Diritto del Lavoro

Covid contratto al lavoro per procedure aziendali carenti: diritti del marittimo

Utente_milazzo_3526 · 0 visualizzazioni

Lavoro, presso Caronte Tourist isole minori ex SIREMAR. Società di navigazione che opera in Sicilia e prende contributi pubblici. Ho preso il Coranavirus 19, ma le procedure messe in atto dalla società e dalla sanita marittima, mi lasciano un mare di dubbi. Lavoriamo su tre turni, per adesso facciamo tre giorni di mattina, tre di notte e tre di riposo e nel periodo invernale non lavoriamo il sabato e la domenica, l'orario va dalle 05:30 alle 15:30 per i giorni lunedì,mercoledì e venenerdì e il periodo si prolunga in caso di lavori o bunkeraggio, mentre martedì è dalle 05.30 alle 20:30 e giovedì dalle 05:30 alle 20:00, purtroppo portiamo sempre un pò di ritardo. Il direttore di macchina Raffa è risultato positivo. Cosa ha fatto la società e sanità marittima. Subito il tampone all’equipaggio ed è risultato negativo, dopo mi hanno chiamato il per sostituire il direttore Raffa. Questa è la prima cosa strana. L’incubazione quanto dura, su internet trovo scritto, periodo di incubazione del virus delimitano il periodo tra 2 e 12 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. quindi fare il tampone rapido il giorno stesso che senso ha. Praticamente ho continuato a lavorare con un equipaggio potenzialmente infetto. Andiamo a fatti più recenti,giorno 9 febbraio il marinaio Mangano comunica a Folino Antonio Comandante di armamento (resposabile del personale) che dopo tempone causa accertamenti medici risulta tampone positivo. Cosa fa l'azienza, telefona a tutto l'equipaggio e gli dice di fare tamponi Rapidi a tutto l'equipaggio alle 14:30 dello stesso giorno. Risultano in totale 4 infetti nel giorno stesso l'equipaggio è formato da 10 persone Io risulto negativo, ma giorno 12 febbraio mi faccio un test rapido privato è risulto positivo. Alla fine ai 4 si aggiungono altre tre persone ed il totale arriva a sette. La mia rabbia che ho infettato mia moglie. Se giorno 9 febbraio ci sarebbe stato qualche anima pia che mi suggeriva di andare in isolamento già avrei evitato di infettare altre persone. Sempre giorno 9 alle 15:00 si conosceva che l'infezione era più grave del solito. Il dottore della sanità marittima non è intervenuto per ordinare l'isolamento o meglio la quarantena ed eventualmente iniziare la cura, perchè sono obeso. Conclusione, giorno 12 febbraio dopo tampone ,me ne sono andato in quarantena in un'altra casa, con la cura che mi ha dato un altro medico curante che era antibiotico e antinfiammatorio senza cortisone, praticamente l'ossigeno tramite saturimetro è arrivato al 70% è sono svenuto. Fortuna volle che è intervenuto l'Usca dopo una settimana dal tampone positivo che ha bloccato la catena degli eventi e fortunamente mi ha dato una cura migliore e per adesso sono in quasi salute. Ho voluto spiegazioni alla sanità marittima di Messina diretta dal dott. [persona], quando ho insistito di farmi vedere che procedure usano per il covid e ricordando che sono obeso lui si è alterato e mi ha detto " che devo controllare tutte le persone e quindi di denunciarlo. Nel frattempo sul computer ha visto la mia personale da quale si evince che devo fare la biennale. Il dottore mi sussura "sai che devi fare la biennale e lo sai che gli obesi non possono salire a bordo ed io alterato gli ho risposto, mi stai minacciando" e me ne sono andato purtroppo mi sono dimenticato di sputargli in faccia. Sono andato alla capitaneria di Milazzo per fare delle dichiarazioni spontanee. MI SONO ESPOSTO E STO RISCHIANDO IL POSTO DI LAVORO PERCHE' LA SOCIETA' DI NAVIGAZIONE E SANITA' MARITTIMA UTILIZZANO PROCEDURE PERICOLOSE. UN COMANDANTE E' MORTO, UN MARINAIO LOTTA TRA VITA E LA MORTE DA GENNAIO A PALERMO, UN'ALTRO COMANDANTE HA PRESO LA POLMONITE BILATERALE, MA L'HANNO DIMESSO DALL'OSPEDALE, MENTRE IO TUTTO SOMMATO DOPO L'INTERVENTO DELL'USCA, SONO QUI A LAMERTARMI.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La tua situazione è seria e potenzialmente tutelabile su più fronti: responsabilità del datore di lavoro per mancata adozione di misure anti-contagio, possibile INFORTUNIO SUL LAVORO riconoscibile da INAIL, e un comportamento del medico della sanità marittima che potrebbe configurare una condotta illegittima.

