Diritto Penale

Bancomat clonato su Google Pay senza consenso: come recuperare i soldi?

Utente_bergamo_6389 · 3 visualizzazioni

Mi sono trovata dei pagamenti tramite pos estero addebitati sul mio conto corrente effettuati tramite l'utilizzo del mio bancomat. Appena mi sono accorta ho bloccato la carta, sono andata a sporgere denuncia e ho aperto la pratica di disconoscimento delle operazioni con la banca. La banca non ha accettato la pratica perché risultano effettuati pagamenti tramite l’utilizzo dei codici associati alla carta che erano da me custoditi, pertanto, essendo stati sottratti fraudolentemente, non rientra nella competenza della banca occuparsene. Nel frattempo mi accorgo che nelle notifiche della banca, proprio il giorno del primo pagamento estero, è stata associata la mia carta bancomat a Google Pay per effettuare i pagamenti pos. Il giorno lavorativo successivo al blocco della carta la banca mi notifica che la carta è stata cancellata dal servizio di Google pay. Io non ho mai associato la mia carta bancomat a Google pay e non l'ho mai utilizzata tramite app, pertanto i pagamenti sono stati effettuati in questo modo. Mi sono informata e ho verificato che per inserire una carta nel portafoglio di Google Pay è sufficiente avere i dati della carta, il pin e il codice cvv non servono! Inoltre per autorizzare l'inserimento della carta sul portafoglio di Google Pay è sufficiente inserire un qualsiasi numero di cellulare su cui ricevere un codice da parte di Google per la conferma dell'inserimento della carta. Se viene inserito un numero di cellulare diverso da quello associato alla propria carta che risulta nel database della banca, Google Pay segnala semplicemente che il numero inserito è diverso ma invia comunque il codice necessario per caricare la carta sulla app per renderla pronta all'utilizzo. Ho contattato Google per capire come risalire all'account utilizzato e al numero di cellulare associato su Google Pay alla mia carta, ma non sono in grado di aiutarmi. Mi hanno prelevato in questo modo 2.500 Euro. Vorrei capire come riaverli indietro.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La banca ha torto a rifiutare il rimborso: per legge, in caso di operazioni non autorizzate, l'onere di provare che lei ha agito con colpa grave spetta all'istituto, non a lei. Ha ottime possibilità di recuperare i 2.500 euro tramite il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

Quadro normativo

La materia è disciplinata dal D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11, attuativo della Direttiva PSD, e successivamente aggiornato dal D.Lgs. 218/2017 (PSD2). L'art. 10 stabilisce che, in caso di operazione di pagamento non autorizzata, il prestatore di servizi di pagamento (la banca) deve dimostrare che l'operazione è stata autenticata correttamente e che non si è verificata alcuna anomalia tecnica. L'art. 12 impone il rimborso immediato salvo prova di frode o colpa grave dell'utente. Parallelamente, la condotta dei truffatori integra il reato di frode informatica ai sensi dell'art. 640-ter del Codice Penale.

Come funziona in pratica

  • La banca sostiene che i pagamenti siano stati effettuati con i «codici associati alla carta»: ma lei non ha mai autorizzato l'aggiunta della carta a Google Pay, e ciò risulta dalle stesse notifiche della banca
  • La vulnerabilità di Google Pay (possibilità di inserire una carta senza CVV e con qualsiasi numero di telefono) è un elemento tecnico che indebolisce la posizione della banca: non può scaricare su di lei una colpa grave per una falla del sistema
  • La denuncia penale già presentata è fondamentale: crea un atto ufficiale che attesta il carattere fraudolento dell'accesso
  • L'ABF (Arbitro Bancario Finanziario) è l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie: gratuito per il consumatore, i suoi collegi hanno già emesso decisioni favorevoli in casi analoghi di Google Pay/Apple Pay fraud

Cosa conviene fare

  • Inviare un reclamo formale scritto alla banca tramite raccomandata A/R o PEC, citando il D.Lgs. 11/2010 e chiedendo il rimborso entro 15 giorni; allegare le notifiche dell'app che attestano l'aggiunta non autorizzata della carta a Google Pay
  • Attendere la risposta della banca: ha 30 giorni di tempo; se rifiuta o non risponde, si apre il diritto al ricorso ABF
  • Presentare ricorso all'ABF entro 12 mesi dalla risposta negativa della banca, tramite il portale ufficiale arbitrobancariofinanziario.it — la procedura è gratuita e mediamente si risolve in 60-90 giorni; il Collegio di Milano/Brescia è territorialmente competente per Bergamo
  • Conservare tutta la documentazione: notifiche dell'app, estratti conto, ricevuta della denuncia, comunicazioni con Google e con la banca
  • Valutare il supporto di un avvocato per la redazione del reclamo, soprattutto per evidenziare la responsabilità della banca nell'aver consentito l'autenticazione tramite un sistema privo di adeguate misure di sicurezza

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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