Lettera di richiamo per ritardo: come rispondere e tutelarsi?
Utente_cologno_7859 · 0 visualizzazioni
Sono un utente, ho 50 anni, sono diabetica dal 2011, lavoro da più di 20 anni in una azienda medio-grande con mansioni di contabilità. Nello specifico chiedo una vs consulenza sul lavoro per poter rispondere adeguatamente e risolutamente ad una lettera di richiamo ricevuta dalla mia azienda martedì 11/02 u.s., nella quale mi si contestava la timbratura di entrata lavoro effettuata in ritardo. Ritardi, che specifico per completezza, nel tempo avvengono sporadici ma continuativi, oltre l’orario massimo consentito di flessibilità, nella misura di max 15 minuti, ma nella specifica entrata di soli 9 minuti, adducendo per scritto che nn ho preventivamente informato del ritardo il responsabile di funzione del mio staff. Specifico altresì che nella stessa è riportato che mi invitano ad esporre le proprie giustificazioni entro 5 giorni dal ricevimento della presente Premessa per spiegare le dinamiche: Da sempre sobbarcata di lavoro, con responsabilità nn commisurate al livello, gestione della piccola cassa senza riconoscimento per più di 10 anni dell’indennità di cassa etc. Da più di un anno rendo noto in più occasioni anche e nn solo per mail, sia alla direzione che al responsabile di funzione del mio staff che il considerevole aumento del lavoro nn mi permette di poterlo svolgere con i dovuti ritmi/tempi, soprattutto in previsione dell’imminente partenza a gennaio 2019 della Fatturazione Elettronica, costringendomi a dover lavorare oltranza (soprattutto a casa anche se nn ufficialmente in modalità Smart Working ovvero oltre l’orario di lavoro straordinario riconosciuto) per poter chiudere la fatturazione nei tempi/modi consoni. Ora la direzione, dopo avermi paventato, più volte nel corso dell'anno scorso, una collaborazione (con senno di poi appaiono solo palliativi per prendere tempo...difatti nel periodo di maggior picco lavorativo che coincide con bilancio consuntivo, lo stress mi ha portata pure al PS per attacchi di panico) finalmente a dicembre u.s. mi comunica che è stata individuata una risorsa interna/collega che potrà aiutarmi a far data dal 7 gennaio 2020. Purtroppo a partire dalla stessa data del 07 gennaio, comunico direttamente al telefono al responsabile di funzione del mio staff che entro in malattia, a causa di una forma di artrosi seria e violenta alla colonna vertebrale (patologia che scopro, solo successivamente dopo esami specifici, essere anch’essa concausa del diabete) che mi impedisce di poter raggiungere, senza traumi, il luogo di lavoro ma soprattutto comunico dispiaciuta che proprio in quella settimana entrante avrei dovuto predisporre la chiusura della fatturazione attiva/passiva del servizio/ns staff di cui seguo la contabilità, malattia che in seguito si prolungherà per due settimane. Pertanto, riscontrando che il collegamento in Smart Work era ancora attivo, mi propongo per dare la mia piena disponibilità di poter lavorare da casa al fine di ottimizzare sia le risorse umane disponibili a sostituirmi sia per consentirmi di poter concludere al meglio ciò che, oggettivamente evidente, avrei potuto gestire meglio io potendo portare avanti, mettendo qdi mano alla mia organizzazione, intesa come file predisposti in Excel, accessi ad applicazioni etc…ma ahimè negata dalla responsabile del personale delle Risorse Umane… Tralasciando solo momentaneamente l’aneddoto imbarazzante, nn solo chiedendomi chi, secondo me, fosse in grado di chiudere la fatturazione (!?), ma circoscritto all’immediatezza sconcertante, ovviamente per nn incorrere in sanzioni, della necessità in corsa di trovare nel mucchio qche dipendente/collega, in azienda in grado di poter chiudere la fatturazione in corsa, ritorno in ufficio dopo l’assenza di due settimane per malattia (ma ancora dolorante) e mi ritrovo nn solo con mole di lavoro di arretrato di due settimane ma anche errori/malgestione effettuati in corsa da altri per la chiusura della fatturazione, con ripercussioni a catena su più aspetti contabili. Qdi riferisco immediatamente al responsabile dello staff lo stato dei fatti, ma mi viene risposto, parole testuali, … “…nn so cosa dirti…del resto sei stata a casa…” risposte che prospettano, come accade da 20 anni, a dovermi impegnare a rimediare dovendo lavorare ad oltranza sia in ufficio che a casa. A seguire informo personalmente anche la direzione. Pertanto mi adopero in primis per recuperare, in parte, l’arretrato per