, a questo punto una delle mie sorelle che vive fuori Napoli ma nella provincia avrebbe detto a quella che restava delle 3 che era alla porta accanto che una domenica l’avrei potuta fare anche io ma la risposta è stata agghiacciante e dire incapace è poco. Tutto documentabile nella chat di gruppo. Questa frase così come spiegato alla mia psichiatra è stata come una coltellata in pieno petto e ci sarebbero stai gli estremi per una querela x diffamazione, alla quale avrei aggiunto per pura cattiveria e onore ferito una denuncia per esercizio illecito della professione da parte della detrattrice. Ma ho preferito far parlare i fatti. (oggi comunque il reato di diffamazione è in prescrizione) La mia risposta non si è fatta attendere indi ho dato il benservito alla scrittrice folle che per un mese aveva assistito 13.30- 20.0 mamma a prezzo di un pigione da scontare ovvero all’incirca 500 € altra preferenze discriminatoria ed ho cominciato ad assistere mia madre attenzione cucinando lavando i piatti mettendola a suo agio sul divano a vedere le sue puntate preferire mentre io morivo di sonno perché la depressione mi faceva svegliare anche 10 volte a notte. Finalmente alle 16 circa la accompagnavo in camera da letto e li la sistemavo con cura e mi appoggiavo accanto a lei che pretendeva la mia mano per dormire anche se dovevo fare un movimento contorto vista la differenze di stazza e lunghezza del braccio. In questi 3 mesi ho potuto sperimentare la grande prepotenza e il potere di comando che mia madre altri esercitava su di me già da fanciullo (mio padre violento e mi picchiava per ogni scusa banale e mi ha distrutto in altro modo) con pretese assurde e chiamandomi solo e sempre con tono di estremo soccorso come se stessere chiamando un intervento per il crollo di un edificio per me cghe sono pompiere affinché io corressi per paura quando poi si trattava di prenderle un bicchier d’acqua che ere a 50 cm da lei o quando doveva fare l’ennesima pipì perché per pigrizia le dovevo abbassare pantaloni e intimo mantenere il vasino in quanto si rifiutava di essere accompagnata in bagno. Il tutto con tono aspro e di comando perentorio a me che ho 53 ani e non sono un bambino e aggiungo che queste minzioni erano frequentissime x un difetto strutturale alla vescica e se per caso prendeva un diuretico era una follia continua ogni 3-5minuti Dopo 3 mesi in cui ha preteso comunque in maniera avida e taccagna come è , il mio contributo economico umiliandomi davanti alla donna di servizio ho lottato per farle capire che la legge applicata a mia sorella per me. Comunque per evitare che diffondesse altre malelingue su di me com’è adusa per natura le ho dato per 2 mesi un terzo del compenso e l’ultimo mese ovvero quando senza un motivo apparente mi ha dato il benservito, nulla. In poche parole il tipico meccanismo che il narcisista esercita su un figlio è il controllo totale, condizionante, castrante e generalizzato verso ogni aspetto della sua vita fin da piccolo Questo controllo si è manifestato diversi modi, ovvero. Controllo co-dipendente “ho bisogno di te. Non posso vivere senza di te”, questo atteggiamento ti fa sentire in colpa se non assecondi il genitore il quale ti ricatta addirittura della propria esistenza, impedendoti di avere qualsiasi tipo di autonomia e di vivere la propria vita. Controllo con senso di colpa: “ho dato la mia vita per te. Ho sacrificato tutto”, questo controllo comporta la sensazione di obbligo e di costrizione nei figli verso i genitori appesantendoli di un fardello che non hanno scelto né desiderano ma che è totalmente castrante, come se “dovessero qualcosa” ai loro genitori narcisisti e dovessero comportarsi in maniera da renderli certamente felici, diversamente si sentirebbero in colpa per l’infelicità causata ai genitori per averli delusi nelle loro aspettative. Controllo con astinenza affettiva: “sei meritevole del mio affetto solo perché ti comporti come mi aspetto che tu faccia.”, questa minaccia è la peggiore perché il genitore in tal modo vende il suo affetto soltanto a condizione che ottenga quello che vuole, mentre l’amore per i figli deve essere