Mobbing e demansionamento a Lecco: tutele
Utente_Lecco_5697 · 2 visualizzazioni
Il Cliente è assunto fin dal 2002 è assunto presso una grossa azienda. Questo ha già subito un licenziamento illegittimo che nel 2013 è stato dichiarato tale dal Tribunale di Lecco. Ad oggi il Cliente ha ricominciato a subire tutta una serie di condotte vessatorie, tra cui: discriminazione per il suo stato di salute, demansionamento, trasferimenti disciplinari, ecc. Tanto premesso, al Cliente occorre un Legale su Lecco che lo assista nella menzionata vicenda. COD (L)
Risposta diretta
Il lavoratore che subisce demansionamento, discriminazione per stato di salute e trasferimenti disciplinari reiterati ha strumenti concreti di tutela: può agire davanti al Tribunale di Lecco – Sezione Lavoro per far cessare le condotte, ottenere il ripristino delle mansioni e risarcire il danno.
Quadro normativo
Le condotte descritte interessano più norme
- Art. 2103 c.c. (come modificato dal D.Lgs. 81/2015): vieta il demansionamento unilaterale salvo accordo in sede protetta o specifiche ipotesi di legge
- Art. 15 Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970): sancisce la nullità di qualsiasi atto o patto discriminatorio, inclusa la discriminazione per condizioni di salute
- Art. 2087 c.c.: obbligo del datore di tutelare l'integrità psicofisica del lavoratore — base per il risarcimento del danno da mobbing
- D.Lgs. 216/2003: recepisce la direttiva UE contro le discriminazioni per disabilità/salute
- Art. 2 D.Lgs. 81/2015: il trasferimento disciplinare senza giustificato motivo oggettivo può essere impugnato
Come funziona in pratica
- Raccogliere le prove: buste paga (per verificare il livello retributivo e le mansioni effettive), comunicazioni scritte, ordini di servizio, email, testimonianze di colleghi
- Verificare i demansionamenti: confrontare le mansioni contrattuali (livello CCNL) con quelle assegnate oggi
- Impugnare i trasferimenti: il trasferimento disciplinare va impugnato entro 60 giorni con atto stragiudiziale, poi eventuale ricorso ex art. 700 c.p.c. per sospensione cautelare urgente
- Tentativo di conciliazione: per le controversie di lavoro è possibile il tentativo presso la DTL di Lecco o in sede sindacale
- Ricorso al Tribunale di Lecco – Sezione Lavoro: via principale per fare accertare le condotte discriminatorie e ottenere risarcimento del danno biologico, morale e patrimoniale
Cosa conviene fare
- Documentare tutto subito: ogni ordine di servizio, ogni cambio di mansioni, ogni comunicazione — la prova del mobbing è per accumulo di episodi
- Non dimettersi: le dimissioni "in bianco" o rassegnate sotto pressione possono far perdere il diritto alla NASpI e indebolire la posizione processuale
- Affidarsi a un avvocato giuslavorista a Lecco: la complessità della vicenda (storicità, più condotte, discriminazione per salute) richiede una strategia processuale coordinata
- Valutare il ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. davanti al Tribunale di Lecco se il demansionamento è grave e attuale — i tempi del rito ordinario del lavoro sono già abbastanza rapidi, ma in casi gravi l'urgenza è lo strumento più efficace
- Segnalare all'Ispettorato del Lavoro (ITL Lecco): la discriminazione per stato di salute può essere segnalata in parallelo all'azione giudiziale
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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