Quadro normativo

Il datore di lavoro ha l'obbligo, ai sensi dell'art. 2087 del Codice Civile e del D.Lgs. 81/2008 (TESTO UNICO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO), di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la salute dei lavoratori. Per i lavoratori marittimi si applica inoltre il D.Lgs. 271/1999, che estende le tutele di sicurezza a bordo delle navi. L'INAIL ha equiparato il contagio da Covid-19 contratto in occasione di lavoro a un INFORTUNIO SUL LAVORO (circolare INAIL n. 13/2020), con conseguente diritto a indennizzo. Infine, la condotta del medico della sanità marittima — che ti ha prospettato la perdita dell'idoneità (biennale) nel momento in cui hai avanzato lamentele — potrebbe integrare una MINACCIA (art. 612 c.p.) o comunque un comportamento ritorsivo illegittimo.

Come funziona in pratica

  • Denuncia di infortunio INAIL: il Covid contratto a bordo in queste circostanze è riconoscibile come infortunio sul lavoro. Devi presentare la denuncia all'INAIL (anche tramite il tuo medico curante o patronato) allegando la documentazione sanitaria: tampone positivo, cartella clinica, referto USCA, date di esposizione. Il nesso causale è rafforzato dal fatto che altri colleghi sono stati contagiati nelle stesse settimane.
  • Responsabilità civile del datore di lavoro: puoi agire in giudizio per il risarcimento del danno biologico e morale, dimostrando che l'azienda non ha rispettato i protocolli anti-Covid (es. tamponi eseguiti lo stesso giorno del contatto con positivo, mancata quarantena preventiva dell'equipaggio esposto).
  • Condotta del medico della sanità marittima: le sue parole sulla biennale, pronunciate nel momento in cui sollevavi critiche sulle procedure, devono essere messe a verbale. Hai già fatto bene ad andare alla Capitaneria di Milazzo per le dichiarazioni spontanee. Questa condotta può essere segnalata all'Ordine dei Medici e all'autorità giudiziaria.
  • Protezione da ritorsioni: poiché hai già esposto pubblicamente la situazione, sei potenzialmente tutelato come SEGNALANTE (whistleblower). La normativa D.Lgs. 24/2023 protegge chi denuncia irregolarità in ambito lavorativo da misure ritorsive, incluso il licenziamento.
  • Cosa conviene fare

    a. Raccogli tutta la documentazione sanitaria (tamponi, referti, verbali USCA, messaggi o comunicazioni aziendali sul caso) e conservala. b. Presenta immediatamente la denuncia di infortunio all'INAIL — i termini non sono eterni e la tempestività rafforza il riconoscimento. c. Affidati a un avvocato specializzato in diritto del lavoro e sicurezza sul lavoro PRIMA di fare ulteriori dichiarazioni spontanee, per non compromettere la tua posizione. d. Non provocare la questione della biennale da solo: fai valutare da un legale se e come impugnarla nel caso in cui venisse usata contro di te. e. Segnala l'accaduto all'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e, se vi sono stati decessi o casi gravi tra i colleghi, valuta insieme all'avvocato una denuncia penale per OMISSIONE DI CAUTELE.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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