Diritto Civile

Complicanze post-cataratta: ho diritto al risarcimento?

Utente_Anonimo_9651 · 1 visualizzazioni

Ho fatto un intervento di cataratta ma dopo circa 15 giorni dall'intervento ho avuto un prolasso dell'iride con endoftalmite acuta. Ho dovuto subire una vitrectomia d'urgenza,un ricovero,altri controlli e un ultimo intervento per vedere come vedevo prima di fare la cataratta.

Risposta diretta

Se le complicanze grave occorse dopo l'intervento di cataratta (prolasso dell'iride, endoftalmite acuta, vitrectomia d'urgenza) sono riconducibili a una condotta negligente del medico o della struttura sanitaria, hai diritto a un risarcimento del danno. Il punto cruciale è dimostrare il nesso causale tra l'operato dei sanitari e le complicazioni subite.

Quadro normativo

La materia è disciplinata dalla Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017), che regola la responsabilità in ambito sanitario. In base a questa legge:

  • La struttura ospedaliera risponde in via contrattuale (art. 1218 c.c.): tocca alla struttura dimostrare che le complicanze non dipendono da proprie negligenze.
  • Il singolo medico risponde in via extracontrattuale (art. 2043 c.c.), salvo che abbia agito al di fuori dell'ente.
  • Prima di avviare un giudizio, la legge impone un tentativo di mediazione obbligatoria o accertamento tecnico preventivo (ATP) davanti al Tribunale.
I danni risarcibili includono il danno biologico (menomazione alla salute), il danno morale, le spese mediche sostenute e il mancato guadagno.

Come funziona in pratica

  • Il paziente deve provare: l'intervento subito, le complicanze insorte e il danno alla salute
  • La struttura deve invece dimostrare che le complicanze rientrano nei rischi noti e imprevedibili, correttamente indicati nel consenso informato
  • Un'endoftalmite acuta può essere un rischio noto ma anche il risultato di una violazione dei protocolli di sterilità o di errori chirurgici
  • Una perizia medico-legale indipendente è essenziale per stabilire se vi sia stata negligenza
  • I termini di prescrizione sono 10 anni verso la struttura (responsabilità contrattuale) e 5 anni verso il medico

Cosa conviene fare

  • Raccogliere tutta la documentazione medica: cartella clinica, referti, prescrizioni, fatture di spese sostenute
  • Richiedere la cartella clinica completa alla struttura (hanno l'obbligo di fornirla entro 30 giorni)
  • Non firmare nulla proposto dall'ospedale o dall'assicurazione senza prima consultare un avvocato
  • Contattare un avvocato specializzato in responsabilità medica, che potrà valutare l'opportunità di un accertamento tecnico preventivo (ATP) — uno strumento che congela le prove e spesso porta a un accordo stragiudiziale
  • Verificare se l'endoftalmite fosse indicata come rischio nel modulo di consenso informato firmato prima dell'operazione

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

Hai un'altra domanda?

Hai una questione legale?

Ti mettiamo in contatto con un avvocato specializzato in Diritto Civile della tua zona per capire come muoverti. Invia il tuo caso: la prima valutazione è gratuita.

Hai una questione civile da risolvere?

Scrivici, ti mettiamo in contatto con il miglior avvocato nella tua zona in poche ore.

Minimo 80 caratteri0 / 80
Avvocati verificati
50.000+ clienti aiutati

Stai cercando un Avvocato?

AvvocatoFlash ha aiutato oltre 50.000 persone come te nel 2026.

Da oggi con AvvocatoFlash puoi fare video conferenze con gli Avvocati e firmare i tuoi documenti legali senza uscire di casa

Contattaci per risolvere il tuo problema legale

Hai bisogno di un Avvocato?

Oltre 50.000 utenti hanno già provato AvvocatoFlash