sempre incondizionato (mentre è palesemente discriminatorio ed a favore di altri figli ed è dimostrabile quando sta male e proferisce le seguenti parole in mia presenza che la soccorro. “voglio Ornella solo lei mi fa stare bene “ ) e l’uomo specie se in depressione percepisce tale minaccia come se fosse il suo comportamento a far scaturire l’affetto e la considerazione di cui ha bisogno pertanto non potrà che assecondare il genitore narcisista. Controllo esplicito: ”Obbediscimi altrimenti ti caccio via da casa, il figlio deve fare quello che impone il genitore se non vuole essere umiliato, atto che solitamente viene esibito in pubblico, per dimostrazione della forza e del potere del genitore ma con la conseguenza di frustrare terribilmente l’uomo che si sentirà umiliato e pieno di vergogna come in effetti è accaduto addirittura in presenza della badante da me invitata a farsi da parte per non turbare la mia privacy con mia madre dalla stessa arpia faceva apparire ogni mio discorso come una minaccia e lei aveva un testimone che pur di mantenere il posto avrebbe dato ragione alla padrona come in cagnolino fedele umiliandomi dinnanzi a lei e schierandosi anche fisicamente a favore di mia madre di istigazione a delinquere con risultato che io davo una spinta alla sottomessa badante spostandola da mia madre frustrazione Controllo di incesto emotivo: “Se sei vivo è perché io ti ho voluto tuo padre mi voleva far abortire ( perché nato da un preservativo rotto) ma io all’ultimo istante mi sono ribellata (cosa non vera in quanto dai racconti di mia nonna a tirarla fuori dal macellaio pochi istanti prima che si sdraiasse sul lettino in quanto succube della cattiveria e delle angheria di mio padre escluso nemmeno me dai 5 ai 21 anni quando lavoravo sotto schiaffi calci e altre angherie con lui senza che mia madre) ) tu l’unico maschio il mio vero amore, unico, la persona più importante per me.”, facendoti sentire responsabile della sua felicità in modo da ribaltare il ruolo genitoriale ed il figlio si trasforma nel capo famiglia di famiglia con l’aggravio di gli obblighi e responsabilità più grandi di quanto non gli competano, con l’aggravante che già combatte contro la depressione e deve lavorare e comunque portare avanti un rapporto con i figli. Oltre ai comportamenti controllanti il genitore si esprime con diverse modalità di atteggiamento che possono essere così riassunte: mentono compulsivamente impedendo al figlio di comprendere la differenza tra la realtà e la finzione usata dal genitore, ignorano e trascurano i bisogni della prole prestando attenzione soltanto ai propri, promuovono e favoriscono un rapporto di dipendenza tra genitori e figli in qualunque aspetto della vita dell’uomo fin da piccolo, costringendo il figlio a non avere una vita separata dal genitore, distorcono il concetto di “amore” facendolo diventare un’arma di ricatto, manipolano l’uomo per il proprio piacere disinteressandosi di quello del figlio sono incoerenti, inaffidabili e bugiardi, con tale esempio il figlio non potrà mai imparare il valore della sincerità, della coerenza e della affidabilità a dimostrazione di ciò mia madre a malefatte delle mie sorelle vedi la definizione di incapace datami da mia sorella e la reazione da donna dei peggiori bassifondi di Napoli dell’altra mia sorella (in combutta con l’altra) quando io ho paventato che ci fossero gli estremi di una querela per diffamazione con la testuale frase “E cià schiaffamm ncopp a fess” frase da far rabbrividire per volgarità e cattiveria in quanto avallava la tesi della sorella e tutto ciò restava impunito da mia madre mie sorelle il libero arbitrio di fare disfare e calunniare e ingiuriare verso di me e la quale messa sotto pressione da me per una punizione esemplare spergiurava facendosi il segno della croce sull’anima di mio nonno (ovvero il padre uomo di moralità e rettitudine e carità cristiana eccellenti che mi ha insegnato l’amore e i fondamenti della vita e del cattolicesimo, non a caso mio figlio nome) per ben 3 volte meritandosi a mio giudizio oltre che l’inaffidabilità in ambito civile, di perire nelle fiamme dell’inferno