Diffamazione sui social e WhatsApp da parte di una cliente: come tutelarsi?
Utente_Vigevano_9765 · 3 visualizzazioni
Avrei bisogno di un avvocato civilista per diffidare e richiedere danni ad una cliente del mio centro estetico che sta diffamando e insultando da 10 giorni su social e messaggi whatsapp. Ha inoltre scritto ad una nostra cliente privatamente. Erano presenti altre clienti presso il nostro centro in data 5/08 quando la signora perché ha aspettato 15 minuti ha cominciato ad inveire ed insultare le clienti presenti proseguendo poi sui social e sms
Risposta diretta
Sì, puoi tutelarti sia penalmente che civilmente: la condotta descritta integra il reato di diffamazione aggravata (art. 595 c.p.) e ti dà diritto a richiedere il risarcimento del danno subìto, incluso il danno all'immagine e alla reputazione del tuo centro estetico.
Quadro normativo
La situazione tocca più norme
- Art. 595 c.p. — Diffamazione: chiunque, comunicando con più persone, offende la reputazione altrui è punibile. La pena è aggravata se il fatto è commesso con il mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità (social network inclusi), con reclusione fino a 3 anni.
- Art. 594 c.p. — Ingiuria (ora depenalizzata, ma rilevante in sede civile): gli insulti diretti in presenza di altri possono fondare una richiesta di risarcimento.
- Art. 2043 c.c. — Responsabilità civile extracontrattuale: chiunque cagioni un danno ingiusto ad altri è tenuto al risarcimento.
- Art. 185 c.p.: la condanna penale obbliga anche al risarcimento del danno.
Come funziona in pratica
- Raccogli le prove subito: screenshot di tutti i post, storie, messaggi WhatsApp e SMS con data e ora visibili. Se i post sono pubblici, fai una copia autentica tramite screenshot con URL visibile o, meglio, tramite un'azione di constatazione notarile per darle valore probatorio pieno.
- Identifica i testimoni: le clienti presenti il 5 agosto possono testimoniare sugli insulti in presenza; chiedi la loro disponibilità.
- Querela per diffamazione aggravata: essendo un reato perseguibile a querela, hai 3 mesi dalla conoscenza del fatto per presentarla. Data l'episodio iniziale del 5 agosto, verifica se il termine è ancora aperto; i fatti continuativi sui social possono spostare la decorrenza.
- Diffida stragiudiziale: tramite un avvocato, puoi inviare immediatamente una lettera di diffida per chiedere la cessazione immediata della condotta e la rimozione dei contenuti diffamatori, con riserva di agire in giudizio.
- Azione civile per danni: in sede civile puoi chiedere il risarcimento del danno all'immagine, del danno economico (es. clienti persi) e del danno morale.
Cosa conviene fare
- Agisci subito: i contenuti online possono essere cancellati in qualsiasi momento; preserva le prove prima di tutto.
- Affidati a un avvocato civilista/penalista: data la sovrapposizione tra profili civili e penali, conviene un professionista che gestisca entrambi i binari.
- Non rispondere pubblicamente alla cliente sui social: qualsiasi reazione pubblica potrebbe essere usata contro di te o attenuare la sua responsabilità.
- Valuta la costituzione di parte civile: se viene aperto un procedimento penale, puoi costituirti parte civile per ottenere il risarcimento direttamente in sede penale.
- Segnala i contenuti alle piattaforme (Instagram, Facebook, ecc.) come contenuto offensivo, in parallelo all'azione legale.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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