Diffamazione online con recensioni false: come tutelarsi legalmente?
Utente_Roma_6231 · 2 visualizzazioni
Caso di diffamazione tramite pubbliche recensioni che contengono accuse pesanti come "fuffaguru", "ladro" e "truffatore", oltre ad una miriade di informazioni false e diffamatorie. Qui le recensioni: https://it.trustpilot.com/review/www.thomasvettorato.com "Lieta di averlo sconsigliato a diversi colleghi e di aver evitato loro di farsi derubare da un personaggio simile." è contenuta anche questa frase. Danno economico. Abbiamo tutto documentato.
Risposta diretta
Le recensioni contenenti termini come "ladro", "truffatore" e affermazioni false sui fatti configurano il reato di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 c.p., commessa a mezzo internet, con possibilità di agire sia in sede penale che civile per il risarcimento del danno.
Quadro normativo
Il riferimento principale è l'art. 595 del Codice Penale, che punisce chiunque, comunicando con più persone, offende la reputazione altrui. La pubblicazione su piattaforme come Trustpilot integra l'aggravante del mezzo di pubblicità (comma 3), che comporta pene più elevate: reclusione fino a 3 anni o multa. Sul fronte civile, entra in gioco l'art. 2043 c.c. per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale. La frase che invita esplicitamente altri a non affidarsi al soggetto, accompagnata da accuse di furto, rafforza ulteriormente la posizione della vittima, configurando potenzialmente anche un danno da concorrenza sleale ai sensi dell'art. 2598 c.c. se le recensioni distorcono il mercato a danno dell'attività.
Come funziona in pratica
- Raccolta delle prove: conservare screenshot con data, URL completo e, se possibile, perizia informatica che ne attesti l'autenticità e la diffusione
- Identificazione dell'autore: tramite richiesta alle piattaforme (Trustpilot) o, in sede penale, attraverso la Polizia Postale che può richiedere i dati agli ISP
- Querela: presentare querela entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto presso la Procura della Repubblica o la Polizia Postale (competente per reati informatici), allegando tutta la documentazione
- Richiesta di rimozione: contestualmente, inviare diffida formale a Trustpilot per la rimozione dei contenuti, invocando il danno reputazionale documentato
- Azione civile: avviare in parallelo o in seguito un'azione risarcitoria per danno all'immagine, danno economico (calo clientela, contratti persi) e danno non patrimoniale
Cosa conviene fare
- Non rispondere pubblicamente alle recensioni in modo aggressivo: ogni replica va valutata con l'avvocato per non compromettere la posizione processuale
- Quantificare il danno economico già ora: raccogliere prove di contratti persi, calo di fatturato o clienti che hanno citato le recensioni come motivo di rinuncia
- Affidarsi a un avvocato penalista con esperienza in reati informatici per la redazione della querela e per la richiesta di sequestro preventivo delle pagine diffamatorie
- Valutare la tutela d'urgenza civile ex art. 700 c.p.c. per ottenere la rimozione immediata in via cautelare, senza attendere i tempi del processo penale
- Dato che la documentazione è già raccolta, i tempi di azione possono essere molto rapidi: agire entro i 3 mesi dalla pubblicazione è fondamentale per non perdere il termine di querela
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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