per lo spergiuro aggravato e continuato senza tutelarmi, cosa che adesso sono costretto a fare per tutelare la mia salute. Aggiungo inoltre che mia madre e le mie sorelle mi insultano in maniera subdola, non direttamente con parole esplicite ma facendomi sentire un inetto ed un incapace se non mi comporto secondo i canoni incivili e privi di senso mortale e cattolico che esige la genitrice, pura follia. Non è riduttivo dire che per il narcisista i figli sono oggetti, pedine inanimate da spostare ed usare a proprio piacimento. Compulsivamente impedendo al figlio di comprendere la differenza tra la realtà e la finzione usata dal genitore, Da questo momento si è scatenata la follia di mia madre la quale permette alle badanti di essere presenti alle nostre discussioni si nasconde dietro un pretesto impossibile che io possa aggredirla o addirittura ucciderla. Ieri per l’ennesima discussione nata per la totale mancanza di rispetto delle ma privacy (spesso viene a origliare quando sono al telefono ) mia madre stanza mai chiusa a chiave e ero in un sonno profondo indotto dai medicinali e da un sonnifero per recuperare lo ore della notte non dormite, pur avendola avvisata che avrei preso un sonniferi e consapevole che i risvegli sono traumatici nella norma figuriamoci se di soprassalto ha fatto fiondare nella mai camera una delle sue protette una badantucola do cui non conosciamo a parte il nome Natasha le generalità e se ha il permesso di soggiorno con tono allarmato (che non capisce una parola di italiano che fa casini, che non sa far funzionare nemmeno un semplice ferro da stiro a vapore piccolo e alle quale mi aveva messo dietro mamma per evitare che per inesperienza combinasse guai) Il risveglio traumatico mi ha fatto venire una violenta crisi di panico e sono caduto per ben 2 volte. Raggiunta la stanza di mia madre notare che l’attacco del gorgogliatore dell’ossigeno si era misteriosamente rotto ed io di getto non ho creduto a questa fandonia perché è di un materiale plastico duro e perché lo avevo controllato io poco prima ed era integro quindi la causa era un’altra ma mia madre disastroso operato della badante perché lei non le mette le meni vicino al gorgogliatore ha continuato a mentire spudoratamente e pensare che se non ci fossi stato io si sarebbe potuto configurare un tentato omicidio per imperizia aumentando la mia ira che era già turbata dal nefasto risveglio. In questi casi come le fa comodo comincia con la scena madre e il piagnucolio che come una litania ripete ininterrottamente “voglio morire, voglio morire” e nello stesso tempo la badante era ancora lì nonostante il mio terzo invito a non violare la privacy familiare ma con la coda dell’occhio il gran comandante tra una pinto fake e l’altro con gli occhi l’invitava a non sentirmi istigandomi cosi a darle una spinta per allontanarla e contemporaneamente aveva afferrato il telefono per a le sua preferita alla porta accanto ma io con scatto felino ho sottratto il telefono in quanto la questione non aveva bisogno di terzi ovvero testimoni inventati a suo .favore. Comunque per evitare altro casino l’ho lasciata andare e dopo alcuni minuti arriva una telefonata di mia sorella secondo quanto detto da mia madre e violento laddove io in vita mia non ho mai sfiorato con un dito chicchessia ne tampoco ammazzato, anzi nel mio lavoro di Vigile del Fuoco e di cui 25 anni Come ufficiale di guardia regionale ERGO I CAPI DI IMPITAZIONE SONO I SEGUENTI Russo Vincenza 23.12.41 madre e coabitante mobbing con forme violente di comando e utilizzo di urla violente e di pericolo per richiamare l’attenzione anche per servizi insignificanti come prendere un bicchier d’acqua a 50 cm da lei e stupidaggini del genere. Tali urla mettono in allarme e in modo pericoloso la mia situazione di depresso bipolare senza alcun ritegno. Finirà come la storia di “ al lupo” al “ lupo” inoltre sono talmente molteplici e ripetitive che lei no muove un dito ma pretende di essere servita e riverita in tutto e per tutto chiamandoti anche se sei impegnato con insistenza e più volte e lamentandosi come messinscena salvo a scoprire che deve