Diritto di Famiglia

Affidamento: padre non rispetta i giorni

Utente_Anonimo_4547 · 58 visualizzazioni

Il mio ex marito non rispetta i giorni nei quali deve tenere le nostre figlie, mi ha comunicato che non terrà le figlie nei giorni del 14/15/16 agosto, nonostante lo scorso anno abbia fatto lo stesso e non ha preso le figlie nei giorni indicati per due settimane. Spesso non rispetta gli orari o i giorni senza comunicarmi niente e me lo fa comunicare dalle nostre figlie.

Risposta diretta

Se il tuo ex marito non rispetta sistematicamente i giorni di affidamento stabiliti dal giudice o dall'accordo di separazione, stai subendo una violazione di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, e hai strumenti concreti per tutelarti e tutelare le tue figlie.

Quadro normativo

I provvedimenti sull'affidamento dei figli sono vincolanti per entrambi i genitori. L'inosservanza reiterata può configurare il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice ai sensi dell'art. 388 c.p., oltre a costituire un grave inadempimento rilevante in sede civile. Il Codice Civile (artt. 337-bis e seguenti) prevede che il giudice possa modificare le condizioni di affidamento o adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti del genitore inadempiente. Inoltre, l'art. 709-ter c.p.c. consente al tribunale di irrogare sanzioni specifiche in caso di violazione degli accordi sull'affidamento.

Come funziona in pratica

  • Documentare tutto: annota ogni episodio con data, ora e modalità (es. comunicazione tramite le figlie), conserva messaggi, email o qualsiasi prova scritta delle mancate presenze
  • Diffida stragiudiziale: tramite un avvocato, puoi inviare una lettera di diffida formale all'ex marito che attesta le violazioni e lo avverte delle conseguenze legali
  • Ricorso al Tribunale per i Minorenni o al Tribunale ordinario (a seconda del tipo di procedimento in corso): puoi chiedere l'applicazione dell'art. 709-ter c.p.c., che prevede sanzioni come l'ammonimento, il risarcimento del danno al genitore leso e ai figli, o il pagamento di una somma a titolo di penale
  • Modifica delle condizioni: se il comportamento è abituale, puoi chiedere la revisione del regime di affidamento o delle modalità di visita, anche riducendo o strutturando diversamente i periodi assegnati al padre
  • Denuncia penale: nei casi più gravi o reiterati, è possibile sporgere denuncia per il reato previsto dall'art. 388 c.p.

Cosa conviene fare

  • Inizia subito a raccogliere prove scritte: chiedi all'ex di comunicarti sempre per iscritto (SMS, WhatsApp, email) eventuali cambiamenti, così hai traccia di ogni inadempienza
  • Non rispondere a comunicazioni fatte tramite le figlie: spiega alle bambine che queste comunicazioni devono avvenire tra adulti, e insisti su questo punto anche in sede legale (è un comportamento dannoso per i minori)
  • Rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto di famiglia il prima possibile per valutare un ricorso ex art. 709-ter c.p.c.: è lo strumento più rapido ed efficace in questi casi
  • Prepara un diario degli episodi, includendo le date del passato agosto e quelle dell'anno scorso: la sistematicità delle violazioni rafforza la tua posizione davanti al giudice

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

DOMANDE DI FOLLOW-UP

💬 Utente_Anonimo_5042

Posso chiedere un aumento del pagamento mensile in quanto con 330 euro non ci faccio niente con una figlia di 11 anni e una di 18

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash

Risposta diretta

Puoi agire su due fronti contemporaneamente: chiedere al giudice sanzioni per l'inadempimento del padre rispetto ai giorni di affidamento, e presentare un ricorso per la revisione dell'assegno di mantenimento se le condizioni economiche o le esigenze delle figlie sono cambiate.

Quadro normativo

Per il mancato rispetto dei giorni di affidamento si applica l'art. 709-ter del Codice di Procedura Civile, che consente al giudice di irrogare sanzioni pecuniarie, ammonimenti formali e persino il risarcimento del danno a favore dei minori o del genitore leso. Per la modifica dell'assegno di mantenimento, il riferimento è l'art. 710 c.p.c. (separazione) o l'art. 9 della Legge 898/1970 (divorzio), che permettono di chiedere la revisione delle condizioni ogni volta che le circostanze siano mutate in modo significativo.

