Truffa online: scarpe ordinate, altra merce ricevuta
Utente_Anonimo_9214 · 57 visualizzazioni
sono stato truffato (articolo 640 del codice penale), ho comprato delle scarpe da un sito che ho trovato su instagram, ma sono arrivate delle borse per €370. Ho già sporto denuncia ai carabinieri e segnalato la contestazione a GLS relativa alla spedizione [IBAN omesso]. il suo numero è [numero omesso]
Risposta diretta
Hai subìto una truffa online (art. 640 c.p.) e, avendo già sporto denuncia, hai attivato il percorso penale corretto. In parallelo, puoi agire in sede civile per ottenere il rimborso di €370 attraverso strade più rapide.
Quadro normativo
Sul piano penale, l'art. 640 del Codice Penale punisce la truffa con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Se la condotta è avvenuta tramite mezzi informatici (sito e-commerce, Instagram), si applica l'art. 640-ter c.p. (frode informatica), che prevede pene più severe. Sul piano civile, il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) tutela l'acquirente in caso di merce non conforme o non consegnata, con diritto al rimborso integrale. Si applica anche la normativa sulla responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c.
Come funziona in pratica
- Denuncia ai Carabinieri — hai già fatto bene. La Procura può procedere d'ufficio per truffa aggravata online
- Contestazione alla spedizione (GLS) — utile per documentare che il pacco conteneva merce diversa da quella ordinata; conserva tutta la corrispondenza scritta
- Rimborso tramite metodo di pagamento — se hai pagato con carta di credito/debito o PayPal, puoi aprire una procedura di chargeback (storno) entro 120 giorni dalla transazione, allegando prove (screenshot ordine, foto della merce ricevuta, denuncia)
- Diffida formale al venditore — anche se il sito è probabilmente falso, inviare una PEC o raccomandata A/R costituisce prova per eventuali azioni successive
- Segnalazione alla Polizia Postale — oltre ai Carabinieri, la Polizia Postale è specializzata in reati informatici e può agire più efficacemente su truffe e-commerce
Cosa conviene fare
- Priorità massima: contatta subito la tua banca o il circuito di pagamento usato (Visa/Mastercard/PayPal) e chiedi il chargeback — è la via più rapida per riavere i €370
- Conserva tutti gli screenshot del sito Instagram, dell'annuncio, della conferma d'ordine e della merce ricevuta: sono prove fondamentali sia per il chargeback che per le indagini
- Fai fotografare la merce ricevuta (le borse) prima di qualsiasi restituzione, per documentare la difformità
- Se il pagamento è avvenuto tramite bonifico bancario, contatta la tua banca per una richiesta di recall dei fondi — possibile se la truffa è recente
- Valuta una segnalazione all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza) e alla Guardia di Finanza per pubblicità ingannevole su Instagram
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Ti conviene contattare un avvocato?
Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.
💬 Utente_Anonimo_1794
i soldi mi saranno resi dopo la truffa? li ho paganti in contanti oggi alla GLS in sede.
Risposta diretta
Recuperare i soldi da una truffa pagata in contanti (contrassegno) è difficile ma possibile: la strada principale è la costituzione di parte civile nel procedimento penale già avviato, oppure una causa civile separata contro il venditore una volta identificato.
Quadro normativo
Il fatto descritto integra il reato di truffa ai sensi dell'art. 640 del Codice Penale (induzione in errore con artifizi per ottenere un ingiusto profitto). Sul piano civile, si applicano gli artt. 1218 e seguenti c.c. (inadempimento contrattuale) e il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), che tutela gli acquirenti online anche nei confronti di venditori esteri o non registrati. Il pagamento in contrassegno tramite corriere non coinvolge la banca, quindi non è possibile il chargeback bancario.
