Diritto di Famiglia

Affidamento revocato: riottenere la custodia

Utente_Anonimo_9644 · 24 visualizzazioni

Mi hanno tolto l affidamento condiviso nel 2021 dovuto a un tso come faccio a ottenere di nuovo l affido condiviso

Risposta diretta

Sì, è possibile riottenere l'affidamento condiviso anche dopo che è stato revocato a causa di un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Il presupposto fondamentale è dimostrare al Tribunale che le condizioni che avevano giustificato la revoca sono venute meno.

Quadro normativo

La disciplina è contenuta negli articoli 337-ter e 337-quater del Codice Civile, che regolano l'affidamento dei figli. In base a questi articoli, l'affidamento condiviso è la regola generale, e può essere derogato solo nell'interesse superiore del minore. L'articolo 337-quinquies prevede espressamente che i provvedimenti sull'affidamento possono essere sempre modificati se cambiano le circostanze. Il procedimento si attiva con un ricorso per modifica delle condizioni di affidamento davanti al Tribunale per i Minorenni (o al Tribunale ordinario, a seconda di come era stata trattata la causa originaria).

Come funziona in pratica

  • Raccogliere la documentazione medica: serve dimostrare che la condizione di salute mentale che aveva portato al TSO è stabilizzata o risolta. Cartelle cliniche, certificati dello psichiatra curante, relazioni dei servizi di salute mentale territoriali (CSM) sono fondamentali
  • Verificare il tempo trascorso: dal 2021 sono passati diversi anni — questo è un elemento positivo, poiché mostra stabilità nel tempo
  • Predisporre una relazione aggiornata: il giudice valuterà la situazione attuale, non solo quella passata. Un professionista (psichiatra o psicologo) che attesti le attuali capacità genitoriali rafforza enormemente la posizione
  • Presentare il ricorso: il ricorso viene depositato al tribunale competente, che può disporre una CTU (Consulenza Tecnica d'Ufficio) affidata a uno psicologo per valutare le capacità genitoriali di entrambi i genitori
  • Ascolto del minore: se il figlio ha almeno 12 anni (o anche meno se capace di discernimento), il giudice ne ascolterà il punto di vista

Cosa conviene fare

  • Rivolgersi subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia: i tempi e le modalità del ricorso sono cruciali e un errore procedurale può ritardare tutto
  • Farsi seguire ancora dal CSM o da uno specialista privato: avere un medico che ti conosce e può redigere una relazione dettagliata è uno degli strumenti più efficaci
  • Non agire da solo al di fuori del tribunale: eventuali accordi informali con l'altro genitore non hanno valore legale e non modificano i provvedimenti in vigore
  • Raccogliere prove della relazione con i figli: messaggi, foto, attestazioni di insegnanti o altri adulti che testimoniano il legame affettivo possono essere utili in udienza
  • Valutare una mediazione familiare: in alcuni casi, un percorso di mediazione può accelerare i tempi e facilitare un accordo condiviso da portare poi all'omologa del giudice

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

Hai un'altra domanda?

Hai una questione familiare?

Ti mettiamo in contatto con un avvocato specializzato in Diritto di Famiglia della tua zona per tutelare i tuoi diritti. Invia il tuo caso: la prima valutazione è gratuita.

Stai affrontando una questione familiare?

Scrivici, ti mettiamo in contatto con il miglior avvocato nella tua zona in poche ore.

Minimo 80 caratteri0 / 80
Avvocati verificati
50.000+ clienti aiutati

Stai cercando un Avvocato?

AvvocatoFlash ha aiutato oltre 50.000 persone come te nel 2026.

Da oggi con AvvocatoFlash puoi fare video conferenze con gli Avvocati e firmare i tuoi documenti legali senza uscire di casa

Contattaci per risolvere il tuo problema legale

Hai bisogno di un Avvocato?

Oltre 50.000 utenti hanno già provato AvvocatoFlash