Padre non sposato: diritti sul figlio e casa inadeguata cosa fare?
Utente_palermo_9054 · 0 visualizzazioni
Vivo in una situazione molto disagiata, sono papà da 1 mese e poco più, la mia compagna mi obbliga a dormire in un divano con mio figlio a casa della sorella perché casa dei suoi e in piena ristrutturazione da più di un mese, noi dormiamo in un divano in una stanza piccola che è anche soggiorno e dove insieme ai suoi pranziamo e ceniamo, ho chiesto più volte al mia compagna d andare a vivere per conto nostro ma lei sa benissimo che la legge non può opporsi alle esigenze della madre e per questo mi ha in pugno. Vivo ogni giorno sotto pressione da parte sua e di sua madre, non ho privacy , ho i miei vestiti in un sacco e quel che peggio non posso avere un po' di privacy con la mia compagna se non a tarda ora quando finisco di lavorare e ho poco tempo anche per dormire sempre se riesco a farlo. La casa dei suoi come dicevo e in piena ristrutturazione ha molto problemi a cominciare dalla umidità e dalle infiltrazioni d'acqua, quando piove l'acqua piovana entra anche in cucina e nella cameretta dove abbiamo dormito non vi sono finestre e i muri della casa sono neri e alcune stanze prive di finestre. Ho detto espressamente che avrebbero dovuto sistemare la casa molto tempo prima perché il bambino non sarebbe mai venuto a dormire in una casa così ,e non pensarci dopo 9 mesi di gravidanza e vivere nella situazione in cui vivo con mio figlio di divano, sua sorellq e suo cognato nella casa dove siamo appoggiati al momento ci hanno lasciato solo questo buco di stanza e non la loro camera da letto. Inoltre informo che l mia compagna ha dei problemi che non penso siano diagnosticati, in quanto mi crea problemi giornalmente ogni qual volta che io devo prepararmi per il lavoro, problemi dovuti alla gelosia ossessiva convulsiva di cui anche la madre ha, Lo scorso anno prima appena saputo dell'arrivo di nostro figlio cercavo lavoro disperatamente ma trovandomi in una città come Palermo ove il lavoro e un tabù, dopo mille discorsi e la disoccupazione che stava per finire abbiamo deciso che io dovessi partire, ho avuto una proposta a Ravenna e quando sono partito lei mi ha lasciato infamandomi personalmente con delle accuse pesanti e poi sui social e con tutti i suoi parenti, la situazione lo richiedeva un figlio era in arrivo e lei ha avuto la bella idea di dirmi che ero morto dopo essere salito sulla nave. Lei sarebbe venuta con me, mla sua famiglia non ha voluto farla partire un po' anche perché il suo carattere e chiuso e fatica a relazionarsi con latte persone e socializzare senza vedere uno spiraglio di positività in nessuno. Sono sceso e lasciato il lavoro xké se no nn mi avrebbe fatto vedere mio figlio e ancora oggi che vivo in un situazione disagiata continua la stessa tiritera e sua madre e semrpe lì dietro la porta ad ascoltare tutte le nostre discussioni, entra e da la colpa a me quotidianamente nche quando la figlia offende con parole tipo: porco, magnaccio, figlio di puttana, puttaniere e che il suo ex E meglio di me. Adesso ho trovato impiego temporaneo per pochi mesi come portiere e addetto ai servizi fiduciari ma lei mi mette sempre i bastoni fra le ruote e cerca di provocarmi facendomi scappare via dal posto dove ci troviamo. Ha sentore di tradimento continuo e mi mette le strette in continuazione e mette me in una situazione d a dover dubitare della sua maturità e fiducia che non ho più. Qualcuno mi aiuti.
Risposta diretta
Come padre riconosciuto hai pieno diritto di esercitare la RESPONSABILITÀ GENITORIALE su tuo figlio e di richiedere al Tribunale una regolamentazione formale dell'affido, dell'abitazione del bambino e dei tuoi tempi di presenza, indipendentemente dalla volontà della tua compagna o di sua madre.Quadro normativo
I diritti e i doveri dei genitori non coniugati sono disciplinati dall'articolo 337-ter del Codice Civile, introdotto dal D.Lgs. 154/2013, che garantisce il PRINCIPIO DI BIGENITORIALITÀ: il figlio ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Nessuno può impedire questo diritto unilateralmente. Le condizioni abitative che descrivi (umidità, muffe, mancanza di finestre, infiltrazioni) possono inoltre rilevare ai sensi degli articoli 330 e 333 c.c., che consentono al giudice di intervenire quando l'ambiente in cui vive il minore ne compromette la salute e lo sviluppo.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
a. Documenta tutto: salva i messaggi, annota date e circostanze delle offese e dei comportamenti ostruttivi, scatta fotografie delle condizioni dell'abitazione (muffe, finestre assenti, infiltrazioni).b. Rivolgiti quanto prima a un avvocato specializzato in diritto di famiglia per depositare un RICORSO IN VIA D'URGENZA al Tribunale: con un neonato coinvolto, i giudici danno priorità a questi procedimenti.
c. Evita di abbandonare la situazione o di allontanarti volontariamente senza una regolamentazione giudiziaria: potresti rischiare che l'assenza venga usata contro di te.
d. Considera di contattare i SERVIZI SOCIALI del Comune per segnalare le condizioni dell'alloggio: non è un atto ostile, ma una tutela per tuo figlio.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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