Diritto Civile

Licenziamento per giusta causa di apprendista: è legittimo?

Utente_brugherio_3409 · 0 visualizzazioni

Vorrei spiegarvi la mia situazione per capire se potreste aiutarmi: (Premetto che ero assunta come apprendista VI livello commercio da maggio 2021 e mi hanno licenziata oggi 13/12/2021 Premetto che da quando ho iniziato a lavorare nell'azienda dove ho avuto problemi non ho mai fatto corsi (neanche quello sulla sicurezza e neanche la visita medica del lavoro) ma solo alcune spiegazioni on the job nella prima settimana) domenica 21 novembre 2021: mi arriva un messaggio su whatsapp dalla mia titolare, in cui mi scrive "ciao elisa la settimana dal 22/11/2021 al 26/11/2021 stai a casa in ferie/permesso. Ti spiego quando rientrerai al 29/11/2021. Buona domenica Il giorno lunedì 22 novembre 2021 mi è arrivata una lettera di richiamo datata 16/11/2021. "Oggetto: richiamo disciplinare con la presente le comunichiamo che il giorno 15/11/2021 sono stati riscontrati ed accertati errori nelle registrazioni contabili da lei commessi nel cliente VILLA EDOARDO. Si fa presente che già più volte sono stati fatti notare verbalmente errori inaccettabili in quanto, da un punto di vista professionale, dovuti semplicemente a distrazioni ingiustificate o a prese di iniziativa senza alcun confronto con la sottoscritta o con i colleghi sempre disponibili nei suoi confronti. A causa di questi errori il 12/11/2021 la sottoscritta due sanzioni amministrative, una per SELETTRO SRL e l'altra per LIMONTA RAMONA, ammontanti a euro 55,56 ciascuna. Inoltre ci tengo a evidenziare il fatto che spesso di presenta sul lavoro con qualche minuto di ritardo che comunque raramente, nonostante le prolungate pause caffè che in ogni caso concedo volentieri, tali ritardi vengono recuperati. teoricamente per orario di lavoro si intende non l'orario di arrivo fisico nel luogo stesso, ma l'effettivo inizio/fine del lavoro, per cui la invito ad arrivare con qualche minuto di anticipo e a spegnere fisicamente il pc ad orario terminato. Infine, nel rispetto di tutti i colleghi presenti in studio da anni, la prego di tenere il cellulare personale rigorosamente in borsa e spento negli orari di lavoro, come specificato fin dal primo colloquio di lavoro. Tra le altre cose ho notato l'acquisto e la stampa di biglietti aerei per uso personale, del Green pass, dei propri 730 precompilati e di altra documentazione dal pc dell'ufficio negli orari lavorativi. Le ricordo l'obbligo di svolgere il lavoro con la dovuta diligenza prevista dal suo CCNL di riferimento e la invito quindi a cessare immediatamente ed evitare il ripetersi di questo comportamento, diversamente sarò costretta a prendere altre decisioni." Premetto che le sanzioni che hanno dovuto pagare è perché non hanno mai controllato le mie registrazioni contabili nonostante lavorassi li anche da pochissimo tempo e quando hanno capito che ho fatto un errore (basato sulla non conoscenza del programma di contabilità) Premetto che le prese di iniziativa derivano dal fatto che mi hanno dato un pacchetto clienti da gestire in autonomia di 26/27 utenti Premetto che le cose che ritengono io abbia stampato sono semplicemente salvate sulla mia mail in una cartella "elisa" che loro hanno aperto e controllato senza il mio consenso Dopo aver chiesto consiglio al sindacato, ho inviato il 26/11/2021 una risposta dal sito delle poste con una raccomandata online: "vi chiedo gentilmente scusa per la condottò avuta, farò in modo che simili situazioni non si ripetano più in futuro" Mi ha consigliato di rispondere così perché anche dalla lettera non si evince che vogliono licenziarmi ma semplicemente mi invitano a non ripetere più il mio comportamento, quindi per evitare situazioni spiacevoli nell'ambiente familiare di cui si tratta, mi hanno consigliato di scusarmi. il giorno lunedì 29 novembre 2021 torno in ufficio alle ore 9:00 e la mia titolare mi convoca nel suo ufficio: entrando ho trovato lei e il suo avvocato che mi aspettavano. Durante questo incontro mi dicono che da parte della mia titolare la fiducia era venuta a mancare e mi invitava a licenziarmi in quel preciso istante, diversamente lo avrebbe fatto lei. Mi dice di aver cambiato la password del computer e che non aveva intenzione di farmi lavorare quel giorno, di stare a casa in ferie/permesso e di pensare alla decisione entro le 18 del giorno stesso. Alchè dopo essermi consultata con vari sindacati scrivo un messaggio su whatsapp alla mia titolare (questo perché volevo avere qualcosa di scritto): "Ho pensato a quello che mi avete detto ma non è mia intenzione dare le dimissioni, resto a disposizione per indicazioni per domani" Risposta datore di lavoro "direi di prendere tutta la settimana ferie/permessi, ok" Dato che sapevo di non avere più capienza di ferie, le ho ricordato questo dettaglio ma lei non mi ha dato la possibilità di venire a lavorare dicendo che " mano a mano che maturano i permessi vengono recuperati" Allora per evidenziare la mia disponibilità a lavorare e la mia disapprovazione ho scritto " se non ho scelta va bene mi metta in ferie" Il giorno 03/12/2021 ricevo una seconda lettera di richiamo datata 30/11/2021 (casualmente il giorno dopo che comunico di non volermi dimettere) con scritto: “oggetto: secondo richiamo disciplinare A seguito della precedente contestazione del 16/11/2021 e ad una più puntuale verifica della sua posizione lavorativa, con la presente la