Prescrizione medico lavoro: vale per il nuovo ente?
Utente_Anonimo_9966 · 42 visualizzazioni
Un dipendente pubblico si trasferisce nel corso degli anni in diversi enti , il penultimo medico del lavoro prescrive negli accomodamenti la sedia ergonomica questa prescrizione ha valore vincolante per l amministrazione successiva trasferenti in mobilità
Risposta diretta
La prescrizione del medico competente del precedente ente pubblico non è automaticamente vincolante per la nuova amministrazione. Il nuovo datore di lavoro è tenuto ad avviare autonomamente la propria sorveglianza sanitaria, ma non può ignorare la documentazione sanitaria preesistente.
Quadro normativo
Il riferimento principale è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). In particolare:
- Art. 41 — disciplina la sorveglianza sanitaria e i giudizi di idoneità alla mansione
- Art. 42 — obbliga il datore di lavoro ad attuare le misure indicate dal medico competente
- Art. 25, comma 1, lett. f) — impone al medico competente di custodire la cartella sanitaria e di rischio e di consegnarla al lavoratore in caso di cessazione del rapporto
- Art. 25, comma 1, lett. e) — il medico competente del nuovo datore deve prendere visione dei documenti sanitari precedenti
Come funziona in pratica
- Il lavoratore in mobilità ha diritto a ricevere la propria cartella sanitaria dall'ente di provenienza
- Questa documentazione deve essere consegnata o trasmessa al nuovo medico competente nominato dalla nuova amministrazione
- Il nuovo medico competente è tenuto a valutare la documentazione pregressa prima di formulare il proprio giudizio di idoneità
- Il nuovo giudizio — che può confermare, modificare o integrare le prescrizioni precedenti — è quello che diventa vincolante per il nuovo ente
- Il nuovo datore di lavoro non può semplicemente ignorare le prescrizioni passate: se il lavoratore porta con sé la documentazione clinica, la nuova amministrazione è obbligata a sottoporre il dipendente a visita medica e ad acquisire un giudizio aggiornato
Cosa conviene fare
- Richiedere formalmente all'ente di provenienza la propria cartella sanitaria e di rischio (diritto garantito dall'art. 25 D.Lgs. 81/2008)
- Consegnare la documentazione al nuovo medico competente al momento della visita di assunzione o pre-assunzione
- Se la nuova amministrazione omette di nominare un medico competente o di avviare la sorveglianza sanitaria, diffidare per iscritto l'ufficio del personale a provvedervi
- In caso di peggioramento delle condizioni di salute per mancato rispetto delle prescrizioni, è possibile segnalare all'ASL territoriale competente per i controlli in materia di sicurezza sul lavoro
- Valutare l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto del lavoro pubblico per tutelare il diritto alla salute nei confronti della P.A.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_4756
In caso di aggravamento in quanto l attuale amministrazione non consegna la sedia ergonomica cosa succede
Risposta diretta
La prescrizione del medico competente (medico del lavoro) dell'ente precedente non è automaticamente vincolante per il nuovo datore di lavoro, ma costituisce un atto medico rilevante che il nuovo ente non può ignorare: ha l'obbligo di effettuare una propria sorveglianza sanitaria e di adottare le misure di tutela necessarie.
Quadro normativo
Il riferimento principale è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro):
- Art. 41 — impone al datore di lavoro di garantire la sorveglianza sanitaria tramite il medico competente
- Art. 42 — obbliga il datore di lavoro ad attuare le misure indicate dal medico competente, inclusi gli accomodamenti (come la sedia ergonomica)
- Art. 2087 c.c. — obbligo generale del datore di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica del lavoratore
Come funziona in pratica
- Il nuovo ente deve nominare un proprio medico competente e avviare la sorveglianza sanitaria al momento dell'assunzione/trasferimento
- Il lavoratore ha diritto a consegnare al nuovo medico competente la documentazione sanitaria precedente (inclusa la prescrizione sull'ergonomia)
- Il nuovo medico competente può confermare, modificare o aggiornare la prescrizione, emettendo un proprio giudizio di idoneità con prescrizioni
- Se il medico del nuovo ente conferma la necessità della sedia ergonomica, la prescrizione diventa pienamente vincolante per l'amministrazione
- In caso di aggravamento della condizione di salute per mancata fornitura del presidio, il nesso causale con l'inadempimento del datore può fondare una responsabilità risarcitoria (danno biologico, danno da lavoro)
Cosa conviene fare
- Richiedere per iscritto (tramite PEC o raccomandata A/R) al nuovo ente la presa in carico della prescrizione e la fornitura della sedia ergonomica
- Consegnare copia della prescrizione precedente al medico competente del nuovo ente, chiedendo un aggiornamento formale del giudizio di idoneità
- Conservare tutta la documentazione: la prescrizione originale, le comunicazioni inviate, le eventuali risposte
- In caso di diniego o inerzia, presentare segnalazione all'ASL di competenza (Servizio PSAL – Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) o all'Ispettorato del Lavoro
- Valutare il coinvolgimento del sindacato o dell'RSU aziendale per attivare le tutele contrattuali
- Se l'aggravamento è già in corso, consultare un medico specialista che certifichi il peggioramento e il nesso causale con la mancata fornitura del presidio
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_2604
Il nuovo ente non chiede il fascicolo sanitario e ignora il problema
Risposta diretta
La prescrizione del medico competente (es. sedia ergonomica) non decade automaticamente con il trasferimento in mobilità, ma il nuovo ente ha l'obbligo autonomo di sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria propria e non può ignorare le prescrizioni pregresse portate a conoscenza.
