Diritto Immobiliare

Cauzione affitto non restituita: il proprietario può trattenere il canone del box auto?

Utente_como_5911 · 1 visualizzazioni

Sono affittuario di un appartamento da giugno 2018 in regime di cedolare secca e a seguito di trasferimento all'estero per motivi di lavoro ho dato preavviso al proprietario durante il mese di Agosto. Essendo il contratto in regime di cedolare secca, il preavviso ha durata di 6 mesi, con scadenza nel mese di febbraio 2020. Il canone di affitto è di 880 Euro mensili, che comprendono sia l'appartamento che il box auto. La cauzione è di 3 mensilità, quindi 2640 Euro. Nel frattempo il proprietario ha trovato un nuovo inquilino a partire dal 01.11.2019 solo per l'appartamento e non per il box auto, per un canone di 700 Euro. Il proprietario, nel calcolo per restituirmi la cauzione, ha deciso di addebitarmi la parte del canone relativa al box auto per i mesi di novembre, dicembre, gennaio, e febbraio, 180 Euro al mese (la differenza fra il mio canone totale di 880 Euro e il canone del nuovo inquilino che ha preso in affitto solo l'appartamento - 700 euro) più relative spese condominiali, quantificate in 44 euro totali. Dato che il mio contratto è un contratto unico, comprensivo di appartamento + box auto e non è specificato nessun importo separatamente fra le due unità, e il proprietario ha trovato un subentro, anche se solo per l'appartamento, io personalmente ritengo che il proprietario non sia autorizzato a trattenere le 4 mensilità relative al box auto, perché per far partire il nuovo contratto di locazione da novembre deve terminare il mio contratto, anche se questo comprende appartamento più box. Se la mia opinione fosse confermata da un vostro parere legale, vorrei sapere quali sono le possibilità che ho di procedere per vie legali nei confronti del proprietario per recuperare la cauzione residua, e cioè 720 euro di canone che lui attribuisce (credo illegalmente) al box e le relative spese condominiali da lui quantificate in 44 euro.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La sua posizione è fondata. Con un contratto di locazione unitario che comprende appartamento e box auto a un canone globale di 880 Euro, il proprietario non ha il diritto di scindere unilateralmente le due componenti per addebitarle separatamente. Esistono concrete possibilità di recuperare i 764 Euro trattenuti (720 Euro di canone + 44 Euro di spese).

Quadro normativo

Il contratto di locazione si presume unitario quando copre più unità immobiliari a un canone complessivo senza distinzione tra le parti (principio desumibile dagli artt. 1362 e seguenti del CODICE CIVILE sull'interpretazione del contratto). Non essendo specificato alcun importo separato per il box, il contratto va interpretato come un tutt'uno inscindibile. Inoltre, il principio generale del DIVIETO DI CUMULO DI INDENNIZZI (art. 1591 c.c.) impedisce al locatore di percepire contemporaneamente il canone dal nuovo inquilino e una differenza a carico del vecchio per lo stesso periodo e per lo stesso immobile.

Come funziona in pratica

Accettando un nuovo inquilino a partire dal 1° novembre 2019, il proprietario ha di fatto acconsentito alla cessazione anticipata del contratto originario, sostituendolo con uno nuovo. Da quel momento non può pretendere ulteriori somme dal vecchio conduttore per voci riferite allo stesso immobile, nemmeno per la parte del box. Se avesse voluto mantenere attivo il suo diritto al canone pieno fino a febbraio 2020, non avrebbe dovuto stipulare un nuovo contratto prima di tale data. Scegliendo di farlo, ha implicitamente rinunciato alla pretesa sul differenziale.

Cosa conviene fare

  • Inviare immediatamente una LETTERA DI DIFFIDA tramite raccomandata A/R al proprietario, esponendo le ragioni giuridiche sopra descritte e intimando la restituzione dei 764 Euro entro 15 giorni.
  • Se il proprietario non risponde o rifiuta, prima di adire il giudice è obbligatoria la MEDIAZIONE OBBLIGATORIA ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. 28/2010, che si applica alle controversie in materia di locazione. Il tentativo di mediazione può svolgersi presso un organismo accreditato a Como o online.
  • In caso di mediazione fallita, la causa va incardinata davanti al GIUDICE DI PACE DI COMO, competente per controversie fino a 5.000 Euro. Per 764 Euro il procedimento è relativamente snello e i costi contenuti.
  • Conservi tutta la documentazione: il contratto originario, le comunicazioni di disdetta, le ricevute di pagamento e qualsiasi messaggio o email in cui il proprietario riconosce di aver trovato un nuovo inquilino da novembre.
  • Da evitare: non accetti soluzioni parziali senza riserva scritta, altrimenti potrebbe risultare che ha rinunciato alla differenza.


    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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