Compagno straniero in CPR con espulsione: come opporsi e sposarsi?
Utente_brescia_4267 · 1 visualizzazioni
Il mio compagno è Tunisino ci conosciamo da due anni e mezzo . Da quando ci siamo avvicinati io ho chiesto il divorzio dal mio ormai ex marito per stare con lui . Il problema è che la sua vita prima di stare con me è stata molto movimentata .. ha precedenti penali per spaccio con un residuo di pena di 4 anni e due espulsioni . La più recente gliel hanno appena data in quanto la sua ex compagna L ha denunciato per motivi di rabbia o gelosia non so . So che dal 21 ottobre si trova presso il CPR di [indirizzo omesso] a Milano . Dove con un precedente avvocato ho presentato sia documentazione di mantenimento che di ospitalità tutto completo di buste paghe cud e contratto d affitto (in quanto il giudice che L ha sentito in cpr diceva presentami questa documentazione e ti faccio uscire ) io essendo divorziata da poco ho già richiesto il nulla osta è fatto richiesta di pubblicazioni in quanto ci saremmo dovuti sposare il 16 gennaio . Ma di tutta questa documentazione in fase di richiesta di riesame abbiamo avuto la sola risposta “non riesaminiamo il caso in quanto un noto delinquente “ il ragazzo ha 26 anni e con me ha già fatto mille progetti e fargli rendere conto che cambiare è possibile è stata dura . Ma comincio a pensare che gli impedimenti al cambiamento non siano solo legati alle sue scelte ma anche dalla burocrazia che non ci consente di cambiare pagina . Lotte su lotte in quanto da quando è lì ha avuto una infezione delle vie urinarie per il quale non è mai stato visitato da uno specialista ma gli facevano iniezioni che non ci volevano nemmeno dire di che si trattasse. Dal weekend scorso che ha la febbre e fino a due giorni fa non gli volevano dare alcun medicinale . Io capisco la giustizia e le leggi ma da là dentro sento che escono persone con dei reali precedenti penali molto più gravi con solo degli sfoghi fatti da compagne o mogli .. e non capisco perché a fare le cose giuste a noi questo non riesca . Non voglio saltare le tappe vorrei che esca da lì con dei presupposti che non aggravino la sua situazione e vorrei riuscire a sposarmi cosI come pianificato e mostrargli che la vita è fatta di scelte e che cambiare è possibile . In fede
Risposta diretta
La situazione del tuo compagno è grave ma non priva di rimedi legali: il decreto di espulsione e la detenzione in CPR possono essere impugnati davanti al Tribunale, e il nulla osta al matrimonio già ottenuto è un elemento giuridicamente rilevante che deve essere fatto valere con urgenza.
Quadro normativo
La normativa di riferimento è il Testo Unico sull'Immigrazione (D.Lgs. 286/1998):
- Art. 13 — disciplina l'espulsione prefettizia e prevede che si debba tenere conto dei legami familiari stabili in Italia
- Art. 14 — regola il trattenimento in CPR (massimo 90 giorni, prorogabile fino a 180)
- Art. 19 — elenca situazioni in cui l'espulsione incontra limiti, tra cui i legami familiari consolidati
- Art. 8 CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo) — tutela il diritto alla vita familiare e può essere invocato davanti al giudice italiano per contestare la proporzionalità dell'espulsione
Come funziona in pratica
- Il passo successivo al riesame negato è il ricorso al Tribunale ordinario (sezione specializzata in materia di immigrazione) contro il decreto di espulsione
- Il nulla osta al matrimonio e la richiesta di pubblicazioni già effettuata dimostrano un progetto di vita comune stabile in Italia e devono essere allegati a ogni atto difensivo
- La denuncia della ex compagna può essere contestata se è strumentale o infondata: se il procedimento è stato archiviato o la denuncia è priva di riscontri, questo va portato all'attenzione del giudice come elemento di valutazione
- Per le condizioni sanitarie nel CPR (cure negate, farmaci non comunicati, mancata visita specialistica): puoi presentare un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione al Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Private della Libertà, che ha poteri ispettivi diretti sui CPR
- In linea di principio, il matrimonio può essere celebrato anche durante la detenzione amministrativa, e il matrimonio con una cittadina italiana modifica radicalmente il quadro giuridico applicabile
Cosa conviene fare
- Contatta subito un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione con esperienza sui CPR — non un penalista generico; i tempi sono stretti perché l'espulsione può avvenire prima della scadenza dei 180 giorni
- Rivolgiti all'ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, asgi.it) che offre consulenza gratuita e ha avvocati esperti proprio in queste situazioni
- Documenta tutto per iscritto: date, farmaci negati, nomi degli operatori, assenza di visite — ogni dettaglio sanitario servirà per l'esposto
- Non fermarti al riesame negato: quella risposta è un atto amministrativo, non una sentenza definitiva
- Verifica con un avvocato se esistono i presupposti per chiedere la sospensiva dell'espulsione in via d'urgenza mentre pende il ricorso
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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