Diritto Tributario

Pensione bloccata per contributi mancanti: cosa fare?

Utente_Anonimo_7469 · 11 visualizzazioni

DA 2 ANNI PRENDO LA PENSIONE ANTICIPATA, ADESSO DEVE DIVENTARE DEFINITIVA SALTA FUORI CHE MANCANO I CONTRIBUTI 21-22 IL DEBITO È GIÀ IN RISCOSSIONE , FACCIO IL PAGAMENTO A RATE ON LINE DI 84 RATE ADESSO INPS MI DICE CHE NON VUOLE ASPETTARE 7 ANNI PRATICAMENTE VOGLIONO BLOCCARE LA PENSIONE DA NOVEMBRE. SE L'AGENZIA RISCOSSIONE HA ACCETTATO IL PAGAMENTO A RATE DOVREI ESSERE A POSTO ????

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Risposta diretta

Purtroppo no: il fatto che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione abbia accettato il pagamento a rate non vincola automaticamente l'INPS, che ha poteri autonomi sulla pensione e può sospenderla se ritiene che i contributi necessari non siano stati versati o regolarizzati in modo sufficiente.

Quadro normativo

La pensione anticipata contributiva richiede che i contributi siano effettivamente accreditati all'INPS. La rateizzazione del debito contributivo è disciplinata dal D.P.R. 602/1973 (e successive modifiche) e riguarda il rapporto tra il debitore e l'agente della riscossione, ma non sostituisce il versamento effettivo delle somme all'INPS. L'istituto, ai sensi della normativa previdenziale, può rivalutare il diritto alla pensione se emergono contributi mancanti che erano determinanti per la maturazione del requisito pensionistico. Il D.Lgs. 241/1997 e la circolare INPS n. 88/2014 chiariscono che la regolarizzazione contributiva è completa solo con il pagamento integrale o l'avanzamento regolare del piano di rateizzazione.

Come funziona in pratica

  • L'INPS ha ricevuto comunicazione dei contributi non versati per il 2021-2022 e ha rilevato che erano necessari per la pensione definitiva
  • La rateizzazione accettata dall'Agenzia Riscossione significa che il debito è riconosciuto e non si rischia pignoramento, ma le somme non sono ancora nelle casse INPS
  • L'INPS può legittimamente sostenere che fino al pagamento integrale i contributi non sono "coperti" e quindi il requisito pensionistico non è pienamente soddisfatto
  • Il piano da 84 rate (7 anni) è visto dall'INPS come un periodo troppo lungo per sospendere il giudizio sulla pensione definitiva
  • INPS può emettere un provvedimento di sospensione o revoca della pensione anticipata, con possibile richiesta di restituzione di quanto percepito

Cosa conviene fare

  • Presentare subito un ricorso amministrativo all'INPS (entro 90 giorni dal provvedimento formale) contestando la sospensione e allegando tutta la documentazione della rateizzazione
  • Richiedere al patronato (CGIL, CISL, UIL, CAF) assistenza gratuita per presentare il ricorso e negoziare con l'INPS
  • Verificare se è possibile accelerare il pagamento delle rate relative agli anni 2021-2022, almeno parzialmente, per dimostrare buona fede e ridurre il debito in tempi più brevi
  • Chiedere all'INPS se è applicabile la sospensione cautelare del provvedimento nelle more della definizione della rateizzazione
  • Consultare un avvocato previdenzialista: se l'INPS procede ugualmente, è possibile ricorrere al giudice del lavoro (Tribunale, sezione previdenza) per ottenere un provvedimento d'urgenza che blocchi la sospensione della pensione durante il giudizio

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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