Superamento del periodo di comporto: il datore può licenziarmi in malattia?
Utente_Anonimo_2800 · 19 visualizzazioni
Salve mi chiamo [Omissis], sono in malattia dal 28 settembre 2025 per problemi alla schiena. Il 15 gennaio 2026 ho subito un delicato intervento di cui ad oggi, sono ancora ferma e sto facendo fisioterapia una volta alla settimana per ordine del neurochirurgo. Leggendo il mio contratto di lavoro, dice che Inps non mi pagherà più per superamento di comporto. Il mio titolare non vuole licenziarmi perché dice che non può essendo in malattia. Il CAAF dice che può farlo perché da contratto, ho superato il comporto. Cosa devo fare? Come faccio senza un entrata mensile e bloccata a casa in malattia? Come posso fare? La ringrazio tante
Risposta diretta
Il CAF ha ragione: una volta superato il periodo di comporto previsto dal tuo contratto collettivo, il datore di lavoro può legittimamente licenziarti anche se sei ancora in malattia. Tuttavia, hai diritto a tutele economiche importanti che devi attivare subito.
Quadro normativo
L'art. 2110 del Codice Civile garantisce la conservazione del posto di lavoro durante la malattia solo fino al limite del periodo di comporto, cioè il numero massimo di giorni di assenza per malattia stabilito dal tuo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro). Superato quel limite, il licenziamento è considerato per giustificato motivo oggettivo ed è pienamente legittimo. Non si tratta di un licenziamento arbitrario: è una causa automatica prevista dalla legge e dal contratto.
Come funziona in pratica
- Il comporto varia in base al CCNL applicato (es. commercio, metalmeccanici, ecc.) e di solito va da 180 a 365 giorni in un arco temporale definito
- Una volta superato, il datore ti può comunicare il licenziamento per iscritto con lettera formale
- Hai diritto al TFR (liquidazione) maturato negli anni di servizio
- Hai diritto alle ferie non godute e alle mensilità aggiuntive proporzionali
- Puoi richiedere la NASpI (ex disoccupazione) all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro: è un sussidio mensile proporzionale alla tua busta paga, che può durare fino a metà degli anni di contribuzione versati
- L'indennità INPS di malattia cessa automaticamente con la fine del rapporto di lavoro
Cosa conviene fare
- Verifica subito il tuo CCNL: controlla qual è il periodo di comporto esatto e da quando decorre — alcuni contratti prevedono estensioni per malattie gravi o interventi chirurgici
- Contatta un sindacato (CGIL, CISL, UIL) gratuitamente: possono esaminare il tuo contratto, verificare se il comporto è stato calcolato correttamente e assisterti nella procedura
- Prepara la domanda NASpI: appena ricevi la lettera di licenziamento, fai domanda NASpI sul sito INPS o tramite patronato — non perdere i 68 giorni di termine
- Valuta se sussistono vizi nel calcolo: a volte i periodi di ricovero ospedaliero o i giorni di infortunio non devono essere conteggiati nel comporto — un avvocato del lavoro può verificarlo
- Non firmare nulla senza prima consultare un sindacalista o un avvocato: in particolare, non firmare accordi di risoluzione consensuale che ti farebbero perdere il diritto alla NASpI
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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