ritornare a pari e di seguito per poter sistemare gli errori/mancanze suddette, lavoro che riesco a portare a termine alle ore 5,00 di mattina di cui ho informato successivamente tramite mail la mattina sia alla direzione che al responsabile di funzione. Fatta breve premessa, riservandomi di ampliare ulteriormente per avvallare quanto andrò a spiegare…veniamo alla settimana dal 03 febbraio u.s. in avanti in cui dopo solleciti dagli uffici del controllo di gestione, fervono le operazioni di controlli contabili incrociati con le diverse contabilità per le chiusure di Bilancio consuntivo…alchè estenuata, esasperata chiedo che informino il responsabile di funzione del mio staff, il quale “tuttarisposta” mi dà indicazione/autorizzazione di poter lasciare indietro altri lavori a beneficio dei controlli suddetti richiesti dal controllo di gestione...mi ritrovo nuovamente a spiegare, con acceso fervore ma mantenendo rispetto, che nn solo c’è la fatturazione da chiudere imminente e che la priorità nn può essere ridistribuita a discapito del susseguirsi di ingenti lavori che ovviamente continuano a riprodursi, accavallandosi anche con l’arretrato nn ancora concluso…ma che ho anche già programmate e a lui già comunicate, una serie di visite mediche per controlli patologie su descritte, lasciandomi intendere qdi che sarei rimasta nuovamente da sola a gestire il lavoro poi, annaspando in balia degli eventi, nel dover recuperare l’arretrato su l’arretrato… Qdi veniamo alla giornata del 10 Febbraio in cui mantenendo la tempista di comunicazione chiusura fatturazione mensile chiudo la fatturazione circa alle 3 di notte. Pertanto giunta l’ora per alzarsi per andare al lavoro, a fatica sia per la stanchezza/sonnolenza sia con le su descritte problematiche di deambulazione già note alla direzione e al responsabile di funzione del mio staff, arrivo in ufficio la mattina di martedì 11 /02 us timbrando alle ore 9,39. Specifico che nello stesso giorno del primo pomeriggio, invio mail al responsabile di funzione del mio staff nella quale rimarco, tra le altre cose, di aver chiuso la fatturazione alle tre di notte. Pare difficile credere che il giorno dopo, con la tempistica allineata agli eventi su descritti, nn attribuire la sua azione/decisione per ripicca, allorché lo stesso mi consegna, tramite mano e firma della direzione, lettera di richiamo su già dettagliata.
Risposta diretta
Hai il diritto di rispondere alla lettera di richiamo entro 5 giorni dalla ricezione, come previsto dall'articolo 7 dello STATUTO DEI LAVORATORI (Legge n. 300/1970). In base alle circostanze che descrivi — lavoro notturno fino alle 3 per chiudere la fatturazione, patologie documentate, e carico di lavoro sproporzionato — hai elementi concreti per contestare sia la fondatezza che la proporzionalità della sanzione.Quadro normativo
L'articolo 7 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) impone che nessuna sanzione disciplinare, nemmeno un semplice richiamo, possa essere applicata senza prima aver contestato il fatto al dipendente e senza avergli concesso il termine di almeno 5 giorni per presentare le proprie giustificazioni. Il PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ, sancito sia dallo Statuto sia dai contratti collettivi (CCNL), impone inoltre che la sanzione sia adeguata alla gravità del comportamento. Un ritardo di 9 minuti, giustificato da circostanze oggettive documentabili, difficilmente supera questo test.Come funziona in pratica
La tua risposta scritta (da consegnare entro il TERMINE PERENTORIO di 5 giorni) deve essere strutturata in modo preciso. Ecco cosa includere:Cosa conviene fare
Non ignorare il termine dei 5 giorni: rispondere in silenzio equivale ad accettare implicitamente la contestazione. Raccogli tutte le mail inviate negli anni a direzione e responsabile riguardo al sovraccarico lavorativo — sono prove fondamentali. Verifica se il tuo CCNL (probabilmente Commercio o Metalmeccanici, da controllare) prevede limiti specifici alle sanzioni disciplinari per i ritardi. Valuta di segnalare anche la situazione complessiva all'Ispettorato Territoriale del Lavoro o a un sindacato, poiché il quadro descritto — lavoro straordinario non pagato, mansioni superiori al livello retributivo, possibile comportamento ritorsivo — potrebbe configurare violazioni più gravi a carico del datore di lavoro, incluse forme di CONDOTTA MOBBIZZANTE.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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