Risoluzione consensuale lavoro: come formalizzarla?
Utente_Torino_3136 · 1 visualizzazioni
controversia lavoro relativa ad un licenziamento concordato tra le parti, solo da ufficializzare
Risposta diretta
Un accordo di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro concordato tra datore e lavoratore deve essere formalizzato obbligatoriamente in sede protetta per essere legalmente valido e non impugnabile dal lavoratore in un secondo momento.
Quadro normativo
L'art. 2113 del Codice Civile stabilisce che le rinunce e le transazioni aventi ad oggetto diritti del lavoratore derivanti da norme inderogabili sono impugnabili entro 6 mesi, salvo che siano state effettuate in sede protetta. Il D.Lgs. 151/2015 disciplina inoltre la procedura telematica per le dimissioni volontarie, da non confondere con la risoluzione consensuale. La risoluzione consensuale è invece regolata dall'art. 1372 c.c. come accordo bilaterale di scioglimento del contratto.
Come funziona in pratica
- La risoluzione consensuale deve avvenire in una delle cosiddette sedi protette: la Direzione Territoriale del Lavoro (ITL) di Torino, la sede sindacale con assistenza di un rappresentante, o in sede di conciliazione monocratica
- In quella sede, entrambe le parti sottoscrivono un verbale che certifica l'accordo e le eventuali condizioni economiche pattuite (es. buonuscita aggiuntiva, TFR, ferie non godute)
- Le rinunce contenute nel verbale firmato in sede protetta non sono più impugnabili, nemmeno entro i 6 mesi previsti dall'art. 2113 c.c.
- Attenzione: la risoluzione consensuale, a differenza del licenziamento, non dà diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), salvo casi particolari come l'incentivo all'esodo con offerta scritta del datore
- Se l'accordo prevede un incentivo economico all'esodo, è possibile accedere alla NASpI solo se il lavoratore rassegna le dimissioni a seguito di un'offerta formale del datore ai sensi dell'art. 26 del D.Lgs. 151/2015
Cosa conviene fare
- Prima di firmare qualsiasi accordo, verificare con attenzione tutte le voci economiche spettanti: TFR maturato, ferie e permessi non goduti, eventuali premi o mensilità aggiuntive
- Valutare attentamente le conseguenze previdenziali: se si ha diritto alla NASpI, scegliere la modalità corretta di cessazione del rapporto (licenziamento o dimissioni per giusta causa)
- Rivolgersi a un sindacato o a un avvocato giuslavorista prima della sottoscrizione per verificare la congruità delle condizioni economiche offerte
- Fissare un appuntamento presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Torino per la conciliazione monocratica, che è gratuita e garantisce la piena validità dell'accordo
- Conservare copia del verbale firmato in sede protetta come prova dell'accordo raggiunto
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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