Fondo cassa condominiale: spetta al venditore o passa al nuovo acquirente?
Utente_roma_9335 · 0 visualizzazioni
Ho acquistato a luglio un appartamento, e il precedente proprietario vuole la restituzione della quota del fondo cassa condominiale accumulata nei vari anni e non ancora spesa e che ammonta a 1.076 euro. Questo perché lui quando 18 anni fa ha comprato casa, ha versato nel fondo la quota relativa all'immobile che il precedente proprietario si era fatto restituire dell'amministratore (non so a quanto ammonta questa cifra), e quindi vuole che anche io faccia così. Ho letto su internet che il fondo cassa va con l'immobile e che quindi passa automaticamente, e senza pagare, al nuovo proprietario a meno che non venga specificato diversamente nel rogito perché magari le parti si sono accordate in altro modo. Visto però che nel rogito non viene menzionato nulla in merito (il vecchio proprietario me ne ha parlato 2 settimane DOPO il rogito) , e visto che nel regolamento di condominio addirittura c'è scritto che il condomino che vende casa "è tenuto a cedere al nuovo proprietario la quota del fondo cassa", io credo di essere nel giusto e ho "intimato" l'amministratore a non restituire la somma al precedente proprietario. L'amministratore di condominio però sostiene che il regolamento non vale perché non è registrato, che i soldi del fondo sono del precedente proprietario ed ha diritto alla restituzione. Vi specifico che il fondo cassa è stato istituto "a voce" cioè non esiste alcuna delibera in cui c'è scritto lo scopo per cui è stato istituto, né tanto meno le regole che segue. È un fondo generico per spese straordinarie che viene alimentato esclusivamente dalla rendita derivante dall'affitto dell'appartamento condominiale (ex-portiere). Ogni anno infatti l'amministratore fornisce a tutti i condomini un documento con la rispettiva rendita in base ai millesimi (per il mio appartamento sono 220euro all'anno), e che viene inserito nella dichiarazione dei redditi; ed è anche per questo che l'amministratore di condominio sostiene che quei soldi sono del precedente proprietario, "perché ci ha anche pagato le tasse!" (su 226 euro si parla al massimo di 7euro di tasse...) Inoltre tutti gli altri condomini sono proprietari da molti anni e non hanno mai dovuto rimettere nel fondo cassa la quota restituita al precedente proprietario, in quanto i precedenti proprietari non hanno mai chiesto la restituzione della quota. Inoltre c'è un nuovo condomino che ha acquistato un appartamento nello stesso periodo in cui io ho acquistato il mio, che non ha avuto questi problemi perché il precedente proprietario non ha mai chiesto la restituzione della sua quota di fondo cassa né ha chiesto a lui di pagargli il prezzo della casa maggiorato del valore della quota del fondo cassa. Chiedendo poi io informazioni ad un'altro amministratore, questo mi ha detto che la questione può essere decisa dall'assemblea di condominio, perché sono i condomini a decidere se quella quota può essere "tolta" dal fondo, ma proprio stasera, durante l'assemblea, i condomini non hanno voluto entrare nella questione, dandomi ragione (perché eventualmente il precedente proprietario doveva dirlo prima e farlo scrivere nel rogito) ma dicendo che è una questione privata tra me ed il precedente proprietario, e quindi nulla di fatto; l'amministratore che palesemente non condivide il mio pensiero, figuriamoci se rimetteva la decisione al voto assembleare! io non essendo un avvocato ed avendo l'amministratore contro, non sapevo cosa fare, se insistere per avere una votazione o se davvero è una questione che non compete il condominio. La mia sensazione è che l'amministratore, pur facendo da anni questo lavoro, non si sia tenuto al passo con la legge.. addirittura dice che a lui non interessa cosa dice la legge, e che il regolamento di condominio NON VALE, quando invece anche nel rogito viene espressamente menzionato che "la parte acquirente dichiara di ben conoscere e accettare il regolamento di condominio in ogni sua parte, obbligandosi a rispettarlo". E nel regolamento non si parla del fondo cassa se non nella parte che ho sopra citato e cioè che il condomino che trasferisce la proprietà è tenuto a cedere la quota del fondo cassa al nuovo proprietario. Sempre l'amministratore sostiene poi che se io ho preteso dal vecchio proprietario che pagasse tutti i debiti in sospeso, allora devo anche riconoscergli i suoi crediti, e la quota del fondo cassa è un suo credito.. io resto basita. Quindi visto che la questione va avanti da mesi senza una risoluzione, e sono stanca di combattere con persone che dovrebbero conoscere bene la legge e rispettarla, ho bisogno di sapere se ho ragione io, oppure il precedente proprietario ha veramente diritto alla restituzione della quota.
Risposta diretta
Hai ragione tu. Il fondo cassa condominiale, salvo diverso accordo espressamente indicato nell'atto di compravendita (rogito), rimane vincolato all'immobile e passa automaticamente al nuovo proprietario. Il precedente proprietario non ha diritto alla restituzione della quota.Quadro normativo
La giurisprudenza della Corte di Cassazione è consolidata sul punto: il fondo cassa condominiale (o fondo riserva) costituisce una somma destinata alle spese future del condominio e non appartiene personalmente ai singoli condomini, bensì alla collettività condominiale in proporzione ai millesimi. Il principio discende dall'articolo 1123 del Codice Civile e da numerose sentenze, tra cui Cass. n. 9549/2008 e successive conformi. Ne consegue che il venditore non può pretenderne la restituzione, né l'amministratore può erogarla unilateralmente senza una delibera assembleare.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Invia una DIFFIDA FORMALE tramite raccomandata A/R sia all'amministratore sia al precedente proprietario, in cui richiami la giurisprudenza consolidata e il regolamento condominiale, e diffidate entrambi da qualsiasi restituzione della quota. Se hai un indirizzo email certificato (PEC), usala per avere prova della ricezione.Se l'amministratore dovesse procedere ugualmente alla restituzione, potrebbe incorrere in responsabilità verso il condominio: puoi segnalare il comportamento all'assemblea e, se necessario, richiedere la sua revoca ai sensi dell'articolo 1129 del Codice Civile.
Il precedente proprietario, se vuole quelle somme, dovrebbe agire in giudizio contro di te: e in quel caso, la legge e il regolamento condominiale parlano chiaramente in tuo favore. Considera di consultare un avvocato per redigere la diffida in modo formalmente ineccepibile e, se necessario, per valutare un ricorso al giudice di pace (competente per controversie fino a 5.000 euro).
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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