Diritto della Privacy

Rimborso viaggio e molestie: come tutelarsi?

Utente_Anonimo_2237 · 8 visualizzazioni

Buonasera, avrei bisogno di un parere legale su una situazione. Avevo organizzato un viaggio con un conoscente. Le prenotazioni degli hotel erano tutte intestate a me, effettuate con il mio account Booking e la mia carta di pagamento. Lui mi aveva inviato un bonifico di 145 € come contributo per la sua quota degli hotel. Circa 5 giorni prima della partenza, per motivi personali gravi, ho comunicato che non sarei più partita e ho cancellato le prenotazioni, a seguito di sue minacce ed insulti per questo cambio di programma, perché non me la sentivo di lasciare prenotazioni a nome mio/ carta mia dopo le cose che mi ha detto e il suo comportamento. Ho inviato integralmente i 145 € ricevuti da lui per (la sua parte) gli hotel tramite bonifico. Nonostante ciò, ha iniziato ad * insultarmi ripetutamente in chat privata; * minacciarmi dicendo che mi avrebbe denunciata e che mi avrebbe fatto contattare dal suo avvocato; * sostenere che dovrei pagargli anche eventuali nuovi hotel che prenoterà; * scrivere di me in un gruppo WhatsApp invitando gli altri a stare lontani da me (persone che hanno dato ragione a me, perché gli imprevisti possono succedere e l’unica che ha perso i soldi del volo sono io.) * contattare la mia migliore amica raccontandole la vicenda e sostenendo che gli dovrei 250 €, nonostante il bonifico ricevuto da lui sia di 145 €. Ho conservato: * chat; * screenshot; * registro chiamate; * bonifico ricevuto; * ricevuta del rimborso che sto effettuando. Vorrei capire: 1. Se, una volta restituiti i 145 €, possa realmente pretendere altre somme (ad esempio il costo di nuovi hotel che deciderà di prenotare). 2. Se fossi tenuta a consegnargli la fattura o la conferma delle prenotazioni intestate a me, contenenti miei dati personali, perché ho paura dato che mi ha augurato la morte e alluso a minacce tipo “me ne occupo io di te vedi” 3. Se il suo comportamento (insulti, messaggi a terzi e pubblicazione nel gruppo WhatsApp) possa avere qualche rilevanza giuridica e come posso tutelarmi. Grazie a chi potrà darmi un parere.

Risposta diretta

Avendo restituito integralmente i 145 € ricevuti, non devi nulla. Le ulteriori richieste economiche sono prive di qualsiasi fondamento legale, e il comportamento del tuo conoscente — insulti, minacce e messaggi a terzi — può avere rilevanza penale.

Quadro normativo

La situazione tocca più norme. Sul piano civile, il contratto informale tra voi si è estinto con il rimborso integrale: nessun obbligo residuo. Sul piano penale:

  • Art. 612 c.p. (minaccia): le frasi del tipo "me ne occupo io di te" e gli auguri di morte configurano il reato di minaccia grave;
  • Art. 595 c.p. (diffamazione): scrivere di te nel gruppo WhatsApp attribuendoti comportamenti scorretti davanti a terzi è diffamazione, aggravata dalla comunicazione con più persone;
  • Art. 612-bis c.p. (atti persecutori): se le molestie proseguono nel tempo causandoti ansia o timore, si può configurare lo stalking.

Come funziona in pratica

  • I 145 € sono già saldati: non esiste alcun obbligo di rimborsare hotel che lui deciderà di prenotare autonomamente in futuro. Quei costi sono una sua scelta libera, non una conseguenza a te imputabile;
  • Le prenotazioni intestate a te non devi condividerle: contengono tuoi dati personali e, viste le minacce ricevute, hai tutto il diritto di non divulgarle. Nessuna norma ti obbliga a consegnare documenti con i tuoi dati a una persona che ti ha minacciata;
  • Le 250 € che sostiene di dovergli non hanno base: il bonifico era di 145 € e tu lo hai restituito integralmente, come dimostrano le ricevute in tuo possesso;
  • I messaggi al gruppo WhatsApp e alla tua amica sono potenzialmente diffamatori se contengono affermazioni false o distorte sui fatti.

Cosa conviene fare

  • Conserva tutto: chat, screenshot, registro chiamate, ricevute dei bonifici — hai già fatto bene. Sono le prove fondamentali;
  • Non rispondere agli insulti: ogni tua reazione potrebbe essere usata contro di te; il silenzio documentato è più efficace;
  • Invia una diffida scritta (anche via raccomandata o PEC) in cui comunichi che il debito è estinto, che cessi immediatamente le molestie e che in caso contrario presenterai denuncia;
  • Presenta una denuncia-querela presso i Carabinieri o la Polizia per minaccia e diffamazione: le prove che hai raccolto sono più che sufficienti per avviare il procedimento;
  • Rivolgiti a un avvocato per valutare anche un'azione civile per risarcimento del danno, soprattutto se le molestie continuano o si intensificano.

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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