Foto intima pubblicata dall'ex senza consenso: revenge porn, cosa fare?
Utente_Anonimo_5487 · 32 visualizzazioni
Ieri è stata pubblicata dall mio ex ragazzo una foto nuda da me,sull suo stato di Whatsapp.La foto è stata fatta in una videochat con lui.E lui che ha fatto un screenshot in videochiamata senza che io sappia.E ieri una mia amica ha visto il suo stato su whatsapp e mi ha mandato a me
Risposta diretta
Quello che hai subito è un reato penale chiamato revenge porn (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti), punito in Italia dall'art. 612-ter del Codice Penale con la reclusione da 1 a 6 anni. Devi agire subito, sia per bloccare la diffusione sia per sporgere denuncia.
Quadro normativo
La Legge n. 69/2019 (cosiddetto Codice Rosso) ha introdotto l'art. 612-ter c.p., che punisce chiunque diffonde immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta. Il reato si applica anche quando il materiale era stato originariamente condiviso volontariamente in privato (come nel tuo caso, durante una videochiamata). Il reato è procedibile a querela della persona offesa, da presentare entro 12 mesi dal fatto. Parallelamente, la condotta viola il GDPR e il Codice Privacy italiano, aprendo anche a tutele civili per il risarcimento del danno.
Come funziona in pratica
- Conserva le prove subito: fai fare uno screenshot del suo stato WhatsApp alla tua amica (con data e ora visibili), salva qualsiasi altro elemento utile a identificare il profilo dell'ex
- Non contattare l'ex direttamente: qualsiasi messaggio potresti inviargli rischia di complicare la tua posizione o avvertirlo di cancellare le prove
- Segnala la foto a WhatsApp: accedi al suo profilo → segnala il contenuto tramite la funzione "Segnala" dell'app; WhatsApp è tenuta a rimuovere materiale illegale
- Richiedi la rimozione al Garante Privacy: il Garante per la Protezione dei Dati Personali (garante.it) ha una procedura d'urgenza specifica per immagini intime diffuse senza consenso
- Sporgi querela: rivolgiti alle Forze dell'Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, o Polizia Postale — quest'ultima è specializzata in reati informatici) portando tutte le prove raccolte
Cosa conviene fare
- Vai subito alla Polizia Postale: è il corpo più competente per i reati informatici e gestisce questo tipo di casi quotidianamente; la querela va presentata entro 12 mesi, ma prima agisci meglio è
- Chiedi un avvocato penalista: il reato prevede pene severe e un legale può aiutarti a presentare la querela nel modo più efficace e a richiedere il sequestro preventivo del materiale
- Valuta il risarcimento civile: oltre alla via penale, puoi agire civilmente per ottenere un risarcimento per i danni non patrimoniali (danno alla dignità, all'immagine, alla vita di relazione)
- Documenta ogni diffusione ulteriore: se la foto viene condivisa anche da altri, anche chi la ri-diffonde può rispondere dello stesso reato
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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