Come funziona in pratica

  • Documentare tutto: tieni un diario scritto con date e orari in cui il padre non si è presentato o ha comunicato l'assenza tramite le figlie. Conserva messaggi, screenshot e qualsiasi prova.
  • Ricorso ex art. 709-ter: il tuo avvocato può depositare un ricorso urgente al Tribunale per ottenere un provvedimento sanzionatorio. Il giudice può condannare il padre a pagare una somma e, nei casi gravi o reiterati, può modificare le condizioni di affidamento.
  • Ricorso per revisione del mantenimento: devi dimostrare che le esigenze delle figlie sono aumentate (crescita, spese scolastiche, attività) o che la situazione economica del padre è migliorata. I €330 mensili per due figlie di 11 e 18 anni sono generalmente considerati molto bassi dai tribunali.
  • Figlia maggiorenne: il mantenimento per la figlia di 18 anni continua finché non raggiunge l'indipendenza economica, quindi ha pieno diritto all'assegno.

Cosa conviene fare

  • Raccogli le prove subito: salva tutti i messaggi in cui il padre comunica che non prenderà le figlie, anche quelli inviati dalle bambine.
  • Contatta un avvocato specializzato in diritto di famiglia: i due ricorsi possono essere depositati in modo coordinato per maggiore efficacia.
  • Non accettare accordi informali: ogni variazione ai giorni di affidamento va comunicata e concordata tra adulti per iscritto, non tramite le figlie.
  • Valuta una richiesta di modifica dell'affidamento: il comportamento reiterato e documentato del padre potrebbe portare il giudice a ridurre i suoi giorni di affidamento o ad aumentare le tutele a tuo favore.

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

💬 Utente_Anonimo_8795

Lui ha fatto in modo di fare il divorzio dichiarando che aveva una casa in affitto e che non poteva dare di più di mantenimento, ma appena firmato il divorzio, ha lasciato la casa e si è trasferito dalla compagna senza dire niente.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash

Risposta diretta

Il mancato rispetto sistematico dei giorni di affidamento da parte del padre costituisce una violazione del provvedimento giudiziale e può essere sanzionato sia in sede civile che penale. Inoltre, se durante il divorzio ha dichiarato il falso sulla propria situazione economica, è possibile chiedere la revisione del mantenimento.

Quadro normativo

Le norme applicabili al caso sono due

  • Art. 709-ter c.p.c. — consente al giudice, su ricorso del genitore leso, di adottare provvedimenti sanzionatori contro chi viola gli obblighi di affidamento: ammonimento, condanna al pagamento di una somma a favore del genitore o dei figli, e persino la modifica delle condizioni di affidamento.
  • Art. 388 c.p. — prevede il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice: chi si sottrae agli obblighi imposti in materia di affidamento rischia la reclusione fino a 3 anni.
  • Art. 710 c.p.c. e art. 9 L. 898/1970 — consentono di chiedere la revisione delle condizioni economiche del divorzio se la situazione patrimoniale dell'ex coniuge è mutata rispetto a quanto dichiarato in sede di giudizio.

Come funziona in pratica

  • Il giudice che ha emesso il provvedimento di affidamento resta competente per le violazioni: si presenta ricorso allo stesso Tribunale
  • Le violazioni vanno documentate con precisione: messaggi, comunicazioni delle figlie, date e orari non rispettati (tenere un diario scritto)
  • Il fatto che il padre comunichi i cambiamenti tramite le figlie minori è già di per sé un comportamento rilevante, in quanto scarica su di loro un peso che non spetta loro
  • Se dopo il divorzio il padre ha cambiato abitazione e convive con la compagna, le sue spese di vita si sono probabilmente ridotte: ciò può giustificare un ricorso per la revisione al rialzo dell'assegno di mantenimento
  • Per il profilo penale (art. 388 c.p.) è necessario presentare querela presso la Procura della Repubblica

Cosa conviene fare

  • Raccogliere tutte le prove delle violazioni: screenshot di messaggi, date certe, testimonianze (anche delle figlie se opportuno e con le dovute cautele)
  • Diffidare formalmente l'ex marito tramite lettera raccomandata o PEC di un avvocato, citando le norme violate
  • Presentare ricorso ex art. 709-ter c.p.c. al Tribunale per chiedere sanzioni e, se il comportamento persiste, la modifica delle condizioni di affidamento
  • Valutare la querela penale per il reato di cui all'art. 388 c.p., specialmente se il comportamento è reiterato
  • Avviare un procedimento di revisione del mantenimento, producendo prove del cambio di situazione economica (nuovo domicilio, convivenza, redditi non dichiarati durante il divorzio)

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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