metto a conoscenza del fatto che il giorno 18/11/2021 sono stati riscontrati ed accertati ulteriori errori, dimostrabili, nelle registrazioni contabili da lei commessi nei vari clienti gestiti. Si fa presente che già più volte sono stati fatti notare verbalmente errori inaccettabili in quanto, da un punto di vista professionale, come già ribadito precedentemente, dovuti semplicemente a distrazioni ingiustificate o a prese di iniziativa senza alcun confronto con la sottoscritta o con i colleghi sempre disponibili ad intervenire. A causa di questi errori la sottoscritta ulteriori sanzioni amministrative, tutte comprovabili, oltre che avere gli altri collaboratori fermi con il loro lavoro per correggere gli errori da Lei commessi. Tali errori sono conseguenza del fatto che durante le registrazioni, come verificato e comprovato, compie pratiche personali per Lei, per i suoi genitori e per un tale Redaelli Fabrizio (presumo suo fidanzato), non prestando la dovuta attenzione e concentrazione alle registrazioni delle fatture, con le note conseguenze. Ci tengo ad evidenziare il fatto che anche successivamente alla prima lettera di richiamo, il suo comportamento sia in merito alla puntualità, sia in merito alla concentrazione necessaria per lo svolgimento dei compiti assegnati, non è mutato. Gli errori da Lei commessi, nonostante le ripetute spiegazioni e la disponibilità da parte di tutto lo staff, oltre ad apportare un danno economico, comportano un danno di immagine nei confronti dei clienti circa la serietà e la professionalità dello Studio, che in tutti questi anni non è mai venuta meno. Inoltre ho potuto verificare di persona l'utilizzo di attrezzature aziendali a scopo puramente personale senza richiedere alcuna autorizzazione alla sottoscritta. Infine ci tengo a farle presente che nell’incontro del 29/11/2021 alle ore 9.00 presso il posto di lavoro, si era stabilito che entro le 18.00 Lei sarebbe passata in ufficio personalmente per discutere insieme in merito alla sua posizione personale e relative conseguenze, ma ha mancato dì presenziare all'appuntamento concordato con la sottoscritta.” Il giorno 06/11/2021 dopo essere stata messa in ferie, sono tornata sul posto di lavoro per aggiornamenti sulla mia posizione lavorativa e questa volta sono voluta andare con un testimone visto che la mia titolare era nuovamente con l’avvocato, ma non gli è stato possibile entrare (il testimone non era un mio parente) Non avevo ancora risposto alla seconda lettera disciplinare, e la mia titolare mi comunica che la prima risposta non le era stata ancora pervenuta. Comunque sia alle 9 quando sono entrata nel suo ufficio mi era stato proposto il pagamento delle ferie che mi erano state fatte fare e un mese di buona uscita in cambio delle dimissioni, ma non voleva scrivermele in forma scritta, così mi è stato intimato con molta pressione da entrambi di dimettermi ugualmente. Sono riuscita a ottenere tempo fino alle 12 Nel mentre mi sono rivolta al sindacato che ha scritto per conto mio la risposta alla seconda lettera di richiamo in cui lo delegavo come riferimento per l’assistenza. Sono tornata in ufficio ma la mia titolare non ha voluto firmare la raccomandata a mano così sono andata in posta a spedirla, e via mail ho anticipato la risposta alla prima e alla seconda lettera di richiamo (come indicazione dal sindacato). Quel giorno sono stata lasciata a casa con permesso retribuito, ho chiesto indicazioni per mail e messaggio per i giorni successivi e non ho ricevuto risposta. Il giorno 07/11/2021 mi arriva un’altra raccomandata con scritto che visto che non è arrivata nessuna raccomandata in loro possesso della prima risposta, mi sospendevano per i giorni 7/9/10 dicembre. Il giorno 13/12/2021 torno nuovamente in ufficio e la mia titolare mi fa firmare una raccomandata a mano con il mio licenziamento come di seguito, che ho firmato il giorno stesso. “RACCOMANDATA AMANO Oggetto: licenziamento per giusta causa la presente Le comunichiamo la nostra intenzione di risolvere il rapporto di lavoro ai sensi dell’art.7 la L. n. 300/1970 per giusta causa sulla base delle seguenti ragioni: a seguito della lettera di richiamo disciplinare del 16/11/2021 ho ricevuto Sua risposta, solo in data odierna, nella quale unicamente si scusa per la condotta avuta durante tutto il periodo lavorativo, riconoscendo sia l'atteggiamento scorretto nei confronti della sottoscritta e dei colleghi, con la completa mancanza di rispetto, che gli errori commessi per distrazioni comunque derivanti dalle negligenze dovute al suocomportamento; a seguito delle lettera di richiamo disciplinare del 30/11/2021 ad oggi non ho ancora ricevuto alcuna suagiustificazione scritta con riferimento alle contestazioni ivi riportate. In considerazione del suo comportamento che durante tutto l'arco lavorativo e nelle ore di lavoro si è di fatto concretizzato in attività totalmente personale e/o privata oppure riconducibile a terze persone estranee al rapporto di lavoro con conseguente venir meno del rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore, con la presente voglia considerare il rapporto in essere definitivamente cessato per giusta causa. in data odierna, ovvero 13/12/2021. Le competenze di fine rapporto saranno disponibili presso i nostri uffici a partire dal giorno 10/01/2022 Vogliate prenderne atto di quanto sopra riportato, le porgiamo distinti saluti. Concorezzo, lì 13/12/2021. Il Dipendente”

