Diritto Immobiliare

Preliminare compravendita: sfratto e caparra

Utente_bergamo_9151 · 255 visualizzazioni

La comunicazione é arrivata con raccomandata AR oggi é sono intimato dal legale del proprietario della casa a sloggiare entro fine maggio 2020. Abito in questa casa da 10 anni ho sempre pagato affitto, ultimo pagamento marzo 2020. Dopo 5 anni di affitto ho ricevuto proposta di acquistare appartamento dal proprietario che è anche il costruttore. Quindi allo scadere dei primi 5 anni di affitto abbiamo chiuso quel contratto iniziale di affitto e ne abbiamo stipulato uno di compravendita. Di comune accordo si é deciso il rogito dopo 5 anni da questo preliminare. Ho versato una caparra alla stipula con assegno di € 15.000,00 incassato dal proprietario. Nei 5 anni passati ho pagato € 500 mese come caparra insieme dell'assegno di cui sopra. Il tutto come da preliminare, solo che ho avuto difficoltà ad onorare impegno, ho chiesto tempo e sono stato diffidato a rogitare il 20 maggio 2020. Non sono riuscito ad ottenere un mutuo per la somma mancante a saldo dell'acquisto. E oggi ho ricevuto la suddetta comunicazione. La mia situazione economica é la seguente, lavoro solo io con uno stipendio da operaio, che durante il covid-19 Si é ridotto. Sono stato a casa dal lavoro dal 12 marzo al 13 aprile per malattia. Il nucleo familiare é composto da me, mia moglie e mio figlio. Lavoro solo io. In questo momento sono in difficoltà economica, ho chiesto ed ottenuto qualche aiuto una tantum con il decreto salva italia, ma non riesco, ne a liberare appartamento così pesto, ne sono in condizioni economiche da poter pagare un altro appartamento in affitto. Volevo sapere come oppormi a questa intimazione e se posso avvalermi del diritto di assegnazione di una casa popolare. Nel frattempo posso pagare il proprietario circa € 300 al mese contro i € 500 che pagavo prima per la caparra. In modo tale da non avere ulteriore richieste di danni e per giustificare l'occupazione della casa. In fine vorrei sapere se posso godere di una assistenza legale convenzionata e che non mi costi troppo, grazie. Resto in attesa di riscontri, saluti.

Risposta diretta

Una lettera del legale del proprietario non equivale a un provvedimento del tribunale. Non puoi essere fisicamente costretto a lasciare l'immobile senza una sentenza o un decreto giudiziale. Hai diritti concreti da far valere, specialmente considerando le somme già versate.

Quadro normativo

Il contratto preliminare di compravendita è disciplinato dall'art. 1351 del Codice Civile. La caparra da te versata è quasi certamente una CAPARRA CONFIRMATORIA (art. 1385 c.c.): in caso di inadempimento del compratore, il venditore può ritenere la caparra oppure scegliere di agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno. Tuttavia, se le somme versate da te sono sproporzionate rispetto al danno reale, un giudice può ridurre le conseguenze. Esiste anche la possibilità, prevista dall'art. 2932 c.c., di chiedere al tribunale l'ESECUZIONE IN FORMA SPECIFICA del preliminare, ossia che il giudice ordini il trasferimento della proprietà anche in mancanza di accordo. Per il gratuito patrocinio si applica il DPR n. 115/2002 (Testo Unico sulle spese di giustizia).

Come funziona in pratica

  • L'intimazione ricevuta è un atto stragiudiziale: pone una scadenza, ma per sfrattarti davvero il proprietario deve avviare una causa civile e ottenere un provvedimento esecutivo. Questo richiede tempo e passaggi formali.
  • Tu hai versato complessivamente circa 45.000 euro (€15.000 di caparra iniziale più €500 al mese per 60 mesi). Queste somme non possono essere ignorate: incidono fortemente sulla valutazione del danno e sull'eventuale accordo.
  • Durante il periodo dell'emergenza COVID-19 (primavera 2020), i Decreti Legge Cura Italia e successivi avevano previsto la sospensione di alcuni procedimenti esecutivi e di rilascio degli immobili. Verifica con un avvocato se quella normativa fosse applicabile alla tua situazione.
  • Pagare €300 al mese senza un accordo scritto non ti tutela automaticamente: potrebbe essere interpretato come acconto su debiti pregressi o come un pagamento senza titolo. Non è sufficiente da solo a fermare le pretese del proprietario.
  • Cosa conviene fare

    a. Non lasciare l'immobile volontariamente prima di aver consultato un avvocato: farlo potrebbe indebolire la tua posizione. b. Raccogli e conserva TUTTA la documentazione: preliminare firmato, ricevute dei pagamenti mensili, assegno della caparra iniziale, comunicazioni scritte col proprietario. c. Rispondi formalmente alla lettera del legale, anche solo per prendere tempo e dichiarare la tua disponibilità a trattare. d. Chiedi immediatamente di accedere al GRATUITO PATROCINIO: se il tuo reddito familiare è sotto la soglia prevista dalla legge (all'epoca circa €11.746 annui), hai diritto a un avvocato pagato dallo Stato. Fai domanda all'Ordine degli Avvocati di Bergamo. e. Per la casa popolare, rivolgiti all'ALER Bergamo o all'Ufficio Casa del Comune: i requisiti includono residenza, reddito basso e assenza di altri immobili.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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