Successioni e Donazioni

INPS chiede rimborso NASpI a Verona: eredi minori

Utente_Verona_9363 · 1 visualizzazioni

Ho bisogno di un consulto su una lettera ricevuta dall'INPS dove intimano di pagare a me e alle mie figlie minorenni (eredi della mia ex moglie deceduta nel 2020) una quota Naspi ricevuta da lei e non spettante. Premetto che il conto corrente di mia moglie è ancora bloccato e in essere, visto che ho due figlie minori, mi chiedevano quasi 2000 € di spese per recuperare la stessa cifra depositata... dove peraltro c'è probabilmente la somma che chie

Risposta diretta

La richiesta INPS di restituzione della NASpI può essere affrontata con buone probabilità di tutela. Le sue figlie, in quanto minorenni, accettano automaticamente l'eredità con il beneficio d'inventario (art. 489 c.c.): rispondono dei debiti della madre solo nei limiti dei beni ereditati, non con il loro patrimonio personale. Inoltre, se al momento del decesso era già divorziato, lei non è erede della ex moglie e non può essere ritenuto personalmente responsabile.

Quadro normativo

  • Art. 489 c.c. — I minori di età accettano l'eredità automaticamente con beneficio d'inventario, senza bisogno di dichiarazione espressa
  • Art. 490 c.c. — Chi accetta con beneficio d'inventario risponde dei debiti ereditari solo fino al valore dei beni ricevuti
  • Art. 41 D.Lgs. 22/2015 — Disciplina il recupero da parte dell'INPS delle prestazioni NASpI percepite indebitamente
  • Art. 480 c.c. — Il diritto di rinunziare all'eredità si prescrive in 10 anni dall'apertura della successione
  • Il Tribunale di Verona è competente per la successione e per le autorizzazioni del giudice tutelare negli atti riguardanti i minori

Come funziona in pratica

  • Le sue figlie non possono mai rispondere oltre il valore dell'asse ereditario: l'INPS può aggredire solo i beni ereditati dalla madre, non il loro patrimonio futuro
  • Il conto corrente bloccato della ex moglie fa parte dell'asse ereditario: in linea di principio, l'INPS potrebbe essere soddisfatta direttamente da quella somma, senza che lei o le figlie debbano sborsare denaro proprio
  • Per sbloccare il conto e utilizzare quelle somme occorre l'autorizzazione del giudice tutelare del Tribunale di Verona, competente per gli atti che riguardano i minori
  • Lei, in quanto ex marito — se il divorzio era definitivo al momento del decesso — non è erede e non può essere ritenuto responsabile in proprio; la sua inclusione nella richiesta INPS potrebbe essere un errore da contestare formalmente
  • Ha il diritto di richiedere all'INPS copia di tutta la documentazione a supporto della presunta indebita percezione prima di qualsiasi pagamento

Cosa conviene fare

  • Verificare subito se lei è indicato nell'atto INPS come erede o solo come tutore/rappresentante legale delle figlie: le due posizioni hanno conseguenze giuridiche molto diverse
  • Contestare formalmente la richiesta INPS entro i termini indicati nella lettera (di norma 30-60 giorni), chiedendo copia degli atti e sospensione della procedura
  • Rivolgersi al giudice tutelare del Tribunale di Verona per ottenere l'autorizzazione a sbloccare il conto e saldare il debito INPS direttamente dall'eredità, evitando di anticipare somme proprie
  • Valutare con un avvocato a Verona la rinuncia all'eredità per le figlie, se l'analisi complessiva dell'asse ereditario rivelasse debiti superiori all'attivo
  • Non rispondere all'INPS senza assistenza legale: ogni comunicazione spontanea può essere usata a sfavore

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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