Minore vittima di violenza psicologica e fisica in famiglia: cosa fare?
Utente_rosolini_1747 · 0 visualizzazioni
Mi presento, sono un giovane ragazzo di 20 anni innamorato di una ragazza che a febbraio farà 17 anni. Ci siamo conosciuti per caso e fin dal primo giorno siamo sempre stati bene insieme. La prima volta che la vidi, notai che in lei c’era un potenziale assurdo, una ragazza dolce,affettuosa, sempre disponibili per tutti anche al punto da farsi del male pur di aiutare e non deludere gli altri. Ci siamo conosciuti sempre di più , abbiamo trascorso nottate tra pianti , risate , racconti della nostra vita se pur non pienamente vissuta per via della nostra giovane età , ma in modo realmente bello e positivo ci siamo raccontati la nostra adolescenza. Notai però che tra i mille pregi che aveva, c’era una sua caratteristica molto particolare. L’ansia. Per lei era, ed è tutt’ora la sua migliore amica perché non la lascia in pace neanche un millisecondo. Ma un ansia non normale da prestazione. Un ansia che come definisce lei la soffoca al punto che fino ad ora non è riuscita mai ad uscire di casa in modo realmente tranquilla . Potremo dire una relazione fantastica, 5 mesi di amore e se pur pochi cronologicamente molto intensi per via di tutte le sfide che abbiamo passato. C’è solo un problema . I genitori. Contrari sin dal primo giorno hanno categoricamente vietato alla figlia di farsi fidanzata con me poiché ai loro occhi non ero la persona giusta, non provavo un sentimento puro, non “ero figlio di dio”, ero un animatore di chiesa solo per arrivare a questi scopi. E tra tanti motivi che hanno posto, aggiungendone ogni giorno 3 e dimenticando i vecchi motivi siamo arrivati alla conclusione che non c’è realmente un vero e proprio motivo ma tutto sta alla base del loro passato. Fin qui potremo dire che tutto cio può capitare, la ragazza è minorenne , magari i genitori vogliono proteggerla e così via. Il problema giunge fin quando non ricevo chiamate da parte sua piangendo ogni giorno per paura a stare con loro perché riceve costantemente episodi di vittimismo dove il padre non mangia da settimane, vuole morire , è la sua più grande delusione e lei tutto ciò se la prende dentro e sta male per i suoi. La minacciano di spedirla sola dall’altra parte del mondo , che piuttosto si uccide suo padre che lasciarla libera di questa cosa, che pure l’aria che respira è di proprietà del padre e ogni singola cosa deve essere dettata da loro. Abito in un piccolo paese di periferia dove le persone si conoscono bene tra loro e purtroppo parlando di questo accaduto diverse persone adulte mi hanno vivamente consigliato di scappare da questa famiglia perché in passato facevano parte di una “setta religiosa” particolare . Questa cosa , se pur in modo totalmente generico era stata detta alla mia ragazza da parte di sua zia ma abbiamo sorvolato di questa cosa surreale. Il problema è che facendo 2+2 i conti tornano. Ho ricevuto delle registrazioni da parte della mia ragazza durante un tipico loro litigio e mi è venuta la pelle d’oca perché è puramente , e dico veramente violenza psicologica. Prima di mandarle questo messaggio ho realmente parlato con persone adulte perchè volevo essere di parte ma penso realmente che lei in quella casa sta solo soffrendo perché dal momento in cui mi dice che ha paura di stare con i suoi genitori che la sgridano sempre e ha dei traumi particolari, e ascoltando queste registrazioni io penso che la ragazza ha bisogno di aiuto. Pur di non farsi vedere Triste agli occhi dei genitori si strappa i capelli da sola facendosi del male e io su questo l’ho vivamente “rimproverata” facendole capire che qualsiasi cosa deve avere rispetto del suo corpo e di se stessa. Ormai anche a scuola in certi contesti si è vergognata di andare per diversi episodi , come per esempio una situazione in cui durante un litigio sua madre l’ha vivamente graffiata in tutto il braccio ed erano visibili questi segni chiaramente non procurati da un animale. In questo momento non sto facendo il fidanzato, ma non mi sento di doverla lasciare lì perché penso realmente che abbia bisogno di aiuto e non so realmente cosa fare perché è una persona che merita tanto. Trovo assurdo dover avere paura dei genitori e dover soffrire in silenzio perché altrimenti fanno di peggio obbligandola a sorridere. Mi racconta di episodi molto strani come una tipica cena in cui il padre la fissa senza motivo, durante la notte si sveglia e lo trova seduto a terra vicino il letto che la fissa e ogni cosa che dice le lancia cose. Oggi durante un episodio di rabbia le ha alzato violentemente le mani tirandole 4 schiaffi forti. Mi scuso in anticipo per averla disturbata ma chiedo ad una persona esperta nel settore realmente cosa posso fare perché ogni giorno mi piange il cuore a ricevere chiamate con lei che piange. Penso che una ragazza di 16 anni ha tanto da vivere e soprattutto penso che non deve definirsi sbagliata in tutto dove non potrà mai vivere liberamente.Nessuna persona se lo merita e confido nelle autorità , nelle persone più esperte di me del settore. La ringrazio immensamente
Risposta diretta
Quello che descrivi configura, con ogni probabilità, il reato di MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA previsto dall'art. 572 del Codice Penale, aggravato dal fatto che la vittima è una minore. Gli episodi descritti — schiaffi, graffi, minacce, violenza psicologica sistematica, comportamenti intimidatori notturni — possono e devono essere segnalati alle autorità competenti.Quadro normativo
L'art. 572 c.p. punisce chiunque maltratta una persona della propria famiglia o comunque convivente con la reclusione da 3 a 7 anni, pena aumentata se la vittima è un minore. L'art. 571 c.p. punisce invece l'ABUSO DEI MEZZI DI CORREZIONE. Quando la vittima ha meno di 18 anni, interviene obbligatoriamente il TRIBUNALE PER I MINORENNI, che ha poteri specifici di tutela, inclusa la possibilità di allontanare il minore dalla famiglia o limitare la responsabilità genitoriale (art. 330-333 c.c.).Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Agisci ora, senza aspettare che la situazione peggiori. La ragazza non deve essere lasciata sola in questa situazione. Conserva tutte le registrazioni audio in un luogo sicuro (es. cloud) e non cancellarle. Non affrontare i genitori direttamente: potrebbe aggravare la situazione per lei. Incoraggia la ragazza a parlare con un adulto di fiducia fuori dalla famiglia (un insegnante, un medico). Il TERMINE per intervenire non esiste in senso tecnico: la segnalazione può avvenire in qualsiasi momento, ma prima si agisce, prima la minore viene tutelata. Se temi per la sua incolumità immediata, chiama il 112.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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