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Doppio pignoramento a Bari: come sbloccarlo

Utente_Bari_7354 · 142 visualizzazioni

Ho bisogno di un avvocato civilista in quanto ho avuto un pignoramento, oltre alla trattenuta sullo stipendio, fino al 08/24, mi hanno bloccato la stessa cifra sul conto corrente postale, circa 3800 essendo il pignoramento di 2500 più la metà, con udienza fissata x il 4/10/24, xché prendere due volte i soldi.Sbloccare almeno i soldi del c/c.

Hai un pignoramento a Bari? Attenzione: i termini per opporti sono brevi. Prima agisci, più opzioni hai.

Risposta diretta

Sì, subire contemporaneamente un pignoramento dello stipendio e un pignoramento sul conto corrente per lo stesso debito è una situazione potenzialmente illegittima: può configurare un eccesso nell'esecuzione, e la legge tutela specificamente le somme di stipendio già accreditate in banca.

Quadro normativo

L'art. 545 c.p.c. è la norma centrale. I commi 7 e 8 stabiliscono che le somme derivanti da stipendio, già accreditate su conto corrente al momento del pignoramento, sono impignorabili fino all'equivalente del triplo dell'assegno sociale (oggi circa €1.600 × 3 = ~€4.800). Oltre quella soglia, si applica il limite ordinario del quinto. Se invece le somme nel conto provengono da un pignoramento già in corso presso il datore di lavoro, il creditore non può aggredire due volte la stessa fonte per recuperare lo stesso credito. Questo integra un eccesso di esecuzione censurabile davanti al Tribunale di Bari, sezione esecuzioni civili, che è il giudice territorialmente competente.

Come funziona in pratica

  • Il creditore ha pignorato lo stipendio direttamente presso il datore di lavoro (pignoramento presso terzi, art. 543 c.p.c.) fino ad agosto 2024
  • Ha poi notificato un secondo pignoramento presso le Poste, bloccando circa €3.800 sul conto corrente postale
  • Se quelle somme derivano dallo stipendio già versato, l'art. 545 co. 7-8 c.p.c. le protegge fino al triplo dell'assegno sociale
  • Il giudice dell'esecuzione può essere investito della questione già all'udienza del 4 ottobre 2024, oppure con un'istanza urgente di sospensione presentata prima di quella data
  • Il rimedio formale è l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) o un'istanza ex art. 549/512 c.p.c. di fronte al giudice dell'esecuzione

Cosa conviene fare

  • Agire subito: l'udienza del 4 ottobre è ravvicinata; un avvocato deve esaminare gli atti prima di quella data
  • Raccogliere la documentazione: estratto conto postale con i movimenti, busta paga con la trattenuta del quinto, atti del pignoramento notificati
  • Verificare l'origine delle somme bloccate: se il saldo del conto proviene da accrediti di stipendio, la protezione dell'art. 545 co. 7-8 c.p.c. si applica direttamente
  • Presentare istanza di sospensione davanti al Tribunale di Bari prima dell'udienza, chiedendo lo sblocco delle somme impignorabili
  • Verificare se il creditore ha già incassato tramite il pignoramento stipendio: se sì, potrebbe aver già soddisfatto il credito e il pignoramento sul conto è ultroneo

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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DOMANDE DI FOLLOW-UP

💬 Utente_Bari_6848

Salve ,domando gentilmente,ho avuto un doppio pignoramento di 121 euro in busta paga ,il problema e che ho le buste paga ma non percepisco lo stipendio dal mese di maggio Cosa fare?grazie

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash

Risposta diretta

Se lo stesso creditore ha pignorato contemporaneamente il tuo stipendio in busta paga e le somme già accreditate sul conto corrente, si tratta quasi certamente di un doppio pignoramento sullo stesso credito, che la legge limita severamente. Puoi chiedere al giudice dell'esecuzione di liberare le somme bloccate sul conto che superano i limiti di legge.

Quadro normativo

L'art. 545 del Codice di Procedura Civile, modificato dalla L. 221/2012, stabilisce due protezioni fondamentali:

  • Lo stipendio in busta paga è pignorabile nella misura massima di un quinto del netto per debiti ordinari
  • Le somme derivanti da stipendio già accreditate sul conto corrente sono pignorabili solo per la parte che eccede il triplo dell'assegno sociale (nel 2024 pari a circa 1.603 euro): al di sotto di questa soglia, il saldo è intoccabile
Questo significa che il creditore non può azzerare il conto corrente se le somme provengono da retribuzione, anche se tecnicamente ha ottenuto due titoli esecutivi separati.

Come funziona in pratica

  • Il giudice dell'esecuzione, nell'udienza già fissata, è la sede giusta per sollevare il problema
  • Devi dimostrare che le somme sul conto postale derivano dallo stipendio (le buste paga che hai sono la prova chiave)
  • Se il saldo bloccato (circa 3.800 euro) è inferiore al triplo dell'assegno sociale, puoi chiedere la liberazione integrale delle somme
  • Se supera la soglia, hai comunque diritto a che venga svincolata la parte protetta
  • Il fatto che il datore di lavoro non ti paghi da maggio è un problema separato: hai diritto di agire contro il datore per il mancato pagamento delle retribuzioni

Cosa conviene fare

  • Prima dell'udienza del 4 ottobre: presenta un'istanza al giudice dell'esecuzione chiedendo la riduzione o la revoca del pignoramento sul conto, allegando le buste paga come prova della provenienza delle somme
  • Calcola il saldo medio del conto nei mesi precedenti per dimostrare che deriva esclusivamente dallo stipendio
  • Porta all'udienza la documentazione bancaria (estratto conto) e le buste paga da maggio in poi
  • Se il datore non ti paga, valuta parallelamente un ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. o una diffida formale tramite avvocato
  • Considera di rivolgerti a un avvocato civilista a Bari già nei prossimi giorni: l'udienza è imminente e i termini per depositare memorie potrebbero essere stretti

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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