Diritto Penale

Rissa per legittima difesa: rischio denuncia e cosa fare subito

Utente_venezia_3959 · 2 visualizzazioni

Quest'uomo, in stato di alterazione, ha verbalmente aggredito e fisicamente spostato mia moglie la nostra bambina di nemmeno 2 anni poiché a suo dire ci stava mettendo troppo tempo ad ordinare da uno stand al Forte Maghera. Quando mia moglie indispettirsi con quest'uomo, in compagnia di un altro individuo, le ho detto di lasciar perdere perché erano grossi, quindi secondo me anche pericolosi. Il mio consiglio era rivolto a mia moglie e mirato ad attenuare la situazione nonostante l'uomo l'avesse insultata e toccata. Quest'uomo però a quel punto mi ha tirato uno schiaffo dicendomi "se no cosa fai?". Purtroppo ho esaurito tutta la mia pazienza e l'ho colpito direttamente al volto provocandogli un livido ed una leggera perdita di sangue sotto l'occhio sinistro. Ho spinto l'uomo tenendogli le mani ferme il più lontano possibile da moglie e figlia piccola mentre i dipendenti del locale le tranquillizzavano e successivamente ci portavano entrambi a parlare con quello che ipotizzo essere il gestore di un altro stand. Il gestore ha confermato che l'individuo fosse una "persona sgradevole" ma dopo alcuni tentativi di calmarlo si è arreso ed ha semplicemente richiesto che la smettessimo di litigare. L'amico dell'uomo si era completamente dileguato. L'uomo continuava a richiedermi i miei dati personali per denunciarmi ed io, non essendo lui un agente di ps e perdipiù l'aggressore, continuavo a rifiutarmi di darglieli. L'uomo mi ha fotografato senza il mio consenso ed è poi scomparso. Successivamente i dipendenti del locale ci hanno fatto accomodare, chiesto come stavamo e si sono assicurati che stessimo bene. Con mio grande stupore, le forze dell'ordine normalmente sempre assenti sono rapidamente comparse, guidate dall'aggressore, per identificarmi. Ho reso la mia versione dei fatti e mostrato loro un documento di identità. Gli agenti poi mi hanno ricordato di "non cedere alle provocazioni" in futuro e si sono dileguati. Nei giorni successivi ho contattato la questura chiedendo se qualcuno avesse sporto denuncia nei miei confronti e mi è stato detto che non era ancora successo ma che non potevano avere la certezza che tutte le denunce fossero sporte presso di loro e che serve un avvocato per controllare se ci siano denunce a mio carico con più certezza. Mi hanno confermato però l'esistenza del "rapporto" di intervento della volante giunta sul posto ad identificarmi su richiesta dell'aggressore ubriaco e/o drogato. Non ho alcuna esperienza precedente di diatribe legali né di colluttazioni fisiche o verbali. Non posso, per ragioni professionali, permettermi carichi pendenti né casellari giudiziali "sporchi" e volevo sapere quali fossero le mie possibilità per impedire l'avvenimento del processo, anche tramite un accordo con l'aggressore o se ci fossero modi per impedire una denuncia o, ancora, se mi convenga sporgere denuncia per primo per arrivare ad una "posizione" migliore al processo nel caso la controparte si dimostrasse irragionevole.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La tua situazione è tutelabile: hai subito un'aggressione fisica (lo schiaffo) dopo che l'uomo aveva già toccato tua moglie e tua figlia. Puoi invocare la legittima difesa e, soprattutto, conviene che tu sporga querela per primo per tutelarti e avere una posizione negoziale più solida.

Quadro normativo

I reati in gioco sono le lesioni personali lievi (art. 582 c.p.), che — se la prognosi è inferiore a 20 giorni — sono procedibili a querela di parte: ciò significa che il processo parte solo se la vittima presenta formale denuncia-querela entro 3 mesi dal fatto. La legittima difesa (art. 52 c.p.) esclude la punibilità quando la reazione è proporzionata all'offesa ingiusta ricevuta. Rileva anche l'aggravante per aver agito in presenza di minori a carico dell'aggressore (D.Lgs. 11/2009). La remissione di querela (art. 152 c.p.) consente di chiudere il procedimento prima della sentenza, se entrambe le parti si accordano.

Come funziona in pratica

  • L'aggressore ha 3 mesi dall'episodio per sporgere querela per lesioni nei tuoi confronti; dopo tale termine decade il diritto
  • Se sporgi tu per primo querela per le lesioni ricevute (lo schiaffo) e per l'aggressione a tua moglie e tua figlia, entri in una posizione paritaria o superiore nella dinamica processuale
  • Con querele reciproche, entrambe le parti hanno interesse a trovare un accordo stragiudiziale con remissione di querela reciproca, che estingue entrambi i reati senza procedimento penale
  • In caso di processo, la legittima difesa è concretamente invocabile: tu hai reagito dopo aver ricevuto uno schiaffo, non hai iniziato tu l'aggressione
  • Il verbale della volante è agli atti e attesta l'intervento su richiesta dell'aggressore, ma non equivale a una denuncia formale
  • Le lesioni lievi non compaiono nel casellario giudiziale se il procedimento si chiude con remissione di querela o proscioglimento

Cosa conviene fare

  • Rivolgiti subito a un avvocato penalista: serve entro i 3 mesi per impostare la strategia, non dopo un'eventuale notifica di avviso di garanzia
  • Sporgi querela presso la Questura di Venezia per le lesioni subite (lo schiaffo) e per l'aggressione a tua moglie e tua figlia: documenta tutto con una dichiarazione scritta dettagliata
  • Raccogli prove: chiedi ai dipendenti del locale di rendersi disponibili come testimoni e verifica l'esistenza di telecamere di sorveglianza (richiesta formale urgente, le immagini vengono sovrascritte in pochi giorni)
  • Non fornire ulteriori dichiarazioni alle forze dell'ordine senza assistenza legale, se dovessero ricontattarti
  • Se l'aggressore propone un accordo, l'avvocato gestirà la remissione di querela reciproca, che è lo strumento ideale per chiudere la vicenda senza lasciare tracce nel casellario

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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