Socio portato in questura senza spiegazioni: cosa fare subito?
Utente_milano_5834 · 1 visualizzazioni
Sono proprietario di un attività ristorante con un socio, oggi in data 21/10/21 un signore è entrato nel locale a minacciare, urlare, e infastidire la clientela al punto che se ne vanno tutti. Di conseguenza ho chiamato subito la polizia che è intervenuta, l'uomo che tra l'altro era ubriaco minacciava anche la polizia urlava forte e cercava sempre di dirigersi verso di noi nel locale, il soggetto abita di sopra al locale. La polizia ha solo incitato il Signore [persona] a casa, e sono arrivati da noi per dire di, chi ha chiamato la polizia, di seguirli per attuare alcune notifiche in commissariato. Tutto ciò a Legnano, di conseguenza è andato il mio socio e adesso hanno preso il mio socio e l'hanno portato alla questura di Milano senza dirgli il motivo e non potevo neanche recarmi in questura di Milano per capire perché hanno preso il mio socio. Io adesso non so cosa fare ho bisogno urgente di un avvocato.
Risposta diretta
Se il tuo socio è stato accompagnato in questura senza che gli venisse comunicato il motivo, potrebbe trovarsi in una situazione di accompagnamento coattivo o fermo di polizia giudiziaria: in entrambi i casi, ha il diritto immediato di essere assistito da un avvocato.
Quadro normativo
L'art. 349 del Codice di Procedura Penale consente alla polizia di accompagnare una persona in ufficio per accertarne l'identità, ma solo per un massimo di 12 ore (prorogabili a 24 con convalida del PM). Il fermo di indiziato di delitto (art. 384 c.p.p.) richiede invece precisi presupposti: gravi indizi di reato e pericolo di fuga. In ogni caso, l'art. 104 c.p.p. garantisce il diritto all'assistenza difensiva dal momento dell'arresto o del fermo.
Come funziona in pratica
- La polizia può accompagnare chiunque in questura per identificazione, ma deve comunicarlo chiaramente e rilasciare la persona entro i termini di legge
- Se il socio è stato trattenuto oltre l'identificazione, potrebbe essere indagato per qualcosa (forse in relazione all'incidente nel locale) o essere stato sentito come persona informata sui fatti
- Senza un avvocato presente, il socio non è obbligato a rispondere a domande che lo riguardino come indagato: ha il diritto al silenzio tutelato dall'art. 64 c.p.p.
- La questura di Milano non è tenuta a informare i terzi (neanche i familiari o soci) del motivo del trattenimento, ma deve farlo sapere all'interessato
Cosa conviene fare
- Contatta immediatamente un avvocato penalista e chiedigli di recarsi alla Questura di Milano per assistere il socio: è un diritto esercitabile in qualsiasi momento
- Chiedi all'avvocato di verificare se il socio è indagato, in stato di fermo o semplicemente convocato come testimone
- Nel frattempo, non rilasciare dichiarazioni né alla polizia né a terzi sull'accaduto senza consulenza legale
- Raccogli prove dell'incidente: video di sorveglianza del locale, nomi di clienti presenti come testimoni, il numero del verbale dell'intervento della polizia
- Se il socio viene rilasciato, chiedi copia di qualsiasi verbale firmato: ha il diritto di non firmare nulla senza prima consultare un avvocato
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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