Separazione e Divorzio

Revoca mantenimento figlio maggiorenne

Utente_padova_8126 · 469 visualizzazioni

Sono divorziato da circa tre anni. Pago il mantenimento di mio figlio, che dal due ottobre ha iniziato a lavorare presso una grossa industria, diventando indipendente economicamente. Va da sè la richiesta che il mantenimento cessi. La madre è d'accordo. Il figlio anche. Mi serve chiedere al giudice che omologhi la cosa, stabilendo che gli assegni non vengano più versati.

Sì, anche quando tutte le parti sono d'accordo, la revoca dell'assegno di mantenimento fissato in sede di divorzio richiede un provvedimento del Tribunale. Non è sufficiente un accordo privato: finché il giudice non modifica le condizioni, l'obbligo di pagamento rimane formalmente in vigore.

Quadro normativo

L'obbligo di mantenimento verso i figli maggiorenni cessa quando questi raggiungono l'indipendenza economica, secondo l'art. 337-septies c.c. La giurisprudenza costante (Cass. civ. n. 17183/2020 e successive) afferma che l'avvio di un'attività lavorativa stabile e remunerata integra questa condizione. La procedura per modificare le condizioni del divorzio è disciplinata dall'art. 9 della Legge n. 898/1970 (Legge sul Divorzio), che consente la revisione dei provvedimenti economici al mutare delle circostanze.

Come funziona in pratica

Poiché c'è il consenso di entrambi gli ex coniugi, la strada più rapida è il ricorso congiunto di modifica delle condizioni di divorzio:

  • Entrambi i genitori presentano insieme un ricorso al Tribunale di Padova (foro competente)
  • Nel ricorso si indica la nuova situazione lavorativa del figlio e si chiede la revoca dell'assegno
  • È utile allegare documentazione che provi l'indipendenza economica del figlio: busta paga, contratto di lavoro o attestazione del datore
  • Il Tribunale fissa un'udienza (spesso breve nei procedimenti consensuali) e verifica la sussistenza dei presupposti
  • Se tutto è in ordine, emette un decreto di omologazione che sostituisce il provvedimento precedente
  • Da quel momento il pagamento non è più dovuto, con efficacia dalla data del decreto

Cosa conviene fare

  • Raccogliere subito la documentazione sul lavoro del figlio: busta paga, contratto o anche una dichiarazione scritta del figlio sulla sua situazione economica
  • Rivolgersi a un avvocato per redigere il ricorso congiunto: entrambe le parti possono farsi assistere dallo stesso legale, riducendo i costi
  • Non interrompere i pagamenti prima del decreto del giudice: farlo esporrebbe al rischio di morosità formale, anche se tutti sono d'accordo
  • Verificare se nel provvedimento originario di divorzio vi siano clausole specifiche sulla cessazione del mantenimento, che potrebbero semplificare la procedura
  • Considerare che i tempi al Tribunale di Padova per procedure consensuali di questo tipo sono in genere contenuti, spesso 2-4 mesi

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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DOMANDE DI FOLLOW-UP

💬 Utente_Padova_1250

Ho due figli 20 e 18 anni mia figlia di 20 il 30 settembre avrà un contratto di apprendistato di tre anni a circa 1300€ al mese e l'altro ha un contratto di un mese di fino a fine settembre part time, in accord con la mia ex il primo figlio e d'accordo pure di smettere l altro posso tirare via la metà del mantenimento visto che comunque non fa 8 ore intere e non ha molta voglia di lavorare ?? Vorrei precisare che ho fatto una proposta alla mia ex di tirare via tt il mantenimento e mi accollo la metà del secondo figlio di un prestito che avevamo insieme fino a giugno.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash

Risposta diretta

Sì, puoi cessare il mantenimento del figlio maggiorenne che ha raggiunto l'indipendenza economica, e ridurlo per il figlio con lavoro part-time. Avendo l'accordo della tua ex, la strada più rapida è formalizzarlo tramite negoziazione assistita o ricorso congiunto al Tribunale.

Quadro normativo

L'obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni è disciplinato dall'art. 337-septies c.c.: cessa nel momento in cui il figlio raggiunge l'autosufficienza economica. Non esiste un'età precisa — conta se il figlio guadagna abbastanza da mantenersi autonomamente. La giurisprudenza considera rilevante anche la condotta del figlio: chi rifiuta opportunità lavorative adeguate può perdere il diritto al mantenimento.

Come funziona in pratica

  • Figlia 20 anni con apprendistato a ~1.300€/mese: uno stipendio stabile da apprendistato triennale è generalmente considerato sufficiente per l'autosufficienza economica. Il mantenimento può cessare dal momento dell'assunzione (1° ottobre).
  • Figlio 18 anni con part-time a scadenza: il contratto a termine part-time non basta da solo a dichiarare l'autosufficienza. Tuttavia, puoi chiedere una riduzione proporzionale del mantenimento, e se il figlio ha concrete possibilità di lavoro che rifiuta, il giudice può sopprimerlo del tutto.
  • Accordo con la tua ex sul prestito: la proposta di accollarti metà del debito condiviso in cambio della rinuncia al mantenimento è ammissibile, ma deve essere messa nero su bianco nell'accordo formale.
  • Per rendere tutto legalmente vincolante, serve un documento omologato: senza, rischi che in futuro si contesti il mancato pagamento.

Cosa conviene fare

  • Rivolgerti a un avvocato per redigere un accordo di negoziazione assistita (entrambi i genitori prendono un avvocato ciascuno, si raggiunge l'accordo e il PM lo autorizza): è più veloce e meno costoso di un'udienza.
  • In alternativa, presentare un ricorso congiunto di modifica delle condizioni di divorzio al Tribunale di Padova, allegando la prova del contratto di lavoro della figlia.
  • Includere nell'accordo la clausola sul prestito e la riduzione/cessazione del mantenimento per entrambi i figli, con decorrenze precise (es. 1° ottobre per la figlia).
  • Per il figlio part-time, documentare le offerte di lavoro rifiutate o la scarsa volontà lavorativa: rafforza la posizione in caso di contestazione futura.
  • Non smettere di pagare unilateralmente senza accordo scritto omologato: fino alla formalizzazione, l'obbligo rimane e gli arretrati si accumulano.

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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