fare al massimo pipì o avere un bicchier d’acqua con conseguenti frasi che cercano di far venire un senso di colpa. reazioni paranoiche come il “voglio morire “ogni volta che è messa alle strette e per coprire malefatte delle badanti per paura che su di esse si scateni una presunta ira per dirne una gravissima la badante della notte per mettere acqua al gorgogliatore non lo ha riavvitato bene, indi mia madre è addormentata pe 4 ore senza ossigeno e sarebbe tentato omicidio per imperizia-. Altro gravissimo episodio la stessa badante nell’alzare mia madre pipì l’ha fatta cadere su una spalla e tra cure e radiografie a casa abbiamo speso una cifra e mia madre decurtato un centesimo. Sordità e farsi ripetere anche 10 volte concetti che non vuole ovvero che finge di non capire fino a portarti allo sfinimento e alla paranoia e gettare la spugna in poche parole lo scemo per non andare alla guerra. COMPORTAMENTI CONTRARI ALLA SALUTE E ALL’IGIENE PROPRIA E DEGLI OCCUPANNTI LA CASA come fumare (pur avendo un enfisema polmonare), e nonostante i molteplici se non milioni di avvertimenti E MESSAGGI SI SMETTERE da me in particolare e da altri membri della famiglia, con la complicità delle succubi badanti si fa comprare almeno un pacchetto al giorno ovvero 2 o 3 ogni volta. E QUI Vorrei denunciare le badanti che gli procurano le sigarette ma non mi turba il fatto di per se ma quello che si vanifica ovvero peggiora ogni sforzo fatto con i medicinali e l’ossigenoterapia Totale inerzia e mancanza di volontà di arrivare (10 mt) per i suoi bisogni al gabinetto anche se accompagnata da 2 persone per pura pigrizia in quanto per la pipì ci obbliga a spogliarla per farla nel vasino che tiene costantemente appoggiato alla sedia accanto al suo PC diffondendo tutti i suoi miasmi a chicchessia se non svuotato frequente mente ed io ne ho fatto le spese (ma anche per le migliaia di volte che le ho tenuto il vasino mentre faceva pipì), con una grave infezione al glande che solo dopo 3 cure diversi mesi e inenarrabili dolori sono riuscito a debellare. E talvolta come è successo a me invece delle pipì mi sono beccato una diarrea incredibile che mi ha investito in pieni indi non riesce più a distinguere il tipo di bisogno da fare Nei miei confronti con mia sorella, definendomi assassino e violento il solo fatto di aver alzato la voce già di per se di timbro possente e con tono fermo e aver chiesto a mia madre il danno al gorgogliatore che come mentiva mia madre da solo ma questo è praticamente impossibile perché, 1 l’ho controllato un ora prima di andare a dormire ed era integro, 2 in questa casa sono l’unico che può e riesce a manipolare l’oggetto senza creare danni, 3 raccolti i pezzi sparsi sul pavimento era evidente che l’oggetto avesse ricevuto un colpo e anche di una certa portata volontari o involontario non fa testo perché sempre di negligenza si tratta e lei ha insistito con questa tesi assurda ho replicato che così fosse si potrebbe rompere nottetempo e lei morire senza ossigeno quindi mi stava per la millesima volta raccontando fandonie per coprire probabilmente l’ennesima badante una badante inetta, incapace perfino di far funzionare un piccolo ferro da stiro a vapore la prima volta, mi accorgo che mancava l’acqua e dopo ancora chiamato dalla stessa che stirava a freddo perché non aveva azionato il regolatore di temperature e da 20 minuti stirava in una pantomima e questo è solo uno dei casi tragicomici che queste badanti improvvisate combinano un giorno si e uno pure in questa casa dove mia madre totale controllo e sfoga la sua frustrazione su di me. Con riferimento ai fatti accaduti e sopra descritti relativamente ad una discussione animata tra me e mia madre provocatomi da un risveglio violento (Sonno ottenuto con sonniferi per aver passato la notte con crisi di panico in bianco) che lei sapeva perché preventivamente avvisata ella ha addirittura in presenza della badante da me invitata a farsi da parte per non turbare la mia privacy in un discorso con mia madre e che pertanto non le riguardava ma che spalleggiata dalla stessa arpia faceva apparire ogni mio discorso come una minaccia