Cartella AE su vendita immobile sottovalutata: come ridurre il debito residuo?
Utente_roma_9673 · 1 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato tributarista che mi indichi possibili soluzioni considerata la situazione. nel 2015 vendevo un locale commerciale ad un prezzo molto più basso del prezzo di acquisto, causa congiuntura economica ed una situazione personale che mi aveva visto perdere i propri genitori nell'arco di 2 anni. nel novembre 2016 la AE rettificava e liquidava maggiori imposte di registro, per l'anno 2015 nel 2017 mi vedevo consegnare una cartella di pagamento da parte dell'AE in cui si pretendevano €10.685,85 per una valore dichiarato in atto (€ 45.000) rispetto a quello da loro calcolato (€ 87.500), non giudicando congruo il prezzo della cessione con il valore venale dei beni oggetto del trasferimento ai sensi degli art. 51 e 52 del Dpr 131/86. ad aprile 2017, susseguentemente l'arrivo della cartella, il commercialista dell'acquirente (dott. [persona]) faceva ricorso alla commissione tributaria ad agosto 2019, inviavo lettera tramite il dott.Riccomagno, attestante "principio: l'annullamento della pretesa tributaria ottenuto dal condebitore opponente esplica i suoi effetti verso tutti i condebitori rimasti processualmente inerti" il 14/11/2019 ottenevo lo sgravio parziale per estensione del giudicato ai sensi ex art. 1306 comma 2 c.c.- Liquidazione su sentenze CTP /24/18 dep. 9/7/2018.passando alla pretesa di € 6.090,28 Considerando che: mi è stato detto che in tali circostanze si risponde in solido l'acquirente è una signora [persona] 90 anni ed un tentativo bonario d'accordo sul debito è impossibile Sono a chiedere quali possibili soluzioni alternative ci sono oltre quella di farmi carico di un rateizzo insostenibile, per il quale non riceverei collaborazione dall'acquirente. Ferma restando l'assurdità per cui devo pagare per un prezzo minore, causa congiuntura economica etc.. Oltre il danno anche la beffa?
Risposta diretta
Il debito residuo di €6.090,28 è reale e attualmente esigibile, ma esistono diverse strade percorribili per ridurlo ulteriormente, dilazionarlo o contestarlo. La situazione è gestibile, ma richiede l'intervento tempestivo di un avvocato tributarista o di un commercialista esperto in contenzioso fiscale.Quadro normativo
La vicenda ruota attorno agli artt. 51 e 52 del DPR 131/1986 (Testo Unico Imposta di Registro), che consentono all'AE di rettificare il valore dichiarato in atto quando ritiene non congruo il prezzo rispetto al VALORE VENALE DEL BENE. Il precedente giudicato favorevole all'acquirente ha già operato in suo favore grazie all'art. 1306 comma 2 c.c. sulla SOLIDARIETÀ PASSIVA, riducendo il debito da €10.685 a €6.090. Questo è già un risultato importante.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
La priorità assoluta è verificare subito se la cartella rientra in qualche definizione agevolata ancora aperta: sarebbe la soluzione più vantaggiosa perché elimina sanzioni e interessi. In parallelo, valuti l'istanza in autotutela documentando il contesto economico del 2015 (prezzi OMI dell'epoca, perizie di mercato). Se nessuna di queste strade porta risultati, la rateizzazione a 120 rate rimane comunque sostenibile su un importo relativamente contenuto. Eviti di ignorare le comunicazioni dell'AE-Riscossione: i mancati pagamenti generano ulteriori interessi e possono portare a pignoramenti.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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