Diritto Civile

Acquisto casa con agenzia immobiliare irregolare: si può ottenere risarcimento?

Utente_seregno_2105 · 0 visualizzazioni

Camillo, allego quanto segue come da accordi intercorsi con Alberto: Il giorno 9 dicembre 2021 firmammo una proposta di acquisto con l’agenzia immobiliare tecnocasa di €230.000 con assegno di caparra di €3000. Da premettere che casa nostra è stata venduta dalla stessa agenzia e accettammo la proposta a € 160000 chiedendo di aggiungere dalla parte acquirente €5000 in modo tale da pagare l’agenzia così fu rogitammo il 22 aprile 2022. (Incassammo la caparra di 3000€ alla delibera del muto della parte acquirente). Chiedemmo al titolare d’agenzia di trattare anche per la casa che stavamo acquistando per 220.000 in modo tale da prendere la sua provvigione di €10.000 direttamente dal venditore. Ci diede la sua parola e non contento per tranquillizzarci scrisse su un fogliettino tali cifre e firmate da entrambe le parti per presa visione. (ovviamente tali cifre messe cosi su un fogliettino senza specifica dicitura non avevano alcun valore ai fini legali e ufficiali). La casa è una villa bifamiliare a piano terra, primo piano, sottotetto, magazzino cantine e giardino. Noi decidemmo di acquistare il primo piano con sottotetto, 2 cantine e magazzino e giardino (vedi proposta di acquisto allegata). La proposta venne accettata in data 13 febbraio 2022. Il titolare dell’agenzia immobiliare Angelo Sciascia, chiese se fosse possibile far incassare l’assegno al venditore Tortorella Michele perché aveva bisogno di soldi per bloccare una casa. Nel mentre Alberto ed io ci rivolgemmo a un nostro broker di fiducia che ci ha seguito nell’acquisto di una casa nel 2013, per seguirci nuovamente per la richiesta del mutuo. La segretaria del broker richiese la copia della proposta di acquisto con relativi documenti necessari per avviare la richiesta del mutuo. Il titolare dell’agenzia Angelo Sciascia, non rilasciò alcuna copia cartacea al momento della firma della proposta d’acquisto, ho dovuto successivamente richiederla e mi è stata allegata ed inoltrata via email. La segretaria del broker mi fece notare che nella proposta di acquisto non fosse menzionata la dicitura: assegno vincolato all’ottenimento del mutuo (questa cosa avrebbe potuto creare difficoltà in caso di esito negativo da parte della banca, avremmo perso la caparra di € 3000). La settimana successiva alla proposta, ci contattò l’agenzia immobiliare per un problema con la proposta d’acquisto. Ci venne comunicato che ciò che avevamo richiesto e firmato nella proposta non poteva essere accolto del tutto e che dovevano cedere una cantina all’acquirente del piano terra. Il titolare dell’agenzia ci raccontò l’accaduto, dicendo che l’acquirente del piano terra nella prima proposta (avvenuta con il collaboratore del titolare dell’agenzia) chiese di voler acquistare l’immobile al piano terra, più giardino e cantina. La sua prima proposta non andò a buon fine a causa dell’importo basso, pertanto l’acquirente decise di fare una seconda proposta ma questa volta venne seguita e gestita dal titolare d’agenzia. Nel riscrivere la seconda proposta l’acquirente replicò con la stessa medesima dicitura della prima proposta ma con importo differente. Tutto ciò creò caos, perché noi avevamo già fatto la proposta con dicitura: immobile, sottotetto, 2 cantine (tutta la parte interrata), magazzino e un pezzo di giardino. Ci venne chiesto di rinunciare a un cantina per cederla all’acquirente del piano terra, e così dopo una lunga e intensa negoziazione tra me e Alberto cedemmo la cantina. Chiesi dunque di trascrivere una nuova proposta senza la cantina, il titolare d’agenzia mi disse che non aveva senso trascriverne un’altra dal momento in cui ci fosse un altro locale (una volta utilizzato per lo scaldabagno poi rimosso) con la dicitura nella piantina catastale: CANTINA. Nel mentre chiedemmo al titolare d’agenzia a quanto ammontassero le spese per le opere murarie e ci venne detta una somma indicativa € 4000 da dividere tra noi e l’acquirente del piano terra. Nelle settimane successive, mio marito per avere in quadro della situazione sulla suddivisione dei vari subalterni avendo ceduto a titolo gratuito la cantina, volevamo capire cosa potevamo negoziare in più, durante la loro conversazione il titolare d’agenzia chiese come mai venisse continuamente ripetuta la cifra di € 220.000 anziché 230.000 come da proposta, mio marito avevamo stabilito questa cosa insieme e che avevano firmato anche un fogliettino per tale accordo, ovviamente lui negò tale cosa dicendo qui vogliamo fare i furbi e che non esiste alcun fogliettino. Nei giorni a seguire ci venne mostrato dal titolare d’agenzia il preventivo del geometra di €7.900. Al momento della visione del preventivo, Alberto fece notare che l’importo non corrispondeva più ai 4000€ come da lui