Quadro normativo
Il riferimento principale è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro):
- Art. 25, c.1, lett. f) — alla fine del rapporto di lavoro, il medico competente consegna al lavoratore copia della propria cartella sanitaria, che il lavoratore ha il diritto (e l'interesse) di consegnare al nuovo ente
- Art. 18, c.1, lett. g) — il nuovo datore di lavoro (ente) ha l'obbligo di attivare la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rischi, compreso quello ergonomico o posturale
- Art. 41 — le visite del medico competente devono tener conto della storia sanitaria del lavoratore; le prescrizioni e limitazioni emesse sono vincolanti per il datore di lavoro che le riceve
Come funziona in pratica
- Il lavoratore ha diritto a ricevere la propria cartella sanitaria dal precedente medico competente al momento del trasferimento
- Consegnando tale documentazione al nuovo ente, questi ne acquisisce formale conoscenza
- Il nuovo ente deve nominare il proprio medico competente e sottoporlo a visita, durante la quale si valuterà (anche) la prescrizione precedente
- Il nuovo medico competente può confermare, modificare o revocare la prescrizione sulla base della visita aggiornata
- Se il nuovo ente non dispone di medico competente o non attiva la sorveglianza sanitaria, è già in violazione del D.Lgs. 81/2008
Cosa conviene fare
- Richiedi per iscritto la copia completa della cartella sanitaria e delle prescrizioni al medico competente del precedente ente, se non già ottenuta
- Consegna formalmente (raccomandata A/R o PEC) la documentazione all'ufficio del personale e al Responsabile della prevenzione e protezione (RSPP) del nuovo ente, chiedendo conferma scritta di ricezione
- Chiedi per iscritto quando verrà effettuata la visita del medico competente e l'adeguamento della postazione
- Se l'ente non risponde o ignora la richiesta, presenta un esposto all'ASL territoriale (servizio PSAL – Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro: sono i soggetti preposti al controllo sull'applicazione del D.Lgs. 81/2008 nella pubblica amministrazione
- Valuta il supporto di un avvocato specializzato in diritto del lavoro pubblico per un formale sollecito o, se necessario, per agire in giudizio
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_3517
Il precedente giudizio di idoneità ha forza di tutela del lavoratore?
Risposta diretta
La prescrizione emessa dal medico competente del precedente ente ha valore probatorio significativo e la nuova amministrazione non può ignorarla, ma è tenuta a far effettuare una nuova visita di idoneità dal proprio medico competente, il cui giudizio è quello formalmente vincolante.
Quadro normativo
Il riferimento principale è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), in particolare:
- Art. 25 — obbliga il medico competente a esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica
- Art. 41 — disciplina la sorveglianza sanitaria, anche in caso di cambio di mansione o datore di lavoro
- Art. 18, comma 1, lett. g) — il datore di lavoro (o l'ente pubblico) è obbligato a sottoporre i lavoratori alla sorveglianza sanitaria
- Art. 42 — il datore di lavoro è tenuto ad attuare le misure indicate nel giudizio di idoneità, comprese le prescrizioni (come la sedia ergonomica)
Come funziona in pratica
- La prescrizione dell'ente precedente è un documento sanitario ufficiale che deve essere trasmesso o esibito al nuovo medico competente
- Il nuovo ente ha l'obbligo di disporre una visita medica al momento dell'assunzione (o del trasferimento), ai sensi dell'art. 41, comma 2, lett. a)
- Il medico competente del nuovo ente, valutando anche la documentazione pregressa, emetterà il suo giudizio di idoneità con o senza prescrizioni
- Se conferma le prescrizioni (o ne emette di analoghe), queste diventano vincolanti per la nuova amministrazione
- L'ente non può rifiutarsi di fornire l'adattamento prescritto: l'inadempimento configura una violazione degli obblighi di sicurezza e potenzialmente una condotta discriminatoria verso il lavoratore con limitazioni
Cosa conviene fare
- Richiedere per iscritto all'ente di destinazione di attivare subito la sorveglianza sanitaria con visita del medico competente
- Consegnare copia del precedente giudizio di idoneità con prescrizioni al nuovo medico competente e all'ufficio del personale
- Se l'ente ritarda o si rifiuta di fornire la sedia ergonomica, inviare una diffida scritta all'ufficio del personale e al datore di lavoro (dirigente responsabile)
- In caso di inerzia, è possibile segnalare la situazione all'ASL territoriale (Servizio PSAL – Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), che ha poteri ispettivi
- Valutare l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto del lavoro pubblico per tutelare formalmente il diritto alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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