e lei aveva un testimone che pur di mantenere il posto avrebbe dato ragione alla padrona come in cagnolino fedele umiliandomi dinnanzi a lei e schierandosi anche fisicamente a favore di mia madre e lanciando occhiatacce di sfida con mia madre soddisfazione sadica commettendo reato di istigazione a delinquere con risultato che io davo una spinta alla sottomessa badante spostandola da mia madre frustrazione. io sin da ragazzo sono stato inconsciamente manipolato per fare il corriere di danaro che doveva arrivare ai destinatari o alla base da una parente di mio padre ricordo il nome comunque a parte questo fino a qualche mese fa entravano avventori per riscuotere o pagare i pigioni SECONDO CAPO D’IMPUTAZIONE Ornella Sommella Napoli 18. Napoli Denuncia per diffamazione aggravata in quanto non solo mi ha definito dal telefono di casa sua dove si era rifugiata mia madre cocchina preferita tra l’altro molto più piccola di me , assassino e violento su istigazione di mia madre si sentiva ben chiara in quanto come se il fatto non le riguardasse chiamava a raccolta i cani per giocarci, episodio che si è svolto ieri quando mia madre è andata da mia sorella a piagnucolare e lei si è permessa di chiedermi per telefono se avessi mai picchiato mia madre o se avessi minacciato di ucciderla esternazioni di pura follia che infangano quanto di buono fatto non solo nei 3 mesi ma per anni quotidianamente ed ogni qualvolta manca la badante ovvero Giovedì e Domenica, come se quest’atto fosse dovuto per il solo fatto chi vivo in questa casa, e loro la passano liscia e pure questa è una forma di mobbing da parte delle mie sorelle e di mia madre. TERZO CASO D’IMPUTAZIONE Loredana Sommella, Napoli 17. diffamazione per offese in chat definendomi un incapace o pressappoco purtroppo oggi in prescrizione e non perseguita per circonvenzione e gravi minacce subite da mia madre .come del tipo ti caccio via di casa ma purtroppo per il comune il nostro nucleo familiare è composto da lei e me. Esercizio abusivo della professione di estetista con la figlia il locali non idonei (anticucina) o sulle case dei clienti.
Risposta diretta
Essere definito pubblicamente o davanti a terzi "assassino" o "violento" da un familiare può configurare il reato di DIFFAMAZIONE ai sensi dell'art. 595 del Codice Penale. Tuttavia, bisogna distinguere attentamente tra le diverse situazioni descritte, perché alcune sono ancora perseguibili mentre altre risultano già prescritte.Quadro normativo
La DIFFAMAZIONE (art. 595 c.p.) si configura quando qualcuno, comunicando con più persone o in presenza anche di una sola persona terza, offende la reputazione di un'altra. La pena base è la reclusione fino a un anno o la multa. La prescrizione per questo reato è di 6 anni. Importante: dal 2016, con il D.Lgs. 7/2016, l'INGIURIA (offesa diretta alla persona, senza terzi presenti) è stata depenalizzata e trasformata in illecito civile — significa che se un familiare ti insulta direttamente, non è più reato penale ma si può agire solo per risarcimento danni.Come funziona in pratica
Dalla situazione descritta emergono tre profili distinti.Cosa conviene fare
a. Per la diffamazione ancora non prescritta (essere chiamato "assassino" davanti a testimoni), è necessario sporgere QUERELA entro 3 mesi dal fatto. La querela si presenta presso la Procura della Repubblica o i Carabinieri.b. Raccogliere e conservare tutte le prove: screenshot di chat, registrazioni audio ove lecite, testimonianze di persone presenti. La chat di gruppo è un documento utilizzabile anche in sede civile per richiedere un risarcimento, anche se il reato è prescritto.
c. Per l'esercizio abusivo della professione di estetista, presentare denuncia-esposto alla Procura o all'ASL competente per territorio.
d. Data la complessità della situazione familiare e la presenza di più potenziali reati, è fortemente consigliato rivolgersi a un avvocato penalista che possa valutare caso per caso i tempi, le prove disponibili e l'opportunità di procedere penalmente o preferire la via civile per il risarcimento del danno all'onore.
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