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Il licenziamento che hai subito presenta diverse criticità che lo rendono potenzialmente illegittimo o comunque contestabile. Hai il diritto di impugnarlo entro termini precisi, ed è fondamentale agire subito.

Quadro normativo

Il contratto di apprendistato è disciplinato dal D.Lgs. 81/2015 (Testo Unico sull'Apprendistato), che impone al datore di lavoro obblighi precisi: fornire formazione teorica e pratica, garantire la visita medica e il corso sulla sicurezza (obbligatorio per legge ai sensi del D.Lgs. 81/2008). Il licenziamento disciplinare è regolato dall'art. 7 della L. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), che prevede una procedura garantista: contestazione scritta, diritto di difesa, possibilità di farsi assistere da un rappresentante sindacale. La GIUSTA CAUSA è definita dall'art. 2119 c.c. come un fatto talmente grave da non consentire nemmeno la prosecuzione provvisoria del rapporto.

Come funziona in pratica

Nel tuo caso emergono almeno quattro elementi che indeboliscono la legittimità del licenziamento:
  • Omessa formazione obbligatoria: il datore di lavoro non ha mai erogato corsi di formazione, né il corso sicurezza, né la visita medica. Questo è un inadempimento grave del contratto di apprendistato, che può essere usato a tuo favore.
  • Procedura disciplinare viziata: la lettera del 30/11/2021 è stata inviata il giorno dopo che hai comunicato di non voler rassegnare le dimissioni. Questo tempismo sospetto può configurare un carattere RITORSIVO del provvedimento.
  • Pressioni alle dimissioni: ti è stato chiesto ripetutamente di dimetterti, con la presenza di un avvocato di parte e la modifica delle credenziali informatiche. Questi comportamenti possono integrare una condotta datoriale scorretta.
  • Addebiti sproporzionati: errori di una neoassunta lasciata a gestire autonomamente 26/27 clienti senza adeguata formazione difficilmente integrano una giusta causa, che richiede una gravità tale da rendere impossibile qualsiasi prosecuzione del rapporto.
  • Cosa conviene fare

    I passi da seguire sono urgenti

    a. Impugna il licenziamento entro 60 giorni dalla data di ricezione (13/12/2021): devi inviare una comunicazione scritta al datore di lavoro in cui dichiari di contestare il licenziamento. Questa è una DECADENZA: se perdi questo termine, perdi il diritto.

    b. Entro 180 giorni dall'impugnazione devi depositare ricorso al Tribunale del Lavoro o tentare la conciliazione stragiudiziale.

    c. Rivolgiti subito a un avvocato specializzato in diritto del lavoro: la documentazione che hai (messaggi WhatsApp, raccomandate, cronologia degli eventi) è preziosa e va esaminata da un professionista.

    d. Conserva tutto: screenshot dei messaggi, copie delle raccomandate inviate e ricevute, ogni prova della mancata formazione.

    d. Verifica se hai diritto alla NASPI (disoccupazione): il licenziamento per giusta causa ti dà accesso alla NASpI, a differenza delle dimissioni volontarie — un altro motivo per non esserti dimessa.


    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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