menzionato nell’incontro precedente e che fosse raddoppiato, lui rispose dicendo che era impossibile averci comunicato tale importo dal momento in cui lui non poteva sapere i prezzi non essendo un geometra. (lui e il geometra sono amici e collaborano sempre insieme). Ci rassicura dicendo che provava a dividere l’importo per tre: noi, l’acquirente del piano terra e venditore. Firmiamo tale preventivo e andiamo avanti. Dopo qualche giorno, mio marito il preventivo del geometra. In ufficio era presente anche il geometra. Il preventivo aveva un’importo differente dal precedente € 7050 circa da dividere in tre ( noi, acquirente piano terra e venditore). Alberto pagò con un’acconto sotto casa il geometra facendosi lasciare un foglio che attestava la venuta ricezione di tale somma. ( € 1700) Quando mio marito, mi comunicò le sue perplessità in merito al preventivo DI € 7050 dicendomi che secondo lui fosse stato modificato a nostra insaputa e che le firme fossero scannerizzate, anche perché l’esclamazione da parte di mio marito preventivo dI €7900: siamo arrivati ad 8000 euro di preventivo non avrebbe avuto senso. Il giorno 10 marzo 2022 ci venne comunicato l’esito positivo della delibera del mutuo. Qualche settimana dopo, Alberto mostrò l’immobile da fuori a un suo amico e nel mentre incontrò il proprietario Tortorella Michele in giardino, il quale gli comunicò che era stato contattato in mattinata dal titolare d’agenzia e che avremmo rogitato il 5 maggio 2022. (Da premettere che sulla proposta di acquisto l’atto notarile doveva avvenire entro il 30 aprile 2022 ovviamente stessa data per la vendita di casa nostra). Passano le settimane e tutto tace, mio marito dal geometra il quale gli comunicò che le varie suddivisione erano completate e mancava solo un documento il dofca una roba simile e che avrebbe provveduto a mandarci via email la fattura del saldo del preventivo di € 641,94, e se Alberto sapesse già la data del rogito, lui rispose di no e il geometra gli disse che il rogito avveniva tra il 26 e il 30 di aprile. Il giorno 20 aprile Alberto venne contattato dall’agenzia e gli venne chiesto di presentarsi in ufficio per fare il punto della situazione. Quando mio marito quando avremmo rogitato: Il titolare gli rispose il 5 maggio mica per colpa mia ma per colpa della tua banca, mio marito strano, e il titolare risposte Alberto non capisco se non capisci o fai finti di capire, mio marito diplomatico, no davvero spiegami perché non ho capito, ok va bene allora la tua banca sta avendo problemi perché mancano dei documenti per questo siamo in ritardo, e ti dirò di più l’acquirente del piano terra anche lui ha avuto problemi con la planimetria e rogiterà il 5 maggio. Mio marito capito e gli chiede le copie di tutti i documenti da noi firmati. Lui si rifiutò perché questi fogli una volta conclusi entrambi gli affari questa carta sarebbe andata al macero come carta straccia. Nel mentre il titolare prese un postit e lo incolla su un foglio scrivendo € 1500 con data 20/04/22 (provvigione da saldare €5000 entro il 22/04 data del rogito della vendita di casa nostra) mio marito a prendere i soldi e gli chiede se può lasciargli una ricevuta come avvenuta ricezione lui cambia atteggiamento si alza e lo invita ad uscire dicendogli che avrebbe emesso fattura, mio marito esito. Il giorno 21 decido di contattare il broker il quale mi comunica telefonicamente che ci sono delle tempistiche, purtroppo la suddivisione dei subalterni è andata pere le lunghe e per tanto tutte le volte che il perito usciva c’era qualcosa di anomalo da sistemare e che i sistemi informatici devono avere il tempo per trascrivere il tutto, nel primo pomeriggio l’agenzia ci chiamò telefonicamente per portare l’assegno per la sua provvigione e di consegnarlo a loro entro le ore 17.30 e così fu. Per le ore 17 mi recai con l’assegno mancava solo la dicitura intestazione, lui vide l’assegno e mi disse fammelo vedere e io gli risposi prima per cortesia dimmi a chi devo intestarlo poi lo prese e ne verificò l’autenticità, facendo il gesto come con le banconote, subito dopo mi disse hai 10 minuti? Gli dissi no guarda ho il bimbo in macchina, gli proposi di parlare con Alberto essendo più libero di me e lui mi disse voglio parlare proprio con te gli dissi di no che se riuscivo passavo dopo. Ovviamente non passai, il giorno 22 aprile 2022 rogitammo, al momento della domanda del notaio quando l’immobile veniva consegnato lui rispose oggi (siamo stati intelligenti nel sgomberare casa, perché alberto aveva capito che avrebbe creato qualche altro problema essendo inaffidabile, in conclusione lui ebbe tutto il tempo dell’atto notarile un’atteggiamento schivo e risentito. Martedì 26 aprile sentimmo un’avvocato spiegammo tutta la questione e ci disse che l’unico modo per venirne fuori puliti e richiedere i danni era che il broker avrebbe dovuto scrivere