Banca non eroga fondi dopo riduzione del pegno approvata: rimedi
Utente_Anonimo_3481 · 8 visualizzazioni
Buongiorno ho bisogno di un consiglio da parte vostra mio suocero 99 anni ha fatto da garante tre anni fa ad un prestito intestato al figlio e a me nuora ca 50 mila euro su debito iniziale di 37 mila ora dopo tre anni il debito si e’ ridotto a euro 28000 prestito sempre pagato regolarmente mio suocero ha richiesto a metà’ aprile per iscritto con raccomandata alla banca riduzione del pegno in quanto ha spese urgenti da onorare. La banca ha fatto firmare il tutto e e’ stato a detta loro tutto approvato ora lui dal 27/4 attende erogazione sul conto che non e’ ancora dopo piu’ di un mese ancora avvenuta.Abbiamo sollecitato varie volte senza ottenere nessun riscontro siamo in forte difficoltà i soldi sono suoi e non sappiamo come uscirne grazie in anticipo per tutto
Risposta diretta
Se la banca ha approvato per iscritto la riduzione del pegno e ha fatto firmare i documenti, è vincolata a dare esecuzione all'accordo. Il mancato svincolo dei fondi dopo oltre un mese costituisce un inadempimento contrattuale che può essere contestato formalmente con strumenti rapidi ed efficaci.
Quadro normativo
La situazione è regolata da più fonti
- Art. 2799 c.c. — prevede il diritto alla riduzione del pegno quando il credito garantito si è parzialmente estinto
- Art. 1218 c.c. — disciplina la responsabilità della banca per inadempimento contrattuale
- D.Lgs. 385/1993 (TUB), art. 128-bis — obbliga le banche ad aderire all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), uno strumento di risoluzione stragiudiziale rapido e gratuito per il cliente
- Disposizioni di Banca d'Italia sui reclami bancari — la banca deve rispondere entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo scritto
Come funziona in pratica
- La raccomandata inviata ad aprile costituisce già una richiesta formale, ma ora serve un reclamo scritto ufficiale indirizzato all'Ufficio Reclami della banca
- Nel reclamo si deve indicare: la data della richiesta originale, la data di approvazione, i documenti firmati, il mancato accredito e il danno subito
- La banca ha 30 giorni per rispondere; se non risponde o risponde negativamente, si apre il diritto al ricorso ABF
- L'ABF (Arbitro Bancario Finanziario) è gratuito per il cliente, decide entro 60-90 giorni e le banche si conformano alle decisioni nel 97% dei casi
- In caso di urgenza documentata (le spese che suo suocero deve onorare), si può chiedere nel reclamo un riscontro urgente motivando il danno concreto
Cosa conviene fare
- Subito: inviare reclamo scritto tramite raccomandata A/R o PEC all'Ufficio Reclami della banca, allegando copia di tutta la documentazione (raccomandata di aprile, documenti firmati in banca, estratti conto che provano i pagamenti regolari)
- Conservare tutto: ogni comunicazione con la banca, anche verbale, va documentata (email, messaggi, nomi degli operatori)
- Se la banca non risponde entro 30 giorni: presentare ricorso all'ABF tramite il sito ufficiale arbitrobancariofinanziario.it — è gratuito e non richiede un avvocato
- Valutare il danno: se il ritardo ha causato spese aggiuntive o interessi su altri debiti, questi vanno quantificati e inclusi nella richiesta
- Consultare un avvocato se la banca oppone resistenza anche dopo l'ABF: in quel caso si può agire in giudizio per ottenere l'adempimento forzato e il risarcimento del danno
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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