Diritto del Lavoro

Trasferimenti ripetuti come ritorsione sul lavoro: è mobbing?

Utente_bologna_4838 · 0 visualizzazioni

Avvocato specialista del lavoro,vertenze e relazioni sindacali. Buongiorno, mi chiamo [utente] A. Tito e lavoro per Hitachi Rail STS ex Ansaldo STS, azienda acquisita da poco totalmente dal Gruppo Hitachi. Venni assunto nel 2005 a Potenza c/o la sede di Tito. Prestavo attività lavorativa in qualità di tecnico di laboratorio, collaudando apparecchiature elettroniche che compongono i sottosistemi di bordo per il controllo marcia treno e supervisione del traffico ferroviario. A cavallo tra l’anno 2007 e 2008 la U.E. impose a Trenitalia di attrezzare e mettere in esercizio commerciale e passeggeri tutti i rotabili privi del suddetto sottosistema. Pena, il blocco della circolazione ferroviaria. Per tale motivo, la direzione aziendale Ansaldo STS istituì un Team operativo on Field attingendo anche dalle risorse umane operanti in fabbrica. Così l’a direzione mi chiese la disponibilità visto che lavoravo già come tecnico di laboratorio sulle Hardware che compone questi impianti, sminuendo il lavoro che facevo in laboratorio e mi prospettò tutta una serie di vantaggi sia economici e sia riguardanti la mia vita personale così mi resi disponibile per l’esigenza Aziendale sin da subito, poiché ne interpretai un cambiamento radicale economico professionale utile anche al mio sviluppo personale. Iniziai questa nuova avventura “on field” da operaio III liv. CCNL senza sottoscrivere alcun cambio mansione o contrattuale. Agli inizi, la nuova attività era abbastanza stimolante ma mi accorsi sin da subito che a differenza della fabbrica non vi era possibilità di poter usufruire dei miei diritti contrattualmente sanciti ad esempio, non potevo usufruire dell’orario flessibile sancito nelle varie contrattazioni di secondo livello. Questo fu il primo episodio che diede inizio ad una serie di frizioni col mio Responsabile. Successivamente, le cose andarono a peggiorare nel momento in cui segnalai gravi falle circa la sicurezza sul posto di lavoro. Attualmente mi trovo a Bologna, luogo in cui affronto il mio ennesimo trasferimento per aver segnalato, a mio parere, una serie di atteggiamenti e procedure poco conformi allo standard del codice etico oltre che a quello previsto dal CCNL,nell’ultimo sito in cui ho lavorato ovvero Roma Metro C,ma è sempre stato così. Questa mancanza di serenità, e stabilità ha arrecato degli ingenti danni alla mia vita personale e professionale. Allo stato attuale non ho avuto sia incrementi salariali avendo dato la totale disponibilità,non riesco ad adempiere ai miei impegni sociali riguardanti i miei genitori e non sono riuscito a farmi una mia vita in nessun posto,dal momento che in dieci anni sono stato trasferito undici volte,e ogni volta mi sono ritrovato a ricominciare in una nuova città,l'ultima è bologna. In tutti i lavori che l’azienda mi ha affidato ho sempre portato i risultati e applicato le norme di legge, appena segnalavo qualcosa venivo trasferito come nell’ultimo caso eclatante di Roma Metro C. Vorrei trovare un buon avvocato che ricostruisca e valuti tutte gli eventuali illeciti che il sottoscritto.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La situazione descritta presenta diversi profili di illiceità che meritano una valutazione approfondita: dai trasferimenti ripetuti a scopo ritorsivo, al mutamento di mansioni privo di accordo scritto, fino all'eventuale configurazione di MOBBING LAVORATIVO. La legge offre strumenti concreti di tutela.

Quadro normativo

Le norme principali che vengono in rilievo sono

  • Art. 2103 del Codice Civile (come modificato dal D.Lgs. 81/2015): il trasferimento del lavoratore può avvenire solo per COMPROVATE RAGIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PRODUTTIVE. Un trasferimento disposto per punire chi segnala irregolarità è nullo.
  • Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970): vieta atti discriminatori o ritorsivi del datore di lavoro, inclusi i trasferimenti disposti in risposta a segnalazioni legittime del dipendente.
  • D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza): il lavoratore ha il diritto-dovere di segnalare rischi e non può subire conseguenze negative per averlo fatto.
  • D.Lgs. 24/2023 (Whistleblowing): tutela chi segnala illeciti in contesti lavorativi, vietando espressamente ritorsioni come trasferimenti, demansionamenti e modifiche delle condizioni di lavoro.
  • CCNL Metalmeccanici (applicabile al settore): disciplina orario flessibile, inquadramento e progressione economica — la sua violazione sistematica è autonomamente perseguibile.
  • Come funziona in pratica

    Si configurano potenzialmente questi illeciti

    a. TRASFERIMENTO RITORSIVO: ogni trasferimento avvenuto a seguito di una segnalazione di irregolarità può essere impugnato davanti al Giudice del Lavoro come atto ritorsivo e dichiarato nullo.

    b. MUTAMENTO DI MANSIONI SENZA ACCORDO: il passaggio da tecnico di laboratorio ad attività on field, senza alcun accordo scritto e senza corrispondente adeguamento salariale, configura una violazione dell'art. 2103 c.c.

    c. MOBBING: la sistematicità dei trasferimenti, l'isolamento progressivo, la mancanza di avanzamenti economici e le frizioni ricorrenti con i responsabili — se documentate nel tempo — possono integrare il mobbing, illecito risarcibile sia in sede civile che penale.

    d. DANNO ESISTENZIALE E BIOLOGICO: i danni alla vita personale, familiare e alla salute psicofisica sono risarcibili se provati (anche con certificati medici e documentazione).

    Cosa conviene fare

  • RACCOGLIERE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE: lettere di trasferimento, email, comunicazioni aziendali, eventuali segnalazioni scritte fatte all'azienda, buste paga degli ultimi anni.
  • VERIFICARE I TERMINI DI DECADENZA: l'impugnazione di atti come i trasferimenti o le variazioni di mansioni ha termini brevi (generalmente 60 giorni per la contestazione formale). Non attendere.
  • COINVOLGERE IL SINDACATO: se sei iscritto, il rappresentante sindacale può accedere agli atti aziendali e supportare la contestazione.
  • RIVOLGERSI A UN AVVOCATO SPECIALIZZATO IN DIRITTO DEL LAVORO: data la complessità e la durata della vicenda (circa 17 anni), è indispensabile una ricostruzione cronologica completa per identificare quali illeciti siano ancora perseguibili e quali eventuali prescrizioni siano maturate.
  • VALUTARE UN TENTATIVO DI CONCILIAZIONE: prima del giudizio, è possibile attivare una procedura di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Bologna, che può portare a un accordo risarcitorio senza dover ricorrere al tribunale.

  • Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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