Diritto Civile

Trasferta non pagata e TFR: come recuperare i crediti?

Utente_Anonimo_2256 · 14 visualizzazioni

Il mio datore di lavoro non mi ha pagato la trasferta verso la Germania dall'Italia e neanche 45 ore di viaggio per andare in Germania nonostante quello che gli ho fatto vedere mancano anche ore dalle ferie che lui ha descritto come assenza ingiustificata non retribuita e aspetto ancora TFR dal 2022 perché ha cambiato regione sociale nel 2025 e non mi ha dato TFR Come mi devo comportare

Risposta diretta

Hai diritto a ricevere il pagamento delle indennità di trasferta, delle ore di viaggio, alla corretta imputazione delle assenze e al TFR maturato. Il cambio di ragione sociale del datore non cancella i tuoi crediti: la responsabilità si trasferisce al nuovo soggetto.

Quadro normativo

I crediti dei lavoratori — tra cui retribuzione, TFR e rimborsi — godono di privilegio generale sui beni del datore ai sensi dell'art. 2751-bis del Codice civile, il che li rende prioritari rispetto ai crediti ordinari. In caso di trasferimento d'azienda o cambio di assetto societario, l'art. 2112 c.c. stabilisce la responsabilità solidale tra cedente e cessionario per i crediti maturati prima del trasferimento: il lavoratore può agire contro entrambi. Per le ore di viaggio, il D.Lgs. 66/2003 sull'orario di lavoro è il riferimento principale: se il viaggio è avvenuto su disposizione del datore, il tempo può essere qualificato come orario di lavoro retribuibile, anche sulla base del CCNL applicabile al tuo settore.

Come funziona in pratica

  • Trasferta e ore di viaggio: raccogli tutta la documentazione (email di disposizione, biglietti, ricevute, registri presenze) che dimostri che il viaggio era ordinato dal datore e quantifica le ore non pagate
  • Assenze classificate come ingiustificate: se hai le ferie approvate o la prova che non si trattava di assenza volontaria, quella classificazione è contestabile e può incidere su busta paga e licenziamento
  • TFR arretrato dal 2022: il credito è già scaduto ed è pienamente esigibile; il cambio di ragione sociale del 2025 non lo estingue, ma occorre individuare il soggetto giuridico successore per agire correttamente
  • Prescrizione: i crediti di lavoro si prescrivono in 5 anni dalla cessazione del rapporto; hai ancora tempo, ma non aspettare

Cosa conviene fare

  • Invia subito una diffida scritta (raccomandata a/r o PEC) al datore, elencando tutti i crediti non pagati e richiedendo il pagamento entro un termine (es. 15 giorni): questo atto interrompe la prescrizione
  • Rivolgiti al sindacato di categoria o a un patronato per una verifica gratuita delle buste paga e del conteggio TFR
  • Consulta un avvocato del lavoro per valutare il ricorso al giudice del lavoro: in molti casi è possibile ottenere un decreto ingiuntivo in tempi rapidi per i crediti documentati
  • Verifica la visura camerale del datore per identificare l'attuale soggetto responsabile dopo il cambio di ragione sociale
  • Considera la segnalazione all'Ispettorato del Lavoro (ITL): può avviare accertamenti d'ufficio, soprattutto sulle ore non retribuite

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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