Parcella avvocato Padova: come contestarla
Utente_Padova_7156 · 1 visualizzazioni
Ho concordato con un avvocato la parcella per la causa di una divisione ereditaria il cui valore complessivo stimato era di circa euro 600mila ed è risultato di euro 185mila procapite alla fine in quanto 3 eredi per un valore complessivo di tutti gli oneri per ero.... . Alla fine della conciliazione, mi sono visto recapitare una proposta di parcella del valore tre volte superiore a quella pattuita da onorare: una parte ad un suo collega che ha collaborato alla stesura delle memorie e la rimanente a lui. Mi sono considerato ingannato da questo comportamento e visto che avevo una parcella anche inferiore di un altro avvocato, mi sono opposto a saldare la quota parte al collega in quanto con lui non avevo sottoscritto alcun contratto e la rimanente all'avvocato con cui avevo sottoscritto il contratto. Tengo a precisare che ho saldato quanto pattuito. Cerco un avvocato disposto ad assistermi
Risposta diretta
Avete già pagato quanto pattuito per iscritto: è questa la vostra difesa principale. L'accordo sul compenso firmato con il vostro avvocato ha forza vincolante ai sensi dell'art. 2233 c.c., e il collaboratore esterno — con cui non avete mai stipulato alcun contratto — non può pretendere compensi direttamente da voi.
Quadro normativo
- Art. 2233 c.c. — il compenso del professionista è determinato dall'accordo scritto; in mancanza si ricorre ai parametri o all'equità
- Art. 13, L. 247/2012 (Nuova Legge Forense) — il preventivo/accordo scritto ha carattere vincolante; qualsiasi variazione deve essere preventivamente comunicata e accettata dal cliente
- D.M. 55/2014 (parametri forensi) — applicabili solo in assenza di accordo scritto, non possono derogare a un patto già concluso
- Art. 29, Codice Deontologico Forense — l'avvocato è tenuto a informare il cliente in anticipo di ogni variazione del compenso; il collaboratore è ingaggiato dall'avvocato principale, non dal cliente
Come funziona in pratica
- Il contratto scritto firmato con il vostro avvocato è la fonte del rapporto: se indicava un importo o una base di calcolo concordata, l'avvocato vi è vincolato
- Il collaboratore (avvocato terzo) non aveva alcun rapporto contrattuale diretto con voi; il suo eventuale credito è verso il collega che lo ha ingaggiato, non verso il cliente
- Se l'avvocato o il collaboratore decidono di agire in giudizio, il percorso più probabile è un ricorso per decreto ingiuntivo davanti al Tribunale di Padova
- Una volta notificato, avrete 40 giorni per proporre opposizione a decreto ingiuntivo (art. 645 c.p.c.), producendo il contratto originale e le prove del pagamento già effettuato
- Potete parallelamente presentare un esposto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Padova, che ha competenza disciplinare sugli avvocati iscritti nel Veneto
Cosa conviene fare
- Conservate il contratto originale con l'indicazione della parcella concordata: è la vostra prova principale
- Raccogliete tutte le prove del pagamento già effettuato (bonifici, ricevute, fatture quietanzate)
- Non rispondete a richieste di pagamento in modo informale: qualsiasi comunicazione va fatta per iscritto e documentata
- Presentate un esposto al COA di Padova: la richiesta unilaterale di un compenso triplo rispetto a quello pattuito può configurare violazione del Codice Deontologico Forense
- Se arriva un decreto ingiuntivo, agite immediatamente: i 40 giorni per l'opposizione decorrono dalla notifica e sono perentori
- Affidate il caso a un avvocato esperto in responsabilità professionale forense con sede a Padova, in grado di coordinare sia l'eventuale opposizione sia il procedimento disciplinare
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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