Come funziona in pratica
- La denuncia ai Carabinieri già sporta è il passo fondamentale: attiva le indagini e permette alle forze dell'ordine di tracciare il venditore tramite i dati della spedizione, il numero di telefono e l'IBAN fornito
- GLS, in quanto corriere che ha riscosso il contante, è tenuta a trasferire i soldi al mittente: la contestazione formale alla GLS che hai già fatto è corretta e può bloccare o rallentare il pagamento al truffatore
- Una volta identificato il responsabile (anche tramite le indagini penali), puoi costituirti parte civile nel processo per ottenere il risarcimento del danno direttamente nella sentenza penale
- In alternativa, puoi agire in sede civile per inadempimento contrattuale chiedendo la restituzione dei €370 + eventuali spese
- Puoi anche segnalare il sito alla Polizia Postale (https://www.commissariatodips.it) e all'AGCM per pratiche commerciali scorrette
Cosa conviene fare
- Conserva tutto: screenshot del sito Instagram, conferme d'ordine, foto delle borse ricevute, ricevuta GLS — saranno prove essenziali
- Torna dai Carabinieri con il numero di telefono e l'IBAN che hai (anche se omessi qui): sono tracce preziose per identificare il truffatore
- Scrivi formalmente a GLS chiedendo la sospensione del pagamento al mittente e i dati del mittente stesso (mittente + indirizzo sono nel contratto di spedizione)
- Se GLS non collabora, valuta un esposto all'Autorità Garante o una diffida legale al corriere
- Rivolgiti a un avvocato per valutare la costituzione di parte civile: è gratuita in sede penale e ti permette di ottenere risarcimento senza avviare una causa civile separata
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Anonimo_1206
di lui ancora non sappiamo niente ma sappiamo che è di napoli, numero, instagram e sito, l'IBAN suo non lo ho perché ho pagato la GLS, che al momento non è propensa a collaborare in quanto mi hanno ripetuto più volte che loro non possono farci nulla. Inoltre Cosa è una diffida legale al corriere o esposto all'Autorità garante.
Risposta diretta
Hai subìto una truffa contrattuale (art. 640 c.p.): hai diritto al rimborso del pagamento e puoi agire su più fronti contemporaneamente — penale (già fatto con la denuncia ai Carabinieri), civile e amministrativo.
Quadro normativo
La tua situazione coinvolge più norme
- Art. 640 c.p. — Truffa: punisce chi con artifizi e raggiri induce altri in errore provocando un danno patrimoniale. La denuncia già sporta è il passo giusto.
- D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo), artt. 52-67 — tutela gli acquisti online: il venditore è obbligato a consegnare esattamente ciò che hai ordinato.
- D.Lgs. 196/2003 e Reg. UE 2016/679 (GDPR) — se il sito ha raccolto i tuoi dati in modo illecito, puoi segnalare al Garante Privacy.
- Art. 2043 c.c. — responsabilità civile extracontrattuale: consente di chiedere il risarcimento del danno subìto.
Come funziona in pratica
- GLS non è responsabile del contenuto del pacco: il corriere trasporta ciò che gli viene consegnato. Una diffida a GLS ha valore limitato, ma puoi richiederle formalmente i dati del mittente (nome, indirizzo di ritiro) tramite istanza scritta con riferimento alla denuncia penale — spesso collaborano se c'è un procedimento aperto.
- Diffida al venditore: con i dati che hai (numero, Instagram, sito) puoi inviare una lettera di diffida e messa in mora via raccomandata A/R o PEC, intimandogli la restituzione di €370 entro 15 giorni, avvertendo che in caso contrario procederai per vie legali.
- Segnalazione all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato): puoi segnalare il sito per pratiche commerciali scorrette tramite il portale online. L'AGCM può ordinare la chiusura del sito e sanzionare il gestore.
- Esposto al Garante Privacy: se il sito raccoglieva dati senza consenso o in modo fraudolento, è un canale aggiuntivo di pressione.
- Azione civile: con il giudice di pace (competente fino a €5.000) puoi chiedere la restituzione dei €370 anche senza avvocato.
Cosa conviene fare
- Conserva tutte le prove: screenshot del sito Instagram, conferma d'ordine, foto della merce ricevuta, ricevuta di pagamento a GLS.
- Invia subito una diffida formale al venditore tramite raccomandata o email certificata — è il presupposto per qualsiasi azione successiva.
- Richiedi a GLS i dati del mittente per iscritto, allegando il numero di denuncia: è il modo più efficace per ottenere collaborazione.
- Segnala il sito all'AGCM su agcm.it — è gratuito e può portare a sanzioni e chiusura del sito.
- Se non recuperi i soldi entro 30 giorni, considera il ricorso al giudice di pace per la restituzione: la procedura è semplice e le spese contenute.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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