che la colpa di tale ritardo fosse per colpa dell’immobile non pronto catastalmente, perché se il problema fosse stato della nostra banca il venditore avrebbe potuto chiedere a noi i danni per mancato rispetto della data della proposta inserita nella proposta d’acquisto. Ciò che mi fu spiegato al telefono il 21 aprile fu riconfermato via email scritta, l’avvocato lesse tale email nel quale non si evinceva alcuna colpa, bensì era colpa da entrambe la parti (banca e immobile non pronto). L’avvocato con tale email ci suggerì di lasciar perdere non avendo nulla a nostro favore. Passarono giorni e meditammo perché questa situazione ci logorava parecchio sotto tutti i punti di vista. Decidemmo di fissare un’appuntamento in data 2 maggio andammo insieme, registrai la conversazione di circa 43 min, spero di riuscire ad allegarla. In quella conversazione mio marito dove si teneva il rogito lui gli disse che il 5 maggio era una data ipotetica non confermata e mio marito che lui dice cose e poi dimentica e poi dice di non averle dette, gli disse anche che mia moglie problemi a lavoro nel chiedergli giorni per il rogito e lui rispose con strafottenza che posso farci io è colpa mia? Cosa volete da me? Sentendosi attaccato per giustificarsi chiamò il nostro broker, il broker ci comunico che il ritardo era dovuto al ritardo informatico e che nel mentre la banca credit agricole si è fusa con creval e pertanto tutto ciò provocava rallentamenti nonostante parecchi solleciti. Dopo la telefonata iniziai io a parlare io con il titolare comunicandogli la mia delusione: Sei stato non professionale nel gestire il tutto, stai creando un disservizio non indifferente, la comunicazione non è chiara e trasparente e ho aggiunto prima di questi( facendo il gesto dei soldi) viene l’integrità morale. Lui si è offeso chiedendoci di lasciare l’ufficio, ovviamente io mi rifiutai di uscire perché non avevo ancora finito, e gli comunico inoltre tu ti offendi ma tu tutte le volte che dici a mio marito , cosa vuoi alludere? Sai non è piacevole questa affermazione! Su tot cose che sono successe tu continui a negare tutto! Quando avevamo stabilito verbalmente e sul fogliettino che la proposta al venditore era di 220.000 tu hai fatto lo gnorri come se mio marito furbo, lui replicò dicendo che la prima proposta non andò a buon fine*, io ribatto ma dimmi un po' sulla vendita di casa nostra ti abbiamo detto qualcosa? No perché su casa nostra non c’erano stati problemi nel e dopo trattativa. Se siamo qui evidentemente perché ciò che diciamo è vero su 10 cose continui a negare tutto, mio marito che io sono scemo? Ho visto l’altra volta quando negavi tale fogliettino che lo tenevi nascosto sulla sinistra dietro due fogli, ma pensi davvero che sono scemo? Poi gli ho detto perché la copia dei contratti non me la dai cosa hai da nascondere e lui tuo marito lo sa avevamo deciso delle cose in nero… *Ma poi quale proposta? Noi abbiamo fatto una proposta, l’unica idea che mi viene in mente è questa il cliente ha accettato telefonicamente la proposta a 220.000 poi lui ha ricompilato la proposta a 220.000 e ha inserito le nostre firme scannerizzate, non riesco a darmi altra spiegazione. Poi lui dice a mio marito provvigione la sai eravamo rimasti sui 10.000 oppure neanche questa vuoi darmi? E mio marito non abbiamo firmato nulla sulla tua provvigione e lui esce un figlio con le nostre firme e la sua provvigione, mio marito foglio non l’abbiamo mai firmato queste sono firme scannerizzate fammi vedere l’originale, e lui ma cosa stai dicendo? Va bene ragazzi facciamo così questa casa non la comprate, al rogito non arriviamo annullo tutto vi ridò la caparra indietro vi do la mia parola! Io sono scoppiata a ridere dicendogli è arrivato il boss che decide lui se prendiamo o no questa casa, d'altronde ci da la sua parola, che finora non è valsa a nulla! Ci comunica inoltre che lui non è più il nostro consulente e di farci seguire dal broker ci alziamo e ce ne andiamo! Il giorno 4 maggio ci recammo a casa del proprietario, parlando mio marito copia della proposta da loro firmata, al momento non aveva tale documento perché aveva tutto in archivio la sorella notaio. Il giorno dopo loro avevano il rogito per la vendita della casa al piano primo, sicuramente avranno parlato con il titolare di agenzia. Qualche giorno fa mio marito e gli chiede delle cose e poi gli fa sei riuscito a farti passare la proposta da tua sorella e lui risponde la proposta li ha in mano il titolare d’agenzia noi non abbiamo nulla per noi ciò che è scritto sulla proposta va bene poi se tu hai dei disguidi con il titolare dell’agenzia quelle sono cose vostre. Ti comunico inoltre che l’unica copia cartacea di ciò che abbiamo firmato è quella del preventivo da 7050€ (preventivo modificato con firme non originali) Ti chiedo c’è un modo per procedere e far rivalere i nostri diritti?

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Il caso presenta diversi profili di illecito a carico del titolare dell'agenzia immobiliare. Esistono potenziali azioni civili per responsabilità del mediatore e risarcimento del danno, e — se confermata la falsificazione delle firme — anche una rilevante azione penale per falso in atto privato.

Quadro normativo

L'art. 1759 del Codice Civile impone al mediatore di comunicare alle parti ogni circostanza rilevante per la sicurezza e la valutazione dell'affare: chi viola questo obbligo risponde dei danni causati. La Legge 39/1989 disciplina l'attività degli agenti immobiliari e prevede responsabilità disciplinari per comportamenti scorretti. Sul versante penale, l'art. 485 c.p. punisce la FALSITÀ IN SCRITTURA PRIVATA (formazione o alterazione di un documento privato con dolo). Infine, l'art. 1375 c.c. impone la buona fede nell'esecuzione del contratto, obbligo sistematicamente violato nel caso descritto.

Come funziona in pratica

  • Analisi documentale: il preventivo del geometra da €7.050 con firme sospettate di essere scannerizzate va sottoposto a una perizia grafologica. Se confermata la falsificazione, si configura il reato di cui all'art. 485 c.p. ed è possibile presentare QUERELA entro tre mesi dalla scoperta del fatto.
  • Denuncia e azione civile: parallelamente alla querela penale, si può avviare un'azione civile per i danni subiti (spese, stress, disservizi, ritardo nel rogito), citando il mediatore per violazione degli obblighi ex art. 1759 c.c.
  • Segnalazione alla Camera di Commercio: l'agente immobiliare è iscritto a un apposito Ruolo tenuto dalla CCIAA competente. Una segnalazione formale dei comportamenti scorretti può portare alla sospensione o alla revoca dell'iscrizione.
  • Provvigione non documentata: se l'agente ha ammesso accordi parzialmente "in nero", ciò può integrare irregolarità fiscali segnalabili all'Agenzia delle Entrate, aumentando la pressione su di lui.
  • Cosa conviene fare

    a. Conservare con cura la registrazione audio dei 43 minuti: in Italia, la registrazione effettuata da un partecipante alla conversazione è ammissibile come prova documentale sia in sede civile sia penale (art. 234 c.p.p.), a patto che sia stata realizzata da chi era presente. b. Inviare immediatamente una RACCOMANDATA A/R o PEC all'agente, richiedendo formalmente copia di tutti i documenti firmati: il rifiuto scritto diventa prova aggiuntiva a vostro favore. c. Non attendere: la querela per falso ha termini precisi e alcune azioni civili si prescrivono nel tempo. d. Rivolgersi urgentemente a un avvocato specializzato in diritto immobiliare e civile che possa valutare la registrazione, i documenti disponibili e impostare la strategia più efficace. La materia è complessa e il quadro probatorio che avete — pur frammentato — potrebbe rivelarsi più solido di quanto sembri.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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