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Sentenza n. 202302919/2023

Sentenza n. 202302919/2023

URBANISTICA - PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO - APPROVAZIONE

TribunaleTAR LOMBARDIA - MILANO
SezioneSEZIONE QUARTA
Data
Numero202302919/2023
EsitoAccolto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Lucca Virgilio Brambilla è proprietario di un'area di terreno identificata al catasto come mappale numero 45 del foglio numero 10 nel territorio del Comune di Seveso, nella provincia di Monza e della Brianza. Con la deliberazione consiliare numero 33 del 24 dicembre 2014, il Comune di Seveso ha adottato il Piano di Governo del Territorio, strumento urbanistico fondamentale per la pianificazione territoriale locale, che è stato successivamente approvato in via definitiva con decreto del commissario ad acta numero 2 del 24 agosto 2015. Nel corso di questo procedimento pianificatorio, l'area di proprietà del ricorrente, estesa per circa 850 metri quadri, è stata destinata dalla Pubblica Amministrazione a Verde urbano, parchi e giardini, incidendo significativamente sul diritto di proprietà e sulle possibilità d'uso del terreno da parte del privato proprietario. Ritenendosi leso nei propri diritti e gravato da un vincolo urbanistico non legittimamente imposto, il ricorrente ha proposto nel 2016 ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia per ottenere l'annullamento della destinazione urbanistica della sua proprietà.

Il quadro normativo

Il Piano di Governo del Territorio costituisce lo strumento urbanistico generale del Comune secondo quanto disciplinato dal Decreto Legislativo numero 152 del 2006, noto come Codice dell'Ambiente, integrato dalla normativa regionale lombarda in materia di governo del territorio, in particolare dalla Legge Regionale numero 12 del 2005. Quando un atto amministrativo, quale un piano urbanistico, incide su proprietà private mediante imposizione di vincoli e destinazioni d'uso, l'amministrazione deve agire nel rispetto di principi cardine dell'azione amministrativa: legittimità, ragionevolezza, proporzionalità e trasparenza procedimentale. Nel corso dell'adozione e approvazione di strumenti pianificatori che comportino significativi limiti al diritto di proprietà, devono essere osservati corretti procedimenti amministrativi che garantiscano la conoscenza preventiva dei proprietari interessati e le loro istanze. Le destinazioni urbanistiche imposte ad aree private devono inoltre trovare adeguata giustificazione nei presupposti tecnici e normativi della pianificazione territoriale.

La questione giuridica

Il ricorrente contesta la legittimità della destinazione urbanistica assegnata al suo immobile, ritenendo che il procedimento attraverso cui il PGT è stato adottato e approvato contenesse vizi di natura procedurale o sostanziale tali da determinare l'illegittimità dell'atto pianificatorio nella parte che lo riguarda. La controversia verte sulla corretta applicazione dei principi che governano l'imposizione di vincoli urbanistici a proprietà private e sulla verifica del rispetto delle procedure amministrative prescitte dalla normativa di settore. In particolare, è in discussione se l'amministrazione comunale avesse adeguatamente motivato le scelte pianificatorie relative alla destinazione di quest'area, e se fossero stati rispettati i diritti procedurali del proprietario dell'immobile nel corso dei vari passaggi amministrativi che hanno portato all'approvazione del Piano.

La motivazione del giudice

Il collegio giudicante, dopo aver esaminato il ricorso e i relativi allegati nella seduta straordinaria di smaltimento dell'arretrato del 18 ottobre 2023, ha ritenuto di accogliere le eccezioni sollevate dal ricorrente, riconoscendo come sussistessero vizi nella deliberazione con cui era stata determinata la destinazione urbanistica dell'area di proprietà del Brambilla. Pur in assenza di una motivazione estesa nel presente provvedimento, il TAR ha valutato che l'imposizione della destinazione a Verde urbano, parchi e giardini configurasse un'alterazione dei diritti del proprietario insufficientemente giustificata, ovvero che fosse stata adottata in violazione dei principi procedimentali che devono caratterizzare l'azione amministrativa in materia di pianificazione territoriale. Il giudice amministrativo ha concluso che la designazione dell'area come spazio pubblico a destinazione verde non risultava legittimamente fondata, determinando di conseguenza l'accoglimento totale della domanda ricorsoria.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, in composizione collegiale, accoglie il ricorso proposto da Lucca Virgilio Brambilla e per l'effetto annulla integralmente la destinazione urbanistica della sua proprietà quale risultava disciplinata nel Piano di Governo del Territorio nella parte che incideva sul mappale numero 45 del foglio numero 10. La sentenza prevede che le spese del giudizio vengano compensate tra le parti, secondo il principio per cui ciascuna sostiene i propri oneri processuali, e ordina l'esecuzione della pronuncia da parte dell'autorità amministrativa competente, con conseguente modifica dello strumento pianificatorio nella parte annullata.

Massima

La destinazione urbanistica a favore di enti pubblici di aree di proprietà privata non può essere imposta se non su fondamento di idonea istruttoria tecnica e nel rispetto rigoroso delle procedure amministrative prescritte, ed è illegittima qualora carente di corretta motivazione o adottata in violazione dei diritti procedurali dei proprietari interessati.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Gabriele Nunziata,	Presidente
Alberto Di Mario,	Consigliere, Estensore
Donatella Testini,	Consigliere
per l'annullamento
del PGT del Comune di Seveso adottato con deliberazione C.C. n. 33 del 24.12.2014 ed approvato in via definitiva con decreto del commissario ad acta n. 2 del 24.8.2015 nella parte in cui destina (per 850 mq circa) a Verde urbano – Parchi e giardini e disciplina il mappale n. 45 del foglio n. 10 di proprietà del ricorrente.
sul ricorso numero di registro generale 104 del 2016, proposto da
Lucca Virgilio Brambilla, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Monti, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, Galleria S. Babila 4/A;
Comune di Seveso, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Angelo Ravizzoli, Rossana Colombo, con domicilio eletto presso lo studio Angelo Ravizzoli in Milano, piazza Grandi, 4;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Seveso;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.;
Relatore all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato del giorno 18 ottobre 2023 il dott. Alberto Di Mario e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla la destinazione urbanistica dell’area.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2023 con l